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ADHD

Farmaci e terapie


         

Quali farmaci per l'ADHD?

I farmaci impiegati in Italia per il trattamento del disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) sono il metilfenidato e l’atomoxetina.

Il metilfenidato (specialità medicinale Ritalin), farmaco psicostimolante, è il medicinale di elezione per pazienti pediatrici (6-12 anni) ed adolescenti con disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività (ADHD).
Il metilfenidato è somministrato per via orale in base al peso corporeo, mediamente 0,3-0,6 mg/kg/dose per due, tre volte al giorno. È consigliata una dose iniziale di 5 mg una o due volte al giorno. La dose totale giornaliera deve essere suddivisa in più somministrazioni. La terapia procede con incrementi settimanali di 5-10 mg. Dose massima: 60 mg/die. Il dosaggio di metilfenidato deve essere personalizzato secondo le necessità cliniche e la risposta del paziente.
La decisione di prescrivere metilfenidato si deve basare su una valutazione della gravità dei sintomi e del loro significato rispetto all’età del bambino. La terapia con metilfenidato deve rientrare in un programma multimodale di trattamento che comprende anche misure terapeutiche di tipo psicologico, educativo e sociale.
Nel caso di uso prolungato (oltre dodici mesi) si raccomanda la sospensione della somministrazione del metilfenidato almeno una volta l’anno.

Il trattamento con metilfenidato mira a stabilizzare gli atteggiamenti comportamentali caratteristici dell’ADHD, quali distrazione di grado da moderato a severo, capacità di attenzione limitata nel tempo, iperattività, labilità emotiva e impulsività. Il metilfenidato risulta efficace in circa il 70% dei pazienti; già dopo la prima settimana di trattamento sono osservabili effetti positivi su capacità di attenzione, iperattività, relazioni sociali.

L’atomoxetina (specialità medicinale Strattera) è un farmaco non stimolante appartenente alla classe degli inibitori selettivi della ricaptazione della noradrenalina.
L’atomoxetina è somministrata in un’unica dose giornaliera in base al peso corporeo. Per migliorarne la tollerabilità è possibile suddividere la dose in due volte al giorno.
Bambini (6-12 anni) e adolescenti di peso corporeo fino a 70 Kg: l’atomoxetina è somministrata in dosi di 0,5 mg/Kg/die durante la prima settimana di trattamento, con aumento progressivo fino ad una dose di mantenimento di 1,2 mg/Kg/die.
Dose massima: 1,4 mg/Kg/die.
Bambini (6-12 anni) e adolescenti di peso corporeo oltre 70 Kg: l’atomoxetina deve essere somministrata ad una dose iniziale di 40 mg/die per i primi sette giorni; quindi il dosaggio si può progressivamente aumentare fino ad una dose giornaliera di 80 mg. Dose massima: 100 mg/die.
La somministrazione di atomoxetina inizia con un dosaggio di 0,5 mg/kg/die. Tale dose dovrebbe essere mantenuta per 7 giorni, per poi essere aumentata progressivamente in funzione della risposta clinica e della tollerabilità. La dose di mantenimento consigliata è di circa 1,2 mg/kg/die. Il farmaco agisce in maniera graduale e tende a rafforzarsi col procedere della terapia; durante il primo mese l’effetto di atomoxetina comporta una riduzione progressiva dei sintomi e si manifesta appieno dopo le prime quattro settimane di trattamento.
Come il metilfenidato, anche la terapia con atomoxetina va inserita come parte integrante di un programma terapeutico che prevede necessariamente interventi sociali e psico-comportamentali.

L’EMA (Agenzia Europea dei Medicinali), attraverso il CHMP (Committee for medicinal products for human use, comitato per i medicinali ad uso umano), ha dato un parere positivo per la concessione dell’autorizzazione al commercio secondo la procedura centralizzata per un altro farmaco per l’ADHD, Intuniv (guanfacina), per bambini e adolescenti (età 6-17 anni) per i quali la terapia farmacologica standard (stimolanti) si è rivelata non risolutiva e non tollerata.
Il CHMP ha stabilito che Intuniv deve essere necessariamente parte integrante di un piano terapeutico comprendente terapie psico-comportamentali, in aggiunta a quella farmacologica, supervisionato da uno specialista.
Intuniv contiene il principio attivo guanfacina, che è un agonista dei recettori alfa-2 adrenergici e attiva meccanismi in particolari aree del cervello in grado di promuovere l’attenzione, l’organizzazione e il controllo degli impulsi. Tale meccanismo si discosta dalla terapia classica per l’ADHD. Il miglioramento di alcuni parametri di malattia che correlano con la riduzione dei sintomi osservato negli studi clinici (13 studi) nei pazienti trattati con guanfacina ha portato alla formulazione del parere positivo da parte del CHMP. Gli effetti collaterali osservati con guanfacina hanno compreso: bradicardia, ipotensione, svenimento, sonnolenza, sedazione, con rischio aumentato di cadute e incidenti, e aumento ponderale (il profilo di tollerabilità a lungo termine della guanfacina sarà controllato da uno studio di sicurezza post-marketing da parte dell’azienda produttrice del farmaco) (AIFA – Agenzia Italiana del Farmaco, 2015).

Numerosi studi clinici hanno dimostrato che i risultati migliori nel trattamento del disturbo di attenzione e iperattività si ottengono combinando la terapia farmacologica con le terapie psico-comportamentali quali il parent training, il child training e il counseling agli insegnanti (Hinshaw et al., 1997). Ai genitori viene spiegato cos'è l'ADHD e come applicare strategie comportamentali (come organizzare la giornata del bambino, come comportarsi durante gli accessi di iperattività e impulsività, come aiutarlo a tenere tutto in ordine, ad affrontare un compito e a semplificare quelli troppo complessi, come dare regole chiare da rispettare e come premiarli o punirli quando queste regole vengono infrante). Il parent training aiuta i genitori anche ad affrontare lo stress e la frustrazione che possono scaturire nell'affrontare le problematiche di educazione del figlio con ADHD. La consulenza sistematica agli insegnanti serve ad aiutarli ad assumere un atteggiamento costruttivo nei confronti del bambino con ADHD e a strutturare l'ambiente della classe sulle base dei suoi bisogni (Loe, Feldman, 2007).