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Sodio Alginato

Gaviscon, Gaviscon Advance


         

Indicazioni - Quali sono le indicazioni terapeutiche di Sodio Alginato?

Il sodio alginato (in associazione a sodio o potassio bicarbonato) è indicato nel trattamento sintomatico del reflusso gastroesofageo. (leggi)

Posologia - Qual è la posologia di Sodio Alginato?

Riportiamo di seguito la posologia del sodio alginato nelle indicazioni terapeutiche. (leggi)

Controindicazioni - Quando non si deve usare Sodio Alginato?

Il sodio alginato è controindicato in caso di ipersensibilità. (leggi)

Avvertenze - Quali informazioni conoscere prima di usare Sodio Alginato?

Il sodio alginato deve essere usato per un periodo di tempo limitato. Se i sintomi persistono, rivalutare il quadro clinico del paziente. (leggi)

Interazioni - Quali sono le interazioni farmacologiche di Sodio Alginato?

Il sodio alginato deve essere somministrato a distanza di almeno due ore dagli altri farmaci somministrati per bocca. (leggi)

Effetti collaterali - Quali sono gli effetti collaterali di Sodio Alginato?

Il sodio alginato può causare flatulenza e nausea. (leggi)

Tossicit√† - Qual è la tossicità di Sodio Alginato?

La somministrazione di quantità eccessiva di alginato può provocare distensione addominale per la formazione di elevate quantità di gel di acido alginico nello stomaco. (leggi)

Farmacologia - Come agisce Sodio Alginato?

Il sodio alginato, sale sodico dell’acido alginico, è utilizzato nel trattamento sintomatico del reflusso gastroesofageo episodico e cronico (malattia da reflusso gastroesofageo, MRGE). (leggi)

Farmacocinetica - Qual è il profilo farmacocinetico di Sodio Alginato?

Il sodio alginato dopo somministrazione orale non viene assorbito dall’organismo. (leggi)

Classificazione - Qual è la formula di struttura di Sodio Alginato?

La formula bruta del sodio alginato è (C6H7O6Na)n. (leggi)

Bibliografia - Quali fonti bibliografiche per Sodio Alginato?

Le informazioni contenute nella ricerca Pharmamedix dedicata al sodio alginato sono state analizzate dalla redazione scientifica con riferimento alle fonti seguenti. (leggi)

Specialit√† - Quali sono le specialità medicinali che contengono Sodio Alginato?

Sodio Alginato è prescrivibile nelle specialità commerciali Gaviscon e Gaviscon Advance, Gaviscon Bruciore e Indigestione. (leggi)

 

Il sodio alginato, sale sodico dell’acido alginico, è utilizzato nel trattamento dei sintomi del reflusso gastroesofageo nei pazienti con bruciore di stomaco (pirosi gastrica) episodico, nei pazienti con malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE), nelle donne con pirosi gastrica in gravidanza, nei pazienti con ernia iatale (scivolamento di parte dello stomaco al di sopra del diaframma), nei pazienti con reflusso del contenuto gastrico in seguito a intervento chirurgico.

Il sodio alginato è somministrato in associazione a sodio o potassio bicarbonato (specialità medicinali Gaviscon e Gaviscon Advance). La dose raccomandata è 500-1000 mg di sodio alginato quattro volte al giorno, dopo i pasti e prima di coricarsi. Il sodio alginato è disponibile sotto forma di compresse o in sospensione liquida.

Per il contenuto di sodio, la somministrazione del sodio alginato, soprattutto in associazione a sodio bicarbonato (specialità medicinale Gaviscon) richiede cautela nei pazienti in cui è preferibile ridurre il consumo di sodio: pazienti con insufficienza renale, pazienti con ipertensione, pazienti con scompenso cardiaco. Con la dose raccomandata di sodio alginato/sodio bicarbonato infatti l’introito di sodio ammonta a 123-246 mg con le compresse e a 141-282 mg con la sospensione orale. Con la dose raccomandata di sodio alginato/potassio bicarbonato (10 ml di sospensione), la quantità di sodio somministrata risulta pari a 106 mg e la quantità di potassio pari a 78 mg.

