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Azitromicina

Zitromax, Ribotrex e altri


         

Indicazioni - Quali sono le indicazioni terapeutiche di Azitromicina?

L’azitromicina è indicata nel trattamento di infezioni batteriche sostenute da patogeni sensibili all’antibiotico. (leggi)

Posologia - Qual è la posologia di Azitromicina?

Riportiamo di seguito la posologia dell’azitromicina nelle diverse indicazioni terapeutiche. (leggi)

Controindicazioni - Quando non si deve usare Azitromicina?

L’azitromicina è controindicata in caso di ipersensibilità. (leggi)

Avvertenze - Quali informazioni conoscere prima di usare Azitromicina?

Somministrazioni prolungate e ripetute di azitromicina possono provocare l’insorgenza di superinfezioni. (leggi)

Interazioni - Quali sono le interazioni farmacologiche di Azitromicina?

Non sono disponibili dati di letteratura relativi alle interazioni di azitromicina con astemizolo, midazolam e alfentanil. (leggi)

Effetti collaterali - Quali sono gli effetti collaterali di Azitromicina?

A livello cardiovascolare l’azitromicina può causare angina e palpitazioni, ipotensione; (rari) aritmia inclusa tachicardia ventricolare. (leggi)

Tossicit√† - Qual è la tossicità di Azitromicina?

L’azitromicina non influenza la fertilità animale; non è stata associata a tossicità embriofetale. (leggi)

Farmacologia - Come agisce Azitromicina?

L’azitromicina è un antibiotico semisintetico appartenente alla classe dei macrolidi, unico rappresentante della sotto classe degli azalidi. (leggi)

Farmacocinetica - Qual è il profilo farmacocinetico di Azitromicina?

Dopo somministrazione orale, l’azitromicina viene rapidamente assorbita dal tratto gastrointestinale. (leggi)

Classificazione - Qual è la formula di struttura di Azitromicina?

La formula bruta di azitromicina è C38H72N2O12. (leggi)

Bibliografia - Quali fonti bibliografiche per Azitromicina?

Le informazioni contenute nella ricerca Pharmamedix dedicata ad azitromicina sono state analizzate dalla redazione scientifica con riferimento alle fonti seguenti. (leggi)

Specialit√† - Quali sono le specialità medicinali che contengono Azitromicina?

Azitromicina è prescrivibile nelle specialità commerciali Azacid, Azeptin, Aziprome, Azitredil, Azitroerre, Azitromicina, Azitrox, Azylung, Azyter, Batif, Cinetrin, Macrozit, Portex, Rezan, Ribotrex, Tetris, Trozamil, Trozocina, Zimacrol, Zindel, Zitrobiotic, Zitrogram, Zitromax. (leggi)

 

L’azitromicina è un antibiotico appartenente alla classe dei macrolidi impiegato nel trattamento di infezioni batteriche sostenute da patogeni sensibili. E’ utilizzata nelle infezioni sostenute da Mycobacterium Avium Complex, da toxoplasma, da Neisseria gonorrheae, da Mycobacterium paratubercolosis.

L’azitromicina costituisce un’alternativa terapeutica alle tetracicline e all’eritromicina nel trattamento dell’acne infiammatoria, alle penicilline nella sinusite batterica acuta e ai sulfamidici nella cura della diarrea del viaggiatore in forma grave.

Il dosaggio dell’azitromicina nelle diverse indicazioni terapeutiche varia a seconda del tipo di infezione batterica e dell’età del paziente.

La dose orale di azitromicina nel paziente adulto è di 500 mg/die per 3 giorni, in alternativa 500 mg/die il primo giorno e successivamente 250 mg/die per 4 giorni. Nei bambini la dose raccomandata è di 10 mg/kg/die per 3-5 giorni a seconda del tipo di infezione.

Nel trattamento dell’acne infiammatoria, la dose raccomandata di azitromicina è pari a 250 mg/die da suddividere 3 volte a settimana per un periodo compreso tra i 3 mesi e i 6 mesi.

In caso di infezione da Mycobacterium avium complex, la dose raccomandata di azitromicina (in associazione a etambutolo), nell’adulto è pari a 600 mg/die per 16-24 settimane. In caso di profilassi, la dose orale è pari a 1,2 g in unica somministrazione da somministrare 1 volta a settimana. Nei bambini, la dose raccomandata di azitromicina è pari a 20 mg/kg.

Nel trattamento della gonorrea non complicata, la dose orale di azitromicina nel paziente adulto è pari a 1 g/die in dose singola.

L’uso dell’azitromicina è controindicato nei pazienti con ipersensibilità al farmaco o ai macrolidi, nei pazienti con epatopatia importante, nei pazienti con diatesi allergica, nelle donne che allattano al seno e nei bambini con meno di 1 anno di età.

