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Cistite

Monografia scientifica


         

La Definizione di Cistite - Che cos'è la Cistite?

La cistite è un’infiammazione della vescica provocata nella maggior parte dei casi da un’infezione batterica delle vie urinarie (vescica e uretra). (leggi)

Le Cause della Cistite - Quali sono le cause della Cistite?

La causa più frequente di cistite è rappresentata dalle infezioni batteriche, molto più raramente da infezioni virali o fungine (micosi). (leggi)

I Sintomi della Cistite - Quali sono i sintomi della Cistite?

I primi sintomi che compaiono in caso di cistite sono bruciore e dolore al basso ventre. (leggi)

La Diagnosi della Cistite - Come si diagnostica la Cistite?

La diagnosi della cistite si basa, in prima battuta, sulla presenza dei sintomi e sui risultati clinici dell’esame delle urine e dell’urinocoltura associato o meno ad antibiogramma. (leggi)

Farmaci e Terapie per la Cistite - Quali farmaci per la Cistite?

La cistite infettiva è trattata con la somministrazione di antibiotici. In caso di forme sintomatiche non complicate è sufficiente una terapia antibiotica della durata di uno (monosomministrazione) o tre giorni dipendentemente dal tipo di farmaco e dalla dose prescritta. (leggi)

La Prevenzione della Cistite - Come prevenire la Cistite?

La cistite può essere prevenuta seguendo alcune raccomandazioni relative a semplici norme igieniche e comportamentali. (leggi)

Le Avvertenze per la Cistite - Cosa chiedere al medico e al farmacista sulla Cistite?

Se ritieni di avere i sintomi della cistite, o se a qualcuno dei tuoi familiari è stata diagnosticata la cistite, parlane con il tuo medico di fiducia. (leggi)

L'Omeopatia e la Fitoterapia per la Cistite - Quali farmaci e rimedi omeopatici e fitoterapici per la Cistite?

Le medicine non convenzionali tendono ad avere un approccio olistico nei confronti della malattia, tendono cioè a considerare “il malato“ nella sua complessità di individuo, al di là del singolo organo malato. (leggi)

La Bibliografia per la Cistite - Quali fonti bibliografiche considerare per la Cistite?

Le informazioni contenute nella ricerca Pharmamedix dedicata alla cistite sono state analizzate dalla redazione scientifica con riferimento alle fonti seguenti. (leggi)

Che cos'è la Cistite?

La cistite è un’infiammazione della vescica provocata nella maggior parte dei casi da un’infezione batterica delle vie urinarie (vescica e uretra).

Le vie urinarie sono formate da ureteri, vescica e uretra. Gli ureteri sono due condotti che mettono in comunicazione il rene, organo che filtrando il sangue forma l’urina, con la vescica, organo che raccoglie e funzione da “serbatoio“ per l’urina. Dalla vescica, l’urina è espulsa, tramite l’atto della minzione, all’esterno attraverso un altro piccolo condotto, l’uretra.

La cistite rappresenta circa l’80% delle infezioni delle vie urinarie ed è una delle infezioni più frequenti nella popolazione femminile, con una incidenza del 20-30% nelle donne di età compresa fra i 20 e i 50 anni; l’incidenza aumenta con l’età, in gravidanza e nelle donne diabetiche.

Nell’uomo la cistite si manifesta soprattutto dopo i 55 anni perchè l’ingrossamento della prostata, che inizia a comparire a quest’età, tende a favorire il ristagno di urina nella vescica con conseguente infiammazione. Spesso nell’uomo la cistite si associa a prostatite.

Nella donna è possibile riconoscere tre periodi di maggior esposizione al rischio di cistite: la prima decade di vita, 0-10 anni; l’inizio dell’attività sessuale e la gravidanza; la menopausa.

Fino a 10 anni, il pH vaginale è più alto che nella donna fertile (pH: 4-4,5) per la bassa concentrazione del bacillo di Doderlein, che colonizza normalmente la vagina ed esplica un’azione protettiva verso lo sviluppo di batteri patogeni.

L’inizio dell’attività sessuale può essere caratterizzato da una certa frequenza alla cistite (cistite da luna di miele) per la presenza di batteri particolarmente virulenti e per l’interessamento dell’uretra durante il rapporto. Nelle donne che vanno incontro a cistite in questa fase della loro vita, in genere, la frequenza della cistite è proporzionale al numero di rapporti sessuali e inversamente proporzionale al tempo che intercorre fra un rapporto e l’altro.

In gravidanza alcune delle modifiche fisiologiche che subentrano a livello endocrino e morfologico tendono a favorire il rischio di infezione batterica delle basse vie urinarie: ipotonia muscolare secondaria all’aumento dei livelli di progesterone con conseguente riduzione della peristalsi della porzione distale dell’uretere; comparsa di reflusso vescico-ureterale per incontinenza valvolare dovuta all’aumento della compressione della vescica da parte dell’utero; variazioni biochimiche delle urine. In circa il 3-9% delle donne in gravidanza sussiste una infezione asintomatica che nel 20-30% dei casi evolve a pielonefrite. In gravidanza quindi è importante effettuare un monitoraggio periodico delle urine.

