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Obesità

Avvertenze


         

Cosa chiedere al medico e al farmacista sull'Obesità?

Se sei sovrappeso o obeso, o se a qualcuno dei tuoi familiari è stata diagnosticata l’obesità, parlane con il tuo medico di fiducia.

Ecco alcune domande che potresti porre.

• Quali cibi dovrei ridurre e quali eliminare completamente?
• Quale tipo di esercizio fisico dovrei fare?
• Quanto tempo dedicare all’esercizio fisico?
• A quali complicanze posso andare incontro?
• A quali specialisti rivolgermi?
• Ci sono programmi specifici di supporto?

L’obesità non è solamente un aumento eccessivo del peso corporeo ma si associa a grave co-morbidità cardiovascolare e tumorale, con risvolti psicologici importanti.

La dieta e l’esercizio fisico rappresentano i due cardini del trattamento del paziente obeso; dieta ed esercizio fisico devono però essere inseriti in un programma educativo finalizzato alla consapevolezza e alla capacità di autocontrollo perchè ciò che è stato ottenuto in termini di riduzione di peso possa mantenersi nel tempo. E’ fondamentale quindi che il paziente in sovrappeso o con obesità conclamata non proceda da solo, ma si affidi a medici specializzati capaci di seguirlo nelle diverse tappe del processo terapeutico.

L’introito di calorie con la dieta deve essere definito dal medico specialista e condiviso dal paziente. La dieta ipocalorica deve mirare ad una riduzione iniziale del peso corporeo di circa il 10%; una volta raggiunto questo obiettivo possono essere definiti cali progressivi sempre in maniera graduale con supporto medico.

La dieta ipocalorica per il paziente obeso costituisce un “atto terapeutico” e pertanto si distingue da un intervento di educazione alimentare a cui si ricorre in caso di prevenzione o programmi di mantenimento del peso. La dieta quindi deve essere individualizzata per ciascun paziente perchè deve tener conto del suo fabbisogno energetico che dipende da sesso, età, attività fisica e dal quadro clinico e metabolico. Le linee guida raccomandano per il paziente obeso un apporto calorico non inferiore alle 1200 kcalorie con un apporto proteico pari a 0,8-1 g/die per kg di peso desiderabile (dove per peso desiderabile si considera un indice di massa corporea pari a 25 kg/m2). Regimi alimentari troppo drastici possono provocare carenze di micronutrienti che potrebbero inficiare l’esito stesso dell’intervento dietetico.

Una volta ottenuta una riduzione di peso adeguata, il mantenimento del peso corporeo dipende più da uno stile di vita sano che dalla sola dieta utilizzata per arrivare al calo ponderale (Kreider et al., 2011).

L’obesità è una malattia cronica che richiede per tutta la vita una gestione corretta del peso corporeo. Gestione che come più volte ripetuto cammina su due binari: alimentazione e attività fisica.

L’attività fisica si associa ad una riduzione della mortalità per tutte le cause, ad un minor rischio cardiovascolare, cerebrale (ictus), metabolico (diabete e sindrome metabolica) e tumorale (cancro del colon e della mammella). Ma anche l’attività fisica, come la dieta, non deve essere esagerata, per evitare danni all’apparato muscoloscheletrico, sopratutto in pazienti, come quelli sovrappeso e obesi, in cui il peso eccessivo già di per se può indurre complicanze osteoarticolari.

Nei pazienti sovrappeso o obesi quindi, il programma di esercizi fisici deve essere preceduto dalla valutazione cardio-pneumologica e ortopedica.

L’esercizio fisico, che deve essere aerobico e di almeno 150-200 minuti a settimana (esiste una relazione dose-risposta fra esercizio fisico e calo ponderale), è utile per indurre ma soprattutto per mantenere nel tempo la perdita di peso.

Dagli studi clinici disponibili è emerso come livelli di attività fisica inferiori ai 150 minuti a settimana non abbiano effetti significativi sul peso, mentre livelli superiori a 150 minuti a settimana inducano una perdita di peso di 2-3 kg. Per riuscire ad ottenere un calo ponderale più significativo, di almeno 5-7,5 kg sono necessari 225-420 minuti di attività fisica alla settimana (SIO/ADI, 2012/2013). Gli effetti quindi dell’esercizio fisico sulla perdita di peso possono essere considerati limitati. Diversamente è stato osservato per il mantenimento del peso, dove l’attività fisica risulta svolgere un ruolo cruciale. Alcuni dei dati clinici disponibili evidenziano una correlazione inversa fra attività fisica e recupero del peso nel paziente obeso: più elevato è il livello di attività fisica svolta minore è l’aumento del peso (Fogelholm et al., 2000, Jakicic et al., 1999, 2003 e 2008; Ewbank et al., 1995; Jeffery et al., 2003).


Nota:
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In particolare I&B autorizza e predispone la pubblicazione dei contenuti di questa sezione "Avvertenze", con licenza GFDL e CC-BY_SA, sulla pagina dell'enciclopedia libera alla Voce "Obesità".