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Meningite

Cause


         

Quali sono le cause della Meningite?

La meningite è un’infezione che può essere causata da batteri, virus e più raramente funghi, protozoi e vermi (elminti). La meningite può avere anche un’origine non infettiva (Angelini, Battistin, 2015).

Meningite batterica
I principali batteri causa di meningite sono Nesseiria meningitidis (meningococco) e Streptococcus pneumoniae (pneumococco). In Italia fino al 1990 rientrava nel gruppo anche Haemophilus influenzae tipo b, ma la vaccinazione di massa nel primo anno di vita ha ridotto drasticamente i casi di meningite attribuibili a questo patogeno.

Il meningococco e lo pneumococco rappresentano la causa principale di meningite nei bambini molto piccoli (a partire da 1 mese di età) e fino ai 50 anni circa; nelle persono più anziane prevalgono pneumococco, Lysteria monocytogenes e bastoncelli gram negativi. Nei neonati, sono causa di meningite acquisita in comunità Streptococcus agalactiae (streptococco di gruppo B), Escherichia coli e Listeria monocytogenes (Angelini, Battistin, 2015).

Circa il 20-30% dei pazienti affetti da meningite va incontro a lesioni permanenti: amputazioni, danni cerebrali, sordità, epilessia, paralisi, ritardo neuropsicomotorio). La letalità della meningite batterica trattata si attesta attorno al 10-15%.

Neisseria meningitidis
Il genere Neisseria comprende 10 specie di cui due patogene per l’uomo la Neisseria meningitidis e la Neisseria gonorrhoeae. La Neisseria meningitidis o meningococco è un batterio gram-negativo provvisto di capsula esterna alla membrana, che ha bisogno di ossigeno per vivere (aerobio), che non forma spore (asporigeno). Causa meningiti fulminanti, polmoniti e sepsi menigococcica. Sono stati identificati 13 sierotipi (a seconda del tipo di polisaccaride della capsula) di cui quelli isolati con maggior frequenza sono A, B, C, Y, W135. In Europa occidentale i sierotipi più frequenti sono B (55-65%) e C (30-40%); Y e W135 contano per l’1-3%. Il sierotipo A è quello più diffuso in Asia e in Africa (Angelini, Battistin, 2015).

Il meningococco (Neisseria meningitidis) si annida nella mucosa delle alte vie respiratorie (tratto nasofaringeo) che costituisce il suo habitat naturale (l’uomo è il solo portatore naturale). L’infezione inizia con la colonizzazione del tratto nasofaringeo, da questa sede il germe diffonde nel microcircolo sanguigno da cui può raggiungere la barriera ematoencefalica e le meningi. La risposta clinica all’infezione comprende polmoniti, artriti, uretriti fino a meningite e meningococciemia (forma setticemica da meningococco).

Circa il 5-15% della popolazione è portatore sano del meningococco e questa condizione favorisce la diffusione del germe e il rischio di malattia. Lo stato di portatore sano è transitorio, cessa con la comparsa degli anticorpi specifici.

La diffusione del meningococco avviene per via aerea o per contatto diretto (bacio, respirazione bocca a bocca, uso comune di oggetti come bicchieri, fazzoletti, etc.). La trasmissione per via respiratoria richiede un contatto stretto (< 1,5 metri). Il meningococco sopravvive fuori dall’organismo per un tempo molto breve (dell’ordine dei minuti). Condizioni di rischio d’infezione sono rappresentate da: convivenza, affollamento, età prescolare, mesi invernali. Le infezioni virali respiratorie possono favorire la trasmissione (tosse, starnuto). Le categorie più a rischio d’infezione sono i bambini di circa un anno di età e le persone con deficit di attività del complemento (gruppo di proteine del sistema immunitario).

L’individuazione di un caso di meningite richiede la profilassi dei contatti, ovvero delle persone che sono state a stretto contatto con l’ammalato, ad esempio genitori/figli/fratelli, compagni di scuola o di lavoro, chi ha dormito o mangiato spesso con la persona infetta, gli operatori sanitari che sono stati esposti alle secrezioni respiratorie (manovre di intubamento, respirazione bocca a bocca). La profilassi dei contatti si attua per via antibiotica (rifampicina, ciprofloxacina).

Streptococcus pneumoniae
Lo streptococcus pneumoniae o pneumococco rappresenta la causa più comune di malattia batterica invasiva (meningite e spsi). E’ l’agente principale di polmonite negli adulti.

