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Carnitina

Nicetile, Carnitene, Cocarnetina B12 e altri

Farmacocinetica - Qual รจ il profilo farmacocinetico di Carnitina?


         

Dopo somministrazione orale la carnitina (L-carnitina) è assorbita nel tratto gastrointestinale per trasporto attivo (duodeno ed ileo) e, secondariamente, per diffusione passiva (Hamilton et al., 1986).
La biodisponibilità orale della carnitina presenta elevata variabilità (16-87%); la quantità assorbita è correlata alla quantità somministrata (Sahajwalla et al., 1995; Rebouche, Chenard, 1991). L’assorbimento di carnitina fornita come integratore avviene principalmente per diffusione passiva, con una biodisponibilità del 14-18% (Rebouche, 2004).

Circa l’80% della dose somministrata viene metabolizzata dalla flora batterica intestinale a formare trimetilammina (TMA), N-ossido-trimetilammina (TMAO) e gamma-butirrobetaina, successivamente assorbiti ed escreti il primo e il secondo principalmente per via renale e il terzo per via fecale (Rabouche, Chenard, 1991). Quando l’apporto di carnitina con la dieta è normale, il turnover della carnitina nell’organismo ha una durata compresa fra 38 e 119 ore.

Dai dati di escrezione renale della carnitina somministrata per via orale, sembra essere presente un meccanismo di saturazione in base al quale la somministrazione di dosi superiori a 2 g non offrirebbe nessun vantaggio (Harper et al., 1988).

Picco plasmatico: 48,5 micromoli/L (dose orale di L-carnitina di 500 mg).

Tempo di picco plasmatico: 5 ore (dose orale di L-carnitina di 500 mg).

Dopo dose orale (2 g) i valori di picco di L-carnitina libera e totale si ottengono in 3,5 ore e sono pari rispettivamente a 58 micromoli/L e a 69 micromoli/L.

Buoni livelli ematici di farmaco si mantengono per circa 9 ore dopo la somministrazione.

I valori basali di carnitina (L-carnitina) endogena sono correlati al sesso: 50 micromoli/L (57 micromoli/L in caso di obesità) nei pazienti maschi; 39 micromoli/L (46 micromoli/L in caso di obesità) nelle pazienti femmine.

Volume di distribuzione: 26% del peso corporeo.

La velocità di trasporto di L-carnitina nel tessuto muscolare è ridotta in caso di carenza primaria.

In vitro la L-carnitina diffonde passivamente dal circolo materno al circolo fetale; attraversa la placenta per trasporto attivo (Schmidt-Sommerfeld et al., 1985).

Dopo somministrazione orale la carnitina (L-carnitina) non sembra essere metabolizzata (Rebouche, Engel, 1984). Sono state identificate nelle urine trimetilammina N-ossido (TMAO) e gamma-butirrobetaina. La trimetilammina N-ossido è ottenuta dalla trimetilammina per N-ossidazione epatica. Trimetilammina e gamma-butirrobetaina derivano dal metabolismo intestinale della carnitina ad opera della flora batterica (Rebouche et al., 1984).

Emivita: 15 ore (somministrazione orale) (Bach et al., 1983).

La quota di farmaco che viene eliminata è dipendente dalla via di somministrazione (Goa, Brogden, 1987). In condizioni normali (apporto di carnitina con gli alimenti), il derivato aminoacidico viene quasi completamente riassorbito a livello del tubulo renale (90-99% del carico filtrato, clearance:1-3 ml/min) (Rebouche, 2004). Dopo somministrazione endovena di una dose di 2 e 6 g (L-carnitina), viene escreto con le urine rispettivamente il 70% e l’80% della dose in 24. Dopo somministrazione di 2 e 6 g per bocca, la quota di carnitina eliminata per via renale è risultata del 16% e del 5% suggerendo un possibile meccanismo di saturazione (Harper et al., 1988). Con le urine sono escreti anche i metaboliti intestinali della carnitina, trimetilammina, trimetilammina-N-ossido e gamma-butirrobetaina, quest’ultimo in minima parte in quanto la via d’escrezione principale è quella fecale. In condizioni di grave insufficienza renale, si può verificare accumulo di queste sostanze nel sangue. Questa condizione patologica è resa evidente anche per via organolettica, con il forte odore di pesce delle urine, del sudore e dell’alito del paziente.