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Raffreddore

Farmaci e terapie


         

Quali farmaci per il Raffreddore?

Il raffreddore è una malattia benigna che si risolve spontaneamente in circa 4-5 giorni.

Per affrontare al meglio la malattia è importante seguire alcune semplici regole:
• effettuare lavaggi nasali con soluzione fisiologica o salina per favorire l’eliminazione del muco ed evitarne il ristagno. La soluzione salina oltre a lavare le mucose esercita un effetto antiedematoso delle mucose per effetto osmotico. Tale soluzione può essere preparata sciogliendo un cucchiaio da cucina di sale grosso (cloruro di sodio) in 1-2 litri d’acqua e può essere conservata per 48 ore. Il lavaggio nasale può essere effettuato più volte al giorno utilizzando una siringa senza ago. Dopo aver effettuato il lavaggio, soffiare il naso per tentare di rimuovere il muco; se il naso non viene soffiato il lavaggio nasale non risulta efficace. Nei bambini molto piccoli che non sono in grado di soffiarsi il naso, procedere alla rimozione del muco con una pompetta aspiramuco.
• effettuare inalazioni o suffumigi con acqua (l’acqua è un fluidificante naturale).
• umidificare gli ambienti (umidità ottimale: 40-60%). La permanenza in ambienti molto caldi e secchi favorisce la congestione nasale.
• monitoraggio della temperatura corporea e in caso di febbre superiore ai 38,5°C somministrare antipiretici. La febbre è un meccanismo di difesa dell’organismo quindi deve essere trattata solo quando può comportare dei rischi (es. convulsioni nei bambini) e/o disagi (mal di testa, dolore).

I farmaci impiegati per il trattamento del raffreddore non curano la malattia ma sono somministrati per ridurre l’intensità dei sintomi ad essa correlati: rinorrea, tosse, mal di gola, mal di testa, febbre.

Molti farmaci indicati per il trattamento dei sintomi del raffreddore contengono vitamina C. Isolata nel 1930, il suo utilizzo nella cura del raffreddore ha avuto un'ampia diffusione attorno al 1970 in seguito ad alcune osservazioni derivate da studi clinici controllati con placebo in cui la vitamina era risultata efficace nella prevenzione e nella attenuazione dei sintomi del raffreddore.

Un'analisi di 72 studi clinici controllati con placebo, condotti a partire dalla metà degli anni '60, ha cercato di mettere a fuoco il ruolo della vitamina C nella cura del raffreddore. Dall'analisi sono stati esclusi gli studi in cui la vitamina C era somministrata ad un dosaggio inferiore a 200 mg al giorno. L'analisi ha evidenziato come la supplementazione di vitamina C riduca solo del 3% il rischio di contrarre il raffreddore nella popolazione generale (Rischio Relativo: 0,97 IC 95% 0,94-1,00), ma come nei soggetti sottoposti a stress fisici intensi (es. maratoneti, soldati, sciatori) tale riduzione aumenti considerevolmente fino al 52% (RR 0,48 IC 95% 0,35-0,64). Per quanto riguarda gli effetti della vitamina C su incidenza, durata e intensità dei sintomi del raffreddore, l'analisi ha evidenziato una riduzione dell'incidenza dei sintomi rispettivamente dell'8% (3-12%) e del 14% (7-21%) negli adulti e nei bambini trattati con una supplementazione regolare di vitamina C e una diminuzione della durata dei sintomi pari al 18% nei bambini che assumevano 1-2 g/die di vitamina C. La supplemetazione regolare con vitamina C è stata inoltre associata ad una riduzione dell'intensità dei sintomi. La somministrazione terapeutica di vitamina C (8 g/die) dopo la comparsa dei primi sintomi di raffreddore non è stata associata ad effetti sulla durata e/o sull'intensità dei sintomi (Hemila, Chalker, 2013)

In ambito pediatrico, l’efficacia dei farmaci da banco (OTC, farmaci che non richiedono la prescrizione medica) per la cura del raffreddore, in particolare decongestionanti nasali e mucolitici, non è sostenuta da evidenze scientifiche. Inoltre, l’uso improprio di questi farmaci rappresenta una delle cause principali di intossicazione nei bambini con meno di 6 anni. Negli Stati Uniti il programma di sorveglianza per gli eventi avversi ai farmaci ha riportato, nel biennio 2004-2005, più di 7000 accessi al pronto soccorso in seguito all’uso di farmaci da banco per la cura del raffreddore e della tosse nei bambini con meno di 12 anni (Schaefer et al., 2008). Le cause hanno riguardato l’assunzione del farmaco da parte del bambino in assenza di un adulto (66% dei casi), la somministrazione non appropriata del farmaco (25% dei casi) e gli errori terapeutici (con una frequenza pari a 8 volte quella riscontrata per i farmaci in generale). L’incidenza degli effetti avversi è risultata più elevata nei bambini con meno di 2 anni.