Nelle donne in gravidanza, la somministrazione di azitromicina richiede un’accurata valutazione del rapporto rischio/beneficio.

In alcune condizioni fisiologiche oppure in presenza di specifiche patologie, la somministrazione dell’azitromicina richiede particolare cautela e il monitoraggio di segni o sintomi di tossicità.

L’uso prolungato dell’azitromicina può aumentare il rischio di insorgenza di superinfezioni, nel caso risulta necessaria la sospensione dell’antibiotico.

La somministrazione dell’azitromicina deve essere controllata nei pazienti allergici che presentano manifestazioni anche gravi (angioedema, anafilassi, sindrome di Stevens-Johnson), nei pazienti in cura con inibitori dell’enzima HMG-CoA, nei pazienti con disturbi cardiaci e nei pazienti con insufficienza renale. In caso di pazienti in terapia con warfarin, l’assunzione dell’azitromicina deve essere monitorata tramite il tempo di protrombina. La somministrazione dell’azitromicina in sospensione può contenere saccarosio (fino a 3,9 g/5 ml), pertanto la prescrizione deve essere valutata attentamente in quei pazienti con disfunzioni metaboliche dei carboidrati.

In caso di pazienti con malattia epatica grave, l’assunzione dell’azitromicina non è consigliata poichè essendo metabolizzata a livello epatico si può verificare un aumento dei livelli plasmatici dell’antibiotico con conseguenze anche gravi. La somministrazione dell’azitromicina non è indicata in quei pazienti che assumono antiacidi contenenti magnesio.

La prescrizione in gravidanza dell’azitromicina deve avvenire solo se strettamente necessaria anche se non è risultato un farmaco embriotossico. In caso di allattamento l’azitromicina è controindicata perchè escreta nel latte materno.

Quando si prescrive l’azitromicina è importante considerare gli eventuali farmaci in uso al paziente. Con alcuni farmaci è stata evidenziata interazione farmacologica con azitromicina (antiacidi contenenti magnesio, ciclosporina, digossina/digitossina, lovastatina, nelfinavir, rifabutina, teofillina, warfarin), che non sempre assume rilevanza clinica (cisapride, zidovudina). La somministrazione dell’azitromicina è controindicata con l’ergotamina/diidroergotamina per il rischio di vasospasmo periferico e distesia.

L’azitromicina non ha evidenziato interazione farmacologica con alfentanil, astemizolo, atorvastatina, carbamazepina, cetirizina, cimetidina, didanosina, efavirenz, fluconazolo, indinavir, metilprednisolone, midazolam, terfenadina, triazolam, trimetoprim/sulfametoxazolo.

Come tutti i farmaci, anche l’azitromicina può indurre degli effetti collaterali nei pazienti che ne fanno uso. Gli effetti collaterali segnalati interessano soprattutto l’apparato gastrointestinale (nausea, vomito, diarrea), manifestazioni cutanee (rush mucopapillare, orticaria, fotosensibilità), il sistema metabolico (incremento di ALT/AST, creatinina, LDH e bilirubina), il sistema centrale (cefalea, vertigini, stanchezza). In associazione a clofazimina ed etambutolo è stato segnalata perdita sensibile dell’udito; sintomi di ototossicità sono stati associati anche a dosi e tempi di somministrazione superiori a quelli raccomandati.

L’azitromicina è stata associata a reazioni di ipersensibilità incluso angioedema.

L’azitromicina non è risultata possedere effetti mutageni o embriofetotossici.

Ma come agisce l’azitromicina? L’azitromicina è un macrolide, strettamente simile all’eritromicina da cui si differenzia per il profilo farmacocinetico e per i minori effetti collaterali. L’azitromicina possiede attività batteriostatica e battericida. L’azitromicina è attiva verso numerosi batteri gram-positivi e batteri gram-negativi. In genere si considerano sensibili i batteri patogeni quando la concentrazione minima inibente (MCI) dell’azitromicina è inferiore o uguale 2 mcg/ml.

L’azitromicina inibisce la crescita batterica bloccando la sintesi proteica. Il macrolide si lega al ribosoma batterico impedendo la formazione del complesso iniziale per la sintesi della catena peptidica e la traslocazione delle unità aminoacidiche.

L’efficacia terapeutica dell’azitromicina è stata dimostrata nel trattamento di ceppi di micoplasma (Mycoplasma pneumoniae, genitalium, hominis), spirochete (Treponema Pallidum), clamidie (Chlamidya pneumoniae e trachomatis), protozoi (Toxoplasma gondii e Plasmodium falciparum).