Lo pneumococco è un batterio gram-positivo provvisto di capsula gelatinosa di cui si conoscono circa 100 sierotipi (a seconda del polisaccaride capsulare). Di questi solo una piccola parte è causa di meningite. Il germe colonizza il tratto rinofaringeo e la trasmissione avviene per via respiratoria. Il sovraffollamneto favorisce il contagio.

Circa il 5-70% della popolazione adulta è portatore sano del pneumococco (Epicentro, 2106a).

Fattori di rischio di malattia invasiva sono rappresentati da: età inferiore ai due anni, frequentazione di comunità (asili, residenze per lunga degenza, anemia falciforme, difetti immunitari). La meningite da pneumococco può spesso manifestarsi come complicanza di un’infezione primaria vicina come sede anatomica (otite media, mastoidite, sinusite) o lontana (endocardite, polmonite) (Angelini, Battistin, 2015).

In caso di meningite da pneumococco non si attua la profilassi antibiotica dei contatti perché non si verificano focolai epidemici (Epicentro, 2016a).

Haemophilus influenzae tipo b
L’Haemophilus influenzae o emofilo è un coccobacillo gram-negativo, aerobio-anaerobio facoltativo (la presenza di ossigeno non è indispensabile alla sopravvivenza del batterio), non formante spore (asporigeno). Sono stati identificati diversi sierotipi a seconda del tipo di polisaccaride della capsula, di cui i più comuni, in ordine decrescente, sono b (Hib), d, a, c, f. L’Haemophilus colonizza il tratto del rinofaringe già nei bambini molto piccoli (prima dei 4 mesi di età); la trasmissione avviene per via respiratoria. Rappresentano fattori di rischio ambientali di malattia: svezzamento precoce, età prescolare, frequentazione di nidi o asili, presenza di fratellini molto piccoli, sovraffollamento, genitori che fumano. Costituiscono fattori di rischio dell’ospite: anemia falciforme, difetti a carico degli anticorpi, asportazione della milza (splenectomia), fistola liquorale (fuoriscita del liquido cefalorachidiano, o cerebrospinale, dalla sede naturale) (Angelini, Battistin, 2015).

Dopo l’introduzione del vaccino diretto contro l’Haemophilus influenzae tipo b da somministrare nel primo anno di vita del bambino, i casi di meningite da Haemophilus sono sostenuti da sierotipi non b o ceppi non provvisti di capsula (ceppi non tipizzabili). Nell’adulto l’incidenza di meningite da Haemophilus è pari all’1-4% dei casi. In caso di meningite da Haemophilus è indicata la profilassi con antibiotici dei contatti stretti.

Listeria monocytogenes
La listeria monocytogenes è un batterio che si trova dappertutto (ubiquitario) di cui si conoscono più di 10 sierotipi; quelli che più frequentemente sono patogeni per l’uomo comprendono 4b, 1/2a e 1/2b. L’infezione avviene attraverso cibi contaminati o per trasmissione materno-fetale durante il parto. Nella maggior parte delle persone adulte, il consumo di alimenti contaminati può essere asintomatico o dare luogo a sintomi gastrointestinali. Fattori di rischio di malattia invasiva (meningite e sepsi) sono rappresentati da età (l’infezione invasiva è più frequente nel neonato e nelle persone anziane), alcolismo, tumori, immunosoppressione, diabete mellito, insufficienza renale cronica, collagenopatie, sovraccarico di ferro.

Streptococcus agalactiae
Lo Streptococcus agalactiae è un batterio gram-positivo che colonizza il tratto gastrointestinale e genitourinario sia dell’uomo che degli animali (bovini), Anche noto come streptococco di gruppo B può causare meningite nei neonati (52% dei casi di meningite neonatale negli USA) per trasmissione materno-fetale durante il parto (presenza del batterio in sede vaginale o rettale nel 15-35% delle donne gravide) (Angelini, Battistin, 2015).

Bastoncelli gram-negativi
Questo gruppo di batteri comprendono enterobatteri (Escherichia coli, Klebsiella spp., Serratia marcescens, Salmonella spp.) e Pseudomonas aeruginosa. Questi batteri possono causare infezione delle meningi in pazienti immunodepressi, in pazienti sottoposti ad interventi chirurgici a carico del sistema nervoso centrale o affetti da batteriemia (presenza di batteri nel sangue) da gram-negativi.

Altri batteri che possono causare meningite sono l’agente causale della sifilide (Treponema pallidum, batterio gram-negativo), della malattia di Lyme (Borrelia burgdorferi), della leptospirosi (genere Leptospiria) e della tubercolosi (Mycoplasma pneumoniae).