Nella menopausa, la caduta degli ormoni femminili, gli estrogeni, determina una distrofia vulvo-vaginale con conseguente aumeno del rischio di infezione batterica.

In sintesi i fattori di rischio per la cistite sono rappresentati da:
• sesso femminile,
• attività sessuale
• gravidanza
• ostruzione vescicale
• disfunzione vescicale
• reflusso vescico-ureterale
• ipertrofa prostatica
• infiammazione della prostata

La cistite si distingue in acuta e ricorrente. Si parla di cistite acuta quando si manifesta l’episodio infiammatorio sintomatico; si parla di cistite ricorrente quando l’episodio infiammatorio si ripresenta ripetutamente in un determinato lasso di tempo (3 episodi negli ultimi 12 mesi oppure 2 episodi negli ultimi 6 mesi) (Guida uso farmaci, 2008).

La cistite ricorrente può essere causata da una reinfezione (microrganismi diversi dai precedenti) o da una recidiva (l’infezione è causata dallo stesso microrganismo). Nelle donne è più frequente la reinfezione, mentre negli uomini la recidiva. La recidiva si manifesta in genere entro pochi giorni dal precedente episodio di cistite o al massimo entro un mese; spesso è legata a malformazioni delle vie urinarie.

Esiste un’altra forma di cistite, definita cistite interstiziale, che si presenta con andamento cronico. La cistite interstiziale è difficilmente diagnosticabile perchè presenta gli stessi sintomi della cistite acuta e/o della vescica iperattiva (in particolare, urgenza nella minzione, aumento della frequenza della minzione, dolore vescicale); prima di effettuare una diagnosi corretta, possono trascorrere anche 5-7 anni. Poichè la cistite interstiziale provoca cambiamenti della struttura della parete della vescica, è forndamentale che venga riconosciuta il prima possibile. Ma anche in questo caso la terapia raccomandata è spesso solo sintomatica e basata su pochi dati di letteratura.

Per le sue caratteristiche e per la forte componente dolorosa, attualmente si preferisce parlare di “Sindrome dolorosa della vescica“ anzichè di cistite interstiziale, proprio perchè, sebbene inizialmente si presenti come una “semplice“ cistite, successivamente tende ad aggravarsi e a non rispondere più alle terapie farmacologiche. Sulla base dei risultati della citoscopia (endoscopia di uretra, vescica e tratto iniziale degli ureteri), la cistite interstiziale viene distinta in ulcerativa e non ulcerativa.

La cistite interstiziale può interessare donne, uomini e bambini indipendentemente dall’età, ma presenta una preferenza per il sesso femminile (il rapporto uomo:donna è pari a 1:5). Nell’uomo la cistite interstiziale può essere confusa con prostatite cronica o sindrome del dolore pelvico cronico.

Secondo alcuni dati di letteratura, la prevalenza stimata per la cistite interstiziale, valutata sui sintomi urinari (O’Leary-Sant interstizial cystitis symptom and problem index questionnaire, O’Leary-Sant ICSI), è risultata nella popolazione femminile di 450/100.000 (Leppilahti et al., 2002; Nickel, 2010). Studi più recenti riportano una stima = 197 casi ogni 100.000 donne e = 41 casi ogni 100.000 uomini (i dati si riferiscono alla popolazione USA). Gli stessi autori considerano questi dati sottostimati proprio per la difficoltà di diagnosi della cistite interstiziale e considerano plausibile una stima di 1 donna ogni 4-5 e di 1 uomo ogni 20 (Parson et al., 2007).

L’analisi dei dati provenienti dal database fornito dal Kaiser Permanente, organizzazione sanitaria statunitense, per gli anni 2002-2005, indicherebbe un’incidenza di nuovi casi di cistite interstiziale di 15 donne ogni 100.000 all’anno, un’età media di 51 anni (range 31-81 anni) e un quadro sintomatologico caratterizzato da aumento della frequenza della minzione (70% delle pazienti), disuria (52%), urgenza (50%), dolore sovrapubico (50%), nicturia (35%) e dispareunia (13%). Questo studio ha messo inoltre in evidenza una maggior rapidità di diagnosi da parte del medico di base (9 mesi) rispetto ai medici specialisti, urologo (1 anno) e ginecologo (3 anni) (Patel et al., 2008).

La cistite interstiziale spesso si manifesta in pazienti con patologie ginecologiche (endometriosi, malattia infiammatoria cronica pelvica, adenomiosi, leiomiosi, disfunzione del pavimento pelvico, sindrome del dolore pelvico cronico) e sistemiche (fibromialgia, sindrome della stanchezza cronica, morbo di Chron, sindrome dell’intestino irritabile, prostati croniche, lupus eritematoso, sindrome di Sjogren) (Benjamin-Pratt, Howard, 2010; Lee et al., 2010).