L’uso dell’azitromicina nel trattamento della babesiosi (infezione da Babesia canis) non è risultato efficace.

L’azitromicina costituisce il farmaco di scelta nel trattamento delle infezioni dell’apparato genitale (Chlamydia trachomatis) e della gonorrea. L’utilizzo dell’azitromicina è risultato efficace nella cura delle infezioni uretrali e oculari provocate da Chlamydia trachomatis. In quei paesi (Tanzania) dove le infezioni oculari sono di tipo endemico è risultato che la somministrazione dell’azitromicina ha ridotto la prevalenza dell’infezione dal 9,5 % (valore basale) al 2,1% (dopo 2 mesi di cura) e allo 0,1% (dopo 24 mesi di cura). I pazienti affetti da gonorrea dovrebbero essere trattati con azitromicina anche se si presume un’infezione da clamidia.

Nei pazienti affetti da patologia coronarica positivi alla Chlamydia pneumoniae, la somministrazione dell’azitromicina ha evidenziato una diminuzione dei marker infiammatori e della richiesta di trattamento antibiotico a 3 mesi. Poichè l’infezione da Chlamydia pneumoniae sembra essere correlata all’insorgenza di cardiopatia ischemica, l’azitromicina è stata somministrata in pazienti con storia di infarto miocardico e impianto by-pass. I risultati clinici dimostrano come l’azitromicina non sia risultata più efficace del placebo nel ridurre il numero di eventi ischemici (22 vs 25 casi ischemici).

Nel trattamento della sifilide nei paesi in via di sviluppo, l’utilizzo dell’azitromicina può essere una valida alternativa all’iniezione di penicillina. La somministrazione dell’azitromicina si è dimostrata efficace nel 97,7% dei casi contro il 95% dei casi trattati con penicillina benzatina. L’utilizzo dell’azitromicina non è indicato nel trattamento della sifilide congenita, poichè il farmaco non è in grado di oltrepassare la barriera placentare.

Nell’eradicazione dell’Helicobacter pylori, l’uso dell’azitromicina associata a omeprazolo e amoxicillina è risultata efficace nel 62,5% dei pazienti; l’associazione con omeprazolo e tinidazolo è risultata efficace nel 71,2% dei pazienti.

L’azitromicina è impiegata nella profilassi di infezioni recidivanti delle vie aeree superiori e di tonsilliti febbrili a placche.

Nei pazienti pediatrici affetti da fibrosi cistica il trattamento con azitromicina ha migliorato la funzionalità respiratoria.

In caso di bronchiectasie (dilatazione anomala di un tratto di bronco o bronchiolo) non causata da fibrosi cistica, l’azitromicina è risultata efficace nel ridurre il numero di esacerbazioni polmonari.

Nel trattamento dell’ulcera venerea, l’utilizzo in singola somministrazione di azitromicina è risultato efficace anche nei pazienti affetti da HIV.

L’azitromicina risulta avere attività superiore all’eritromicina nel trattamento dell’Haemophilus influenzae, Legionella pneumophilia, Neisseria gonorrhoeae; attività minore nel trattamento di infezioni streptococciche e stafilococciche; attività simile nel trattamento di sinusiti, bronchiti acute e polmoniti atipiche.

Nel trattamento dell’angina streptococcica, l’azitromicina risulta avere maggiore attività rispetto alla penicillina.

Alcuni ceppi di streptococchi, stafilococchi e Haemophilius influenzae risultano resistenti all’azitromicina. I meccanismi di resistenza verso i macrolidi, mediati da plasmidi, agiscono alterando il sito di legame dell’azitromicina sul ribosoma batterico oppure attraverso inattivazione enzimatica del farmaco.

In seguito a somministrazione orale, l’azitromicina viene assorbita dal tratto gastrointestinale. La presenza di cibo può influenzare l’assorbimento dell’azitromicina quando somministrata sotto forma di capsula (assorbimento ridotto) ma non quando somministrata come compressa (assorbimento a stomaco pieno sovrapponibile a quello osservato a digiuno).

Il picco plasmatico viene raggiunto dopo circa 2-3 ore.

L’azitromicina si concentra maggiormente a livello tissutale raggiungendo concentrazioni più elevate rispetto a quelle plasmatiche, che quindi sono poco significative come indice di efficacia. Sembra inoltre che l’azitromicina si accumuli nei fibroblasti che funzionerebbero come forme di deposito del macrolide.

L’emivita dell’azitromicina è pari a 68 ore (circa 3 giorni); l’emivita può arrivare a 4 giorni per effetto del rilascio tissutale del farmaco.

L’azitromicina viene escreta principalmente attraverso le feci e la bile ed in minima parte con le urine (6%).