Per quanto riguarda l’efficacia dei farmaci da banco nella cura del raffreddore, sono disponibili in letteratura due revisioni. Nella prima, relativa a 35 studi per un totale di 9000 pazienti, è stato preso in considerazione l’impiego degli antistaminici in caso di infezioni delle vie aeree superiori. Gli effetti clinici relativi alla riduzione degli endpoint prestabiliti – congestione nasale, rinorrea, starnuti e miglioramento soggettivo – non sono risultati statisticamente significativi nè negli adulti nè nei bambini (Sutter et al., 2003). È emersa una mancanza di efficacia per l’uso dei decongestionanti nasali in associazione nei bambini con meno di 5 anni e un trend positivo di efficacia, non statisticamente significativo, negli adulti e nei bambini con più di 5 anni. La seconda metanalisi ha evidenziato un effetto statisticamente significativo dei congestionanti nasali nel ridurre la congestione nasale nei pazienti adulti. Poichè nessun trial clinico condotto in ambito pediatrico ha soddisfatto i requisiti necessari per l’inclusione in questa metanalisi, i risultati ottenuti non possono essere estesi ai bambini con meno di 12 anni (Taverner, latte, 2009).

La non comprovata efficacia dei farmaci da banco per il raffreddore e la tosse nei bambini, unitamente al rischio di eventi avversi riportati in questa classe di pazienti, ha indotto l’Autorità regolatoria canadese a controindicare la somministrazione di tali farmaci nei bambini con meno di 6 anni e a raccomandare cautela in caso di bambini con età superiore (Health canada, 2008). La FDA americana ha controindicato l’uso di questi farmaci nei bambini con meno di 4 anni (FDA, 2008). L’AIFA ha controindicato l’impiego dei decongestionanti nasali nei bambini con meno di 12 anni e l’impiego dei mucolitici (acetilcisteina, carbocisteina, ambroxolo, bromexina, sobrerolo, naltenexina, erdosteina, telmesteina) per via orale e rettale nei bambini con meno di 2 anni, sulla base di segnalazioni avverse importanti che hanno richiesto l’ospedalizzazione del paziente (peggioramento di bronchiolite, incremento della tosse e/o delle secrezioni bronchiali, dispnea, difficoltà nella respirazione, vomito viscoso) (Nota AIFA, 2010).

I farmaci per il trattamento dei sintomi del raffreddore possono essere suddivisi in quattro gruppi:
• decongestionanti nasali
• antistaminici
• espettoranti/mucolitici
• antipiretici

Decongestionanti nasali
I decongestionanti nasali impiegati più frequentemente nel trattamento del raffreddore comune appartengono alla classe dei simpaticomimetici è sono utilizzati per inalazione. Riducono l’edema (gonfiore) della mucosa nasale per vasocostrizione e la produzione di muco. Possono essere utilizzati anche per via sistemica. I decongestionanti nasali simpaticomimetici per via sistemica sono controindicati nei bambini con meno di 12 anni (Nota AIFA, 2009). Per via topica i decongestionanti nasali possono essere utilizzati per periodi limitati, non più di qualche giorno nei bambini piccoli, perchè possono dare fenomeni rebound (peggioramento del gonfiore della mucosa nasale). Sono stati riportati eventi avversi significativi (dispnea, edema della faringe, eruzioni cutanee, contrazione muscolare, ipotonia e iporesponsività) nei bambini con meno di 1 anno trattati con decongestionanti nasali ad uso topico. La somministrazione dei decongestionanti nasali simpaticomimetici richiede cautela in caso di pazienti con malattie cardiache, ipertensione, ipertiroidismo e diabete.

Appartengono al gruppo dei decongestionanti nasali i seguenti farmaci:
• Fenilefrina (Fenilefrina, Nasomixin, Neosynephrine, NTR)
• Fluocinolone (Localyn rinologico)
• Efedrina (Argotone, Rinovit, Tachifludec)
nafazolina (Deltarinolo, Naftazolina, Rinazina, Rinocidina)
oximetazolina (Actifed nasale, Equimet, Ossimetazolina M.G., Rino Calyptol, Vicks Sinex)
• Pseudoefedrina (Actifed, Actifed Composto, Actigrip, Naristar, Narixan, Nurofen, Reactine)
• Tetrizolina (Biorinil, Vasorinil)
• Tramazolina (Rinogutt)
• Tuaminoeptano (Rinofluimucil)
• Xilometazolina (Argotone decongestionante, Inalar raffreddore, Neorinoleina, Otrivin)

Antistaminici
Gli antistaminici sono i farmaci di scelta in caso di raffreddore allergico perchè agiscono sull’istamina ostacolandone il rilascio. Sono impiegati anche nel raffreddore comune per la loro azione anticolinergica che interviene sulla formazione del muco, riducendolo, e sulla tosse, attenuandola. Gli antistaminici possono dare sonnolenza. Nei bambini, raramente, la somministrazione di dosi elevate può causare eccitazione per effetto paradosso. Gli antistaminici devono essere impiegati con cautela in caso di patologie alla prostata, di glaucoma e di malattie del fegato (es. cirrosi).

