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Carbamazepina

Tegretol e altri

Farmacocinetica - Qual รจ il profilo farmacocinetico di Carbamazepina?


         

Dopo somministrazione orale, la carbamazepina viene lentamente e irregolarmente assorbita nel tratto gastrointestinale.

Biodisponibilità: circa 85%.

Picco plasmatico: 4-12 mg/ml.

Tempo di picco plasmatico: 1,5-5 ore a seconda della forma farmaceutica. La soluzione è assorbita più rapidamente delle forme farmaceutiche solide. Le forme farmaceutiche a rilascio controllato evidenziano un profilo farmaceutico più costante associato a una biodisponibilità inferiore rispetto alle forme farmaceutiche tradizionali.

Legame sieroproteico: 76% (adulti); 57% (bambini).
Vd: pari a 1 l/kg considerando la biodisponibilità come pari al 100%.

La carbamazepina si distribuisce ampiamente in tutti i tessuti dell'organismo. Concentrazioni terapeutiche del farmaco si ritrovano a livello del liquido cerebrospinale, nel liquido duodenale, nella bile e nella saliva. Nell'uomo, il rapporto tra la concentrazione plasmatica e quella cerebrale di carbamazepina oscilla fra 0,8 e 1,5. Permea la placenta e viene secreta nel latte materno.

La carbamazepina è un induttore sia dell'isoenzima citocromiale CYP3A4 sia di CYP2C9. Poichè circa il 50% dei farmaci è metabolizzato dal solo CYP3A4, verso cui l'antiepilettico si comporta come un potente induttore, il rischio di interazione farmacologica della carbamazepina è elevato. L'induzione metabolica esercitata dalla carbamazepina determina la riduzione della concentrazione plasmatica del farmaco substrato del CYP3A4 o del CYP2C9 somministrato in associazione. Questo può richiedere, quindi, l'aumento della dose del farmaco in associazione. Quando si sospende l'assunzione del farmaco induttore, l'attività biotrasformativa della via indotta torna lentamente alla normalità ed in tal caso possono comparire segni di tossicità se non si provvede ad una correzione del dosaggio del farmaco substrato degli enzimi citocromiali.

La carbamazepina viene metabolizzata a livello epatico in modo completo, meno del 5% della dose è escreto in forma immodificata; sono state descritte quattro vie metaboliche principali:

1) formazione di 10,11-epossi-carbamazepina (circa il 40% del metabolismo totale);
2) idrossilazione diretta dei 2 anelli aromatici (circa il 25%);
3) glucuronoconiugazione della catena carbamilica (15%);
4) introduzione, sugli anelli aromatici, di gruppi contenenti zolfo.

L'epossicarbamazepina possiede attività anticonvulsivante: di solito viene ulteriormente ossidata ed eventualmente glicuronoconiugata, prima di essere eliminata con le urine. La concentrazione plasmatica del derivato epossidico è compresa tra il 10 e il 50% di quella della carbamazepina. Gli isoenzimi citocromiali coinvolti nella formazione dell'epossido sono il CYP3A4 (il più importante) e il CYP2C8. la carbamazepina induce il proprio metabolismo, pertanto i trattamenti prolungati provocano un'accelerazione delle reazioni metaboliche, di epossidazione e di idratazione. Ne consegue che l'emivita dell'antiepilettico diminuisce da 35,6 ore (a dose singola) a 20,9 ore (somministrazione ripetuta) e la concentrazione di steady state si riduce del 50% dopo 3 settimane di terapia (Eichelbaum et al., 1975).

Emivita: 25-65 ore (dopo trattamento iniziale); 10-20 ore (dopo trattamento cronico).

La carbamazepina viene eliminata principalmente sottoforma di metaboliti (72%) attraverso le urine; una piccola quantità di farmaco viene escreta con le feci.