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Ampicillina

Ampicillina Sulbactam, Amplital, Unasyn

Interazioni - Quali sono le interazioni farmacologiche di Ampicillina?


         

Allopurinolo: la co-somministrazione di allopurinolo e ampicillina è associata ad un aumento del rischio di sviluppare rash cutaneo (5,9% vs 13,9 % rispettivamente con ampicillina e ampicillina più allopurinolo) (Jick, Porter, 1981; NEJM, 1972).

Aminoglicosidi: il mescolamento nello stesso contenitore di ampicillina e aminoglicosidi determina inattivazione di entrambi gli antibiotici. Nel caso sia necessario somministrare allo stesso paziente sia l’ampicillina che l’aminoglicoside, i due antibiotici devono essere somministrati in due sedi differenti, a distanza di circa un’ora l’uno dall’altro.

Atenololo: la co-somministrazione di atenololo e ampicillina comporta una riduzione dell’esposizione sistemica all’atenololo che può portare au un aumento della tachicardia poco dopo (20 minuti) l’assunzione dei due farmaci (100 mg di atenololo e 1 g di ampicillina) (Schafer-Korting et al., 1983). Gli effetti dell’ampicillina sull’atenolo sono risultati dipendere dalla modalità di somministrazione dell’antibiotico. Infatti se invece di somministrare la dose di 1 g di ampicillina in una volta sola, la si suddivide in 4 volte (250 mg 4 volte al giorno) l’interazione tra i due farmaci è meno evidente (riduzione media dell’AUC:18,2% vs 51,5%). Inoltre dovendo somministrare una dose elevata di antibiotico (1 g) è preferibile somministrare separatamente i due farmaci, prima l’atenololo e poi l’ampicillina (McLean et al., 1984).
Comunque i valori di pressione arteriosa in 6 pazienti ipertesi trattati con i due farmaci per 4 settimane non sono risultati diversi da quelli osservati nei pazienti trattati con il solo atenololo (Schafer-Korting et al., 1983).

Clorochina: se somministrata insieme ad ampicillina, la clorochina ne può diminuire la biodisponibilità orale. L’interazione farmacologica potrebbe dipendere da un rallentamento dello svuotamento gastrico e da un aumento della motilità intestinale indotto dalla clorochina (Ali, 1985).

Contraccettivi orali: l’eventuale interazione fra peniclline ad ampio spettro e contraccetivi orali è un problema ancora dibattutto. L’idea sottesa è che gli antibiotici, alterando la flora intestinale, riducano il ricircolo enteroepatico dell’etinilestradiolo (Zhanel et al., 1999). In diversi studi clinici comunque la somministrazione di ampicillina, così come di altri antibiotici ad ampio spettro, non ha modificato i livelli plasmatici degli steroidi contenuti nei contraccettivi orali (Archer, Archer, 2002). In ogni caso, il rischio di fallimento del contraccettivo orale nelle donne in terapia antibiotica rientra nell’intervallo di rischio di fallimento stimato per i contraccetivi orali.

Metotrexato: le penicilline riducono la clearance renale del metotrexato con conseguente aumento dell’esposizione sistemica al farmaco (e possibile aumento degli effetti collaterali) (Ronchera et al., 1993).

Probenecid: aumenta la concentrazione plasmatica dell’ampicillina perché ne riduce l’escrezione. Il probenecid riduce la permeabilità dei tubuli renali alle sostanze estranee all’organismo.

Test di laboratorio: la somministrazione di ampicillina durante la gravidanza è stata associata, in alcune pazienti, ad una riduzione transitoria dei livelli nel sangue di estriolo coniugato, estriolo-glucuronide, estrone coniugato ed estradiolo (Agenzia Italiana del Farmaco – AIFA, 2016). Un’elevata concentrazione di ampicillina nelle urine può alterare la misurazione del glucosio (glucosuria) pertanto si raccomanda di utilizzare i test del glucosio che si basano sulla reazione enzimatica di ossidazione dello zucchero.

Warfarin: la co-somministrazione di penicilline e anticoagulanti antagonisti della vitamina K, come il warfarin, potrebbe indurre un aumento del rischio di sanguinamento.  Il meccanismo dell’interazione non è stato completamente chiarito, ma potrebbe dipendere in parte dagli effetti degli antibiotici sulla flora batterica che produce vitamina K (Goodchil, Donaldson, 2013). In uno studio che ha valutato la somministrazione di amoxicillina più acido clavulanico per 7 giorni in pazienti in terapia stabile con warfarin, non sono state osservate variazioni dell’indice INR (indice che valuta la coagulabilità del sangue) in assenza di infezioni o infiammazioni (Zhang et al., 2011).