Appartengono al gruppo degli antistaminici i seguenti farmaci:
azelastina (Allergodil)
cetirizina (Cerchio, Ceteris, cetirizina, Formistan, Kruzin, Naristar, Reactidiem, Rinalgit, Sotrizol, Stamidix, Suspiria, Tezastin, Zirtec)
• Ciproeptadina (Periactin)
• Clorfenamina (Fienamina, Raffreddoremed, Rinofrenal rinologico, Rinogutt, Trimeton)
• Desclorfeniramina (Polaramin)
• Desloratadina (Aerius, Azomyr)
• Difenidramina (Actidue Giorno&Notte)
• Dimetindene (Fenestil)
• Doxilamina (Vicks Medinait)
• Ebastina (Clever, Kestine)
• Fexofenadina (Fexofenadina, Telfast)
• Ketotifene (Allerket, Chetofen, Chetotifene, Sosefen, Zatiden)
• Levocetirizina (Xyzal)
• Loratadina (Clarityn, Fristamin, Loratadina)
• Mizolastina (Mizollen, Zolistam)
• Prometazina (Farganasse)
• Oxatomide (Tinset)
• Rupatadina (Pafinur, Rupafin)
• Tonzilamina (Narlisim, Tonamil)
• Triprolidina (Actifed, Actigrip)

Espettoranti/Mucolitici
I farmaci per la tosse devono essere somministrati solo se la tosse è molto fastidiosa ed impedisce il riposo notturno. La tosse infatti costituisce un meccanismo attraverso cui l’organismo tende a liberare dal muco le vie respiratorie. L’uso indiscriminato e spesso non giustificato (mancanza di dati di efficacia) dei farmaci da banco (OTC) per la tosse nei bambini, a fronte di reazioni avverse anche pericolose, ha portato le agenzie regolatorie a limitarne l’impiego nei bambini piccoli. L’agenzia regolatoria canadese ha controindicato l’uso della guaifenesina nei bambini con meno di 6 anni (Health Canada, 2008). L’AIFA ha controindicato l’uso, nei bambini con meno di 2 anni, dei seguenti mucolitici (somministrazione orale e rettale): acetilcisteina, carbocisteina, ambroxolo, bromexina, sobrerolo, naltenexina, erdosteina, telmesteina.
Appartengono al gruppo degli espettoranti i seguenti farmaci:
• Guaifenesina (Actiribexen, Broncovanil, Polaramin espettorante, Resyl, Vicks Tosse fluidificante)
• Sulfoguaiacolo (Balsamina Kroner, Bronchenolo, Bronchiase, Guaiacalcium Complex, Sciroppo Berta, Stenobronchial, Tauglicolo, Tiocalmina, Tioguaialina)

Appartengono al gruppo dei mucolitici i seguenti farmaci:
acetilcisteina (Acetilcisteina, Altersol, Fluimucil, Mucisol, Mucofial, Mucofrin, Mucoxan, N-acetilcisteina Pliva, Solmucol, Ultraflu)
ambroxolo (Ambrofluid, Ambrotus, Ambroxol, ambroxolo, Amobronc, Atus, Broxol, Brufix, Fluibron, Fluixol, Gammaxol, Lintos, Muciclar, Mucoaricodil, Mucosolvan, Secretil, Tauxolo, Viscomucil)
bromexina (Bisolvon, Tauglicolo)
• Carbocisteina (Carbocisteina, Fluicare, Fluifort, Libexin, Lisomucil, Mucocis, Mucolase, Mucotreis, Polimucil, Recofluid, Sinecod Tosse, Solucis)
• Desossiribonucleasi (chiamata anche dornasi alfa) (Pulmozyme)
• Erdosteina (Erdotin)
• Neltenexina (Alveoten)
• Sobrerolo (Sobrepin, Sopulmin)

Antipiretici
Gli antipiretici sono usati per abbassare la febbre.
In ambito pediatrico il farmaco di scelta è il paracetamolo. Negli ultimi anni sono state introdotte sul mercato formulazioni pediatriche a base di ibuprofene. L’acido acetilsalicilico ha attività antipiretica, ma è controindicato nei bambini con meno di 12 anni per il rischio di sviluppare la sindrome di Reye.
Appartengono al gruppo degli antipiretici i seguenti farmaci:
acido acetilsalicilico (Acido Acetilsalicilico, acido acetilsalicilico Ascorbico, Aspirina, Apirina C, AsapiùC, Aspro, Aspro C, Carin, Istantal, Salicina, Vivin C)
ibuprofene (Fevralt, Nurofen, Sinifev)
paracetamolo (Acetamol, Adolef, Actidue Giorno&Notte, Actigrip, Babyrinolo, Babyrinolo Febbre/Dolore, Cebion, Efferalgan, Fluental, Influmed, Influmed C, Influvit, Lisoflu, Minofen, Neoptalidon, Normaflu, Panadol, paracetamolo, paracetamolo Vit. C, Parivenza, Perfalgan, Piros, Raffreddoremed, Saniparina, Saridon, Sinegrip, Tachipirina Flashtab, Tachicaf, Tachifludec, Tachipirina, Termol, Triaminic Flu, Veramon, Zerinetta, Zerinol, Zerinolflu)