Il sodio alginato è indicato nel trattamento del reflusso gastroesofageo anche in ambito pediatrico. Nei bambini con meno di 12 anni, il farmaco deve essere somministrato solo su indicazione del medico.

Controindicazioni all’uso del sodio alginato sono rappresentate dall’ipersensibilità al farmaco o agli eccipienti e da una grave insufficienza renale.

Fra gli eccipienti delle specialità medicinali a base di sodio alginato possono essere compresi il calcio carbonato, l’aspartame e i parabeni.

Il calcio carbonato è utilizzato per aumentare la viscosità del gel di alginato che si forma quando il sodio alginato interagisce con il contenuto acido dello stomaco. Nei pazienti che hanno elevati livelli di calcio nel sangue o che tendono a formare calcoli renali a base di calcio, è opportuno limitare l’apporto di calcio. Una complicanza grave della calcolosi renale e la nefrocalcinosi che si sviluppa quando i calcoli di calcio di depositano nel tessuto renale.

L’aspartame è un composto formato da fenilalanina e acido aspartico, utilizzato come dolcificante. E’ presente come eccipiente nelle compresse di sodio alginato più sodio bicarbonato (Gaviscon compresse). L’aspartame è controindicato nei pazienti che soffrono di fenilchetonuria. La fenilchetonuria è una malattia su base ereditaria (classificata come malattia rara) caratterizzata da attività assente o ridotta dell’enzima fenilalanina idrossilasi. Questo enzima è responsabile della conversione della fenilalanina in tirosina. Quando l’enzima non funziona bene (per mutazioni genetiche) da un lato si accumula fenilalanina nell’organismo, dall’altro si crea uno stato di carenza di tirosina. La fenilalanina viene eliminata nelle urine sotto forma di metaboliti, le cui concentrazioni aumentano drasticamente nei pazienti con fenilchetonuria. Il deficit di tirosina influenza negativamente la sintesi di neurotrasmettitori quali adrenalina, noradrenalina, dopamina.

La sicurezza dell’aspartame continua ad essere oggetto di intenso dibattito nella comunità scientifica perchè in alcuni studi in vivo la sua somministrazione orale in animali da laboratorio è stata associata allo sviluppo di tumori (linfomi, leucemie) anche dopo assunzione a basso dosaggio. Attualmente comunque non è ancora stato stabilito un rapporto causa-effetto fra aspartame e tumore e non si conosce il meccanismo preciso all’origine degli effetti cancerogeni. Una delle ipotesi formulate per spiegare la tossicità dell’aspartame si basa sul rilascio di metanolo che attraverso la conversione in formaldeide e acido formico provocherebbe gli effetti cancerogeni. L’agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha fissato la dose massima giornaliera di aspartato a 40 mg per Kg di peso corporeo. Dal 2002 l’EFSA ha inserito l’aspartame fra gli additivi alimentari da mantenere sotto costante controllo. Entro maggio 2013 dovrebbe concludersi l’ultima revisione dei dati scientifici concernenti la sicurezza dell’uso dell’aspartame.

I parabeni sono sostanze derivate dall’acido paraidrossibenzoico; sono utilizzati come conservanti ma possono scatenare reazioni ritardate di ipersensibilità (dermatite da contatto).

Nei pazienti che hanno un basso contenuto di acido gastrico, l’efficacia antireflusso del sodio alginato può essere limitata. Perchè il sodio alginato agisca è necessaria la presenza di idrogenioni (ioni H+) nello stomaco. Il sale infatti reagisce con gli ioni idrogeno carichi positivamente e forma l’acido alginico che in presenza del contenuto acquoso dello stomaco gelifica formando un tappo viscoso che ostacola, meccanicamente, il reflusso del contenuto dello stomaco nell’esofago.

L’azione antireflusso del sodio alginato è un’azione meccanica. L’acido alginico che si forma nello stomaco dal sale di sodio non viene assorbito dall’organismo e questo limita notevolmente il rischio di effetti collaterali favorendone tollerabilità e sicurezza d’impiego. Nei pazienti trattati con sodio alginato infatti gli effetti collaterali osservati sono stati prevalentemente a carico dell’apparato digerente: flatulenza, nausea, distensione addominale in caso di sovradosaggio e, raramente, reazioni di ipersensibilità.

