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Infezione da Coronavirus (CoV)

Cause


         

Quali sono le cause dell'Infezione da Coronavirus (CoV)?

I coronavirus sono virus appartenenti alla famiglia Coronaviridae. Sono virus che possono avere forme diverse (virus pleiomorfi), sulla cui superficie sono visibile delle “spine” come a formare una corona, da cui il nome. I coronavirus che infettano l’uomo hanno un diametro compreso tra i 100 e i 160 nm. Il genoma è formato da RNA (sono i virus con il genoma a RNA più grande) e si replicano con un meccanismo condiviso da tutti i virus appartenenti allo stesso genere, caratterizzato da un elevato tasso di ricombinazione (Knipe et al., 2007).

I coronavirus si distinguono in tre gruppi: i gruppo I e II isolati nei mammiferi, tra cui l’uomo, e il gruppo III isolato negli uccelli. Al gruppo I appartengono i ceppi virali umani HCov-229E e HCoV-NL63 (sottogruppo alfacoronavirus), mentre al gruppo II, i ceppi virali umani (sottogruppo betacoronavirus) HCov-OC43, HCoV-HKU1 e SARS-CoV, quest’ultimo responsabile dell’epidemia di SARS in Cina nel 2002-2003. Sono tutti virus che causano infezioni respiratorie. Il virus della SARS è stato identificato anche in tessuti diversi da quello polmonare come il fegato, il rene e il piccolo intestino e nelle feci (Knipe et al., 2007).

Più recentemente (2012) è stato identificato un altro coronavirus (sottogruppo betacoronavirus), il MERS-CoV, identificato come l’agente causale della sindrome respiratoria mediorientale. Ed è cronaca recentissima (gennaio 2020) l’identificazione di un nuovo ceppo virale (2019-nCov) in grado di infettare l’uomo, che sta causando l’epidemia attualmente in corso in Cina. Questo coronavirus è associato ad un focolaio di polmonite registrato a fine dicembre 2019 nella citta cinese di Wuhan, il cui punto di origine sembra essere stato un mercato di frutti di mare e animali vivi della città. L’analisi della sequenza del genoma del nuovo coronavirus, ottenuta in tempi rapidissimi, ha rivelato una parentela stretta con quello della SARS (Ministero della Salute, 2020).

In generale, la velocità con cui un’infezione si diffonde può essere una misura della sua virulenza, che nel caso specifico dell’infezione da 2019-CoV non è ancora nota. Secondo i ricercatori, la rapidità della diffusione dell’infezione in atto in Cina desta preoccupazione, ma potrebbe essere legata al fatto che il personale sanitario ha quasi da subito potuto disporre di un test diagnostico specifico (il genoma del virus è stato identificato circa due settimane dopo l’identificazione del primo caso infetto).

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha assegnato al nuovo coronavirus, 2019-CoV, un valore per il parametro “Ro” di 1,4-2,5. Tale valore esprime il numero di persone che possono essere infettate da una sola persona con il virus. Quando Ro è superiore a 1, è necessario adottare misure di contenimeto, come ad esempio la quarantena, per limitare la diffusione dell’infezione. Il valore di Ro comunque non è fisso, ma si adatta durante il corso di un’epidemia sulla base dell’efficacia delle misure di controllo adottate. La stima di Ro attribuita a 2019-CoV è simile a quella assegnata al coronavirus della SARS durante l’epidemia del 2020-2003 e al virus dell’influenza H1N1 che ha causato la pandemia nel 2009, ed è superiore a quella assegnata al coronavirus della MERS durante l’epidemia del 2012 (Callaway, Cyranoski, 2020).