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Diclofenac

Voltaren, Dicloreum, Voltfast e altri

Tossicità - Qual è la tossicità di Diclofenac?


         

Sovradosaggio: il sovradosaggio di diclofenac si manifesta con cefalea, agitazione motoria, atassia, vertigini, dolori epigastrici, nausea, vomito, ematemesi, diarrea, oliguria. In caso di sovradosaggio ostacolare l’assorbimento sistemico con lavanda gastrica e/o trattamento con carbone attivo. Istituire trattamenti di supporto per mantenere le funzioni vitali: pressione arteriosa, attività miocardica, perfusione renale, capacità respiratorie. Le terapie specifiche, come diuresi forzata, dialisi o emoperfusione, non permettono di eliminare gli antinfiammatori non steroidei, a causa del loro elevato legame alle proteine plasmatiche.

Gravidanza: gli antinfiammatori non steroidei (FANS), incluso il diclofenac, non devono essere somministrati in gravidanza perchè l’inibizione della sintesi prostaglandinica può comportare tossicità embrio-fetale (aumento dell’incidenza di aborto, malformazioni cardiache e gastroschisi). Nel corso del terzo trimestre tutti gli inibitori delle prostaglandinasintetasi possono esporre il feto ad una tossicità cardiopolmonare (ipertensione polmonare per la chiusura prematura del dotto arterioso) e renale (insufficienza renale fetale che porta all’oligoidramnios). La chiusura del dotto si risolve generalmente 24 ore dopo la sospensione della terapia. I feti esposti a diclofenac spesso presentano riduzione della diuresi, che come per la chiusura del dotto di Botallo, torna nella norma dopo sospensione dei trattamenti (Florescu, Koren, 2005). Al termine della gravidanza la somministrazione di FANS si associa a ritardo del parto e a prolungamento del travaglio.
Nelle donne il diclofenac può indurre infertilità da un minimo di 8 mesi a un massimo di 4 anni, con una ripresa quasi immediata della fertilità alla cessazione dell’assunzione del farmaco (Stone et al., 2002). Sono state riportate crisi ipertensive in donne che assumevano diclofenac nel periodo post-partum.

DL50
Dopo somministrazione orale: 840 mg/kg (ratto); 862 mg/ kg (topo).
Dopo somministrazione rettale: 464 mg/kg (ratto); 418 mg/ kg (topo).
Dopo somministrazione intramuscolare: maggiore di 225 mg/kg (ratto); maggiore di 250 mg/kg (topo).