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5-Fluorouracile

Fluorouracile

Interazioni - Quali sono le interazioni farmacologiche di 5-Fluorouracile?


         

Acido folinico: spesso utilizzato sotto forma di calcio folinato, rende più stabile il legame del 5-fluorouracile con l’enzima endogeno timidilato sintetasi, potenziandone gli effetti citotossici (interazione farmacodinamica). Per questo l’acido folinico è utilizzato in associazione a 5-fluorouracile e oxaliplatino (protocollo FOLFOX) in alcune forme di tumori solidi (De Gramont et al., 2000). In questi casi, comunque, i due farmaci non devono essere somministrati utilizzando la stessa linea di infusione perché si può avere la formazione di precipitati di sali di calcio che potrebbero ostruire la lnea di infusione stessa. Pertanto i due farmaci non devono essere mescolati insieme. Se i due farmaci devono essere somministrati in sequenza utilizzando la stessa linea di infusione, tra un farmaco e l’altro la linea di infusione deve essere lavata con una soluzione iniettabile di cloruro di sodio 0,9% (9 mg/ml) (Agenzia Italiana del Farmaco – AIFA, 2017).

Immunosoppressori, terapia radiante: in associazione a 5-fluorouracile ne aumentano l’azione immunosoppressiva. In caso di terapia combinata può essere necessario procedere ad un adeguamento del dosaggio.

Metotrexato: analisi in vitro e in vivo hanno evidenziato un’azione antagonista reciproca quando il metotrexato e il 5-fluorouracile sono associati. Il metotrexato infatti causa un accumulo di acido deossiuridilico a livello cellulare tale da ridurre l’efficacia del 5-fluorouracile. Quest’ultimo, a sua volta, riduce il blocco della sintesi della basi puriniche indotto dal metotrexato (Tattersal et al., 1973). In vivo, i due farmaci mostrano un’azione sinergica o antagonista dipendente dalla loro sequenza di somministrazione: si ha un azione sinergica quando il metotrexato precede il 5-fluorouracile, mentre si ha un azione antagonista quando viene somministrato per prima il 5-fluorouracile (Bertino et al., 1977).

Vaccini a virus ucciso: il 5 fluorouracile riduce la risposta anticorpale dell’organismo. Ne consegue che la vaccinazione deve essere posticipata dopo 3-12 mesi dalla fine della terapia con 5-fluorouracile, a quando cioè il paziente è in grado di dare una risposta anticorpale adeguata al vaccino.

Vaccini a virus vivo attenuato: poiché il 5-fluorouracile riduce la risposta anticorpale dell’organismo, in caso di una vaccinazione a virus vivo attenuato, oltre ad una risposta anticorpale insufficiente, potrebbe verificarsi un potenziamento della replicazione virale.
La somministrazione di vaccini a virus vivo attenuato deve pertanto essere eseguita una volta terminato il trattamento con 5-fluorouracile, dopo 3-12 mesi a seconda del quadro clinico del paziente. Deve essere posticipata anche nei familiari e in chi è a diretto contatto con il paziente la somministrazione orale del vaccino per il virus della poliomielite (il vaccino orale è un vaccino vivo attenuato).