Meningite virale
I virus responsabili dell’85-95% dei casi di meningite virale o asettica sono gli enterovirus. La distribuzione di questi virus è ubiquitaria. La diffusione avviene per via oro-fecale, soprattutto tramite acqua potabile contaminata. Gli enterovirus presentano numerosi sierotipi: i casi di reinfezione sono dovuti a sierotipi differenti (Angelini, Battistin, 2015).

Altri virus che possono causare meningite o meningo-encefalite (infezione che interessa meningi e cervello) comprendono (Angelini, Battistin, 2015):

Gli arbovirus sono un gruppo eterogeneo di virus caratterizzati dal fatto che sono trasmessi all’uomo da artropodi, in genere zanzare, papatacci, zecche. Gli arbovirus patogeni per l’uomo possono causare diverse infezioni fra cui meningite e meningoencefalite.

Il virus della parotite appartiene al gruppo dei Paramixovirus. Nello 0,5-15% dei casi di parotite (genericamente indicata con il termine “orecchioni”) può svilupparsi meningite (Epicentro, 2016b). In questi pazienti l’evoluzione della meningite è benigna.

Gli arenavirus sono virus a RNA che possono infettare l’uomo e sono trasmessi attraverso i roditori (in genere topi) tramite contaminazione del cibo o di ferite. Le malattie più importanti associate a questo tipo di virus sono la coriomeningite linfocitaria e la Febbre di Lassa. La coriomeningite linfocitaria ha in genere un decorso benigno, senza complicanze; la mortalità è inferiore all’1%.

Il virus erpetico HSV-2 o Herpes genitalis virus 2 può causare meningite asettica. Il virus HSV-2 è anche la causa principale della meningite ricorrente di Mollaret (forma di meningite caratterizzata da episodi ricorrenti).

Anche il virus della varicella (Virus varicella-zoster o VZV), il citomegalovirus (CMV) e il virus di Epstein-Barr (EBV) possono causare meningite come complicanza in corso di infezione primaria.

Meningite fungina
La meningite fungina presenta quasi sempre un andamento cronico (durata > 4 settimane). La menigite fungina più comune è quella causata da Cryptococcus neoformans che si manifesta in genere in pazienti immunodepressi (infezione frequente nei malati con AIDS o sindrome da immunodeficienza acquisita).

Cryptococcus neoformans è l’agente causale della criptococcosi (micosi polmonare). Si tratta di un fungo con forma simile a quella di un lievito. Il fungo è ampiamente diffuso (ubiquitario), penetra nell’organismo attraverso le vie respiratorie e si localizza negli alveoli polmonari. La fagocitosi da parte dei macrofagi, particolari cellule del sistema immunitario, da l’avvio alla risposta immunitaria. Nelle persone con sistema immunitario efficiente (persone immunocompetenti), la risposta immunitaria blocca la diffusione dell’infezione e provoca l’eliminazione del fungo; nelle persone con deficit del sistema immunitario (persone immunocompromesse) la risposta immunitaria può risultare non sufficiente a bloccare la diffusione del fungo che tramite la circolazione sanguigna può raggiungere meningi e cervello.

Meningite da protozoi
I protozoi sono organismi unicellulari eucariotici (provvisti cioè di nucleo e membrana nucleare). Alcuni protozoi appartenenti al genere Acanthamoeba e Naegleria possono causare meningoencefaliti. I casi osservati sono molto rari, il decorso della malattia è grave. L’infezione avviene per via cutanea o polmonare e raggiunge il sistema nervoso centrale attraverso il sangue. L’infezione sistemica si verifica in genere in persone con sistema immunitario compromesso.

Meningite elmintica
La meningite causata da elminti (vermi) avviene in genere per contaminazione di alimenti oppure, soprattutto nei bambini, per ingestione di materiale contaminato. Lo stadio con cui questo tipo di parassiti raggiunge il sistema nervoso centrale è quello di larva. Le infezioni possono essere più o meno gravi, dipendentemente dall’entità della carica parassitaria.

Possono causare infezione delle meningi Angiostrongylus cantonensis (endemico nel Sud-est asiatico, Indonesia, Nuova Guinea, isole del pacifico); Baylisascaris procyonis (presente nel Nord America), Gnatostoma spinigerum (diffusa in Asia sud-orientale), Taenia solium (agente causale della neurocisticercosi), Echinococcus granulosus, Trichinella spiralis, Toxocara canis e T. cati, Ascaris lumbricoides (può causare un’infezione delle meningi su base allergica) (Angelini, Battistin, 2015).