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Carie

Cause


         

Quali sono le cause della Carie?

Il processo che porta alla formazione della carie è un fenomeno complesso e dinamico, a genesi multifattoriale, che si instaura per l'azione combinata di fattori determinanti locali e fattori predisponenti locali e/o legati alle condizioni sistemiche dell'ospite.

I fattori determinanti o causali della carie sono rappresentati da (Cariogramma di Keyes) (Keyes, 1960):
• Batteri
• Alimentazione
• Suscettibilità dell'ospite

Cariogramma

Cariogramma di Keyes


La patogenesi della carie prevede la compresenza dei fattori ritenuti causali, mentre la sua incidenza può essere accresciuta attraverso i fattori predisponenti. In ogni singolo momento si può intervenire attraverso una terapia causale (individuale) al fine di ridurre l'insorgenza del processo carioso.

La formazione di una cavità sulla superficie dentale è il risultato di un gran numero di cicli di demineralizzazione e remineralizzazione all'interno del cavo orale. Questo fenomeno è continuo e costituisce un equilibrio dinamico (Featherstone, 2004 e 2008). La preponderanza di uno dei due fenomeni porta alla destrutturazione delle componenti del dente: prima lo smalto e successivamente dentina e polpa.

La via comune ultima di tale malattia infettiva è l'aumento dell'acidità: infatti l'abbassamento locale del pH al di sotto di un valore critico (5,2-5,5) induce la dissoluzione della frazione inorganica dello smalto.
Il processo attraverso cui si passa da uno stato di integrità strutturale dei tessuti duri del dente ad uno in cui questi vengono indeboliti (carie iniziale) e poi intaccati, con l'eventuale formazione di cavità (carie conclamata), è il seguente:
• I batteri acidogeni presenti all'interno della placca orale fermentano i carboidrati introdotti attraverso la dieta producendo acidi organici tra cui acido lattico, formico, acetico e propionico
• Tali acidi diffondono attraverso lo smalto, la dentina o il cemento dissolvendo parzialmente i cristalli di idrossiapatite (parte inorganica del dente)
• I minerali della parte inorganica del dente, una volta dissolti, diffondono a loro volta nella saliva, creando una cavità qualora il processo di demineralizzazione prosegua
• Il processo di demineralizzazione del dente è reversibile e i sali minerali (calcio e fosfato insieme al fluoro) possono reintegrarsi all'interno della struttura dentale, se le loro concentrazioni sono elevate in soluzione, precipitando. In questo modo la struttura neoformata è addirittura più resistente alla dissoluzione acida
• Tale fenomeno di demineralizzazione e remineralizzazione ricorre numerose volte nel corso di una singola giornata ed il suo esito dipende da diversi fattori.

Batteri
Un battere viene definito cariogeno quando
• sopravvive in ambiente acido (acidotolleranza)
• è capace di produrre metaboliti acidi dalla fermentazione di carboidrati alimentari (acidogenicità)
• è capace di colonizzare la superficie dentaria
• sintetizza polisaccaridi extracellulari, denominati glucani, a partire dai carboidrati introdotti con la dieta

Nella placca batterica sono state riconosciute più di 200 specie microbiche, anche se in realtà soltanto alcune sono considerate specifiche e responsabili dell'insorgenza della carie.

Così come avviene nella malattia parodontale e tipicamente in qualsiasi malattia infettiva a genesi multifattoriale, alcune specie batteriche sono dotate di caratteristiche che le rendono maggiormente aggressive. Nel caso della patologia della carie hanno un ruolo primario i lattobacilli e gli streptococchi (specie S. sobrinus e S. mutans).

La scoperta che lo Streptococcus mutans rispondeva ad alcuni postulati di Koch (circa la determinazione dell'agente responsabile di una certa malattia infettiva), ovvero che a) è costantemente isolato dalle placche e dalla saliva di soggetti con carie (Loesche, 1986) e b) provoca la carie nei roditori (Fitzgerald e Keyes, 1960) portò alla formulazione della teoria della "placca specifica" (Loesche 1979), poi confermata dallo stesso gruppo di ricerca nel 1982.

Ad oggi sappiamo che il primato, in relazione all'acido tolleranza, spetta ai lattobacilli omofermentativi, seguiti dagli streptococchi, specie S. mutans e S. salivarius. Ad ognuna di queste specie microbiche grandemente resistenti agli ambienti acidi si associa una elevata acidogenicità. Ciononostante, tra i batteri succitati, solo lo S. mutans sembra possedere una spiccata abilità nel colonizzare le superfici lisce del dente; tale caratteristica lo rende la specie più cariogena di tutte (Teti e Mattina, 2002).