Poichè il sodio alginato non viene assorbito dall’organismo, può essere impiegato anche nelle donne in gravidanza (trattamento sintomatico del bruciore di stomaco da reflusso gastroesofageo) e durante l’allattamento. In gravidanza, il reflusso gastroesofageo è un disturbo particolarmente frequente (interessa il 40-70% delle future mamme), dovuto ad una serie di eventi fisiologici: aumento della pressione intraddominale per la crescita dell’utero, aumento della concentrazione di progesterone circolante con effetto inibitorio sulla muscolatura liscia, riduzione della pressione a livello dello sfintere esofageo inferiore.

Dato il suo meccanismo d’azione, il sodio alginato non deve essere somministrato per bocca contemporaneamente ad altri farmaci perchè potrebbe interferire con il loro assorbimento gastrointestinale.

Ma qual è il meccanismo specifico del sodio alginato? Come già osservato, il sodio alginato funziona creando una barriera con pH vicino alla neutralità (pH 7) che galleggia sul contenuto dello stomaco e impedisce meccanicamente che il contenuto acido dello stomaco entri in contatto con le pareti dell’esofago danneggiandole.

Il sodio alginato a contatto con il succo gastrico acido dello stomaco libera l’acido alginico che in soluzione acquosa gelifica. Perchè il gel agisca come barriera antireflusso è indispensabile che si posizioni sopra al contenuto dello stomaco. Per favorire la risalita del gel verso la parte alta dello stomaco il sodio alginato è somministrato in associazione al bicarbonato, di sodio o di potassio (il carbonato di potassio consente di limitare la quantità di sodio assunta con il farmaco). Il bicarbonato a contatto con l’acido cloridrico presente nello stomaco libera un gas, l’anidride carbonica o CO2, che, inglobata nel gel, lo spinge verso l’alto.

Esistono diversi fattori, intrinseci ed estrinseci, che influenzano formazione e consistenza del gel di alginato. I fattori intrinseci comprendono la concentrazione di bicarbonato e la presenza di eccipienti che possano favorire la viscosità del gel (sali di calcio), i fattori estrinseci dipendono dal contenuto acido dello stomaco, a sua volta influenzato dagli alimenti, dalla modalità di somministrazione dell’alginato (la somministrazione a digiuno o mezz’ora dopo i pasti non permette di creare un’efficace barriera antireflusso) e dall’associazione con altri farmaci (in associazione con antiacidi insolubili, idrossido di alluminio e magnesio, diminuisce la compattezza del gel e la sua resistenza al rimescolamento gastrico).

Negli studi clinici il sodio alginato ha confermato la sua efficacia di farmaco antireflusso. In una metanalisi che ha preso in considerazione alginati, antiacidi e antistaminici H2 in formulazioni da banco (farmaci Otc, “Over the counter“) nel trattamento della malattia da reflusso gastroesofageo, è emerso come il sodio alginato sia risultato più efficace rispetto alle altre due classi di farmaci nella cura dei sintomi. Considerando il miglioramento dei sintomi ottenuti con placebo, l’associazione alginato/bicarbonato ha permesso un ulteriore incremento del 60%, gli antiacidi dell’11% e gli antistaminici H2 del 41%.

Il sodio alginato è risultato efficace anche nel trattamento del reflusso gastroesofageo nei bambini, in particolare nei bambini molto piccoli in cui il rigurgito frequente può raramente provocare serie complicazioni come ritardo nella crescita per insufficiente apporto calorico, bronchite e polmonite ricorrente. Studi preliminari indicano inoltre un possibile ruolo del sodio alginato come farmaco antireflusso anche nei neonati pre-termine.

Il sodio alginato è risultato efficace in studi clinici nel trattamento del reflusso laringofaringeo. Il reflusso laringofaringeo è caratterizzato da un ritorno del contenuto gastrico nella faringe e successivamente nella laringe con disturbi a livello della gola e della voce: fastidio alla gola, tosse cronica, raucedine, voce rotta.