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Fluconazolo

Diflucan, Elazor, Flukimex e altri

Avvertenze - Quali informazioni conoscere prima di usare Fluconazolo?


         

Tossicità epatica: il fluconazolo è stato associato a gravi reazioni collaterali a carico del fegato, in particolare nei pazienti gravemente malati, anche con esito fatale. L’epatotossicità indotta dal fluconazolo è risultata indipendente da dose giornaliera, durata della terapia, sesso del paziente, età del paziente. Nella maggior parte dei pazienti, comunque, la sospensione del fluconazolo ha comportato la risoluzione della tossicità epatica. A causa della potenziale epatotossicità, prima di iniziare la terapia con fluconazolo si consiglia di eseguire gli esami di funzionalità epatica, da ripetersi periodicamente nel corso del trattamento. In caso di alterata funzionalità del fegato, sospendere il trattamento con fluconazolo.

Tossicità cutanea: il fluconazolo è stato associato a gravi reazione dermatologiche quali la sindrome di Stevens-Johnson e la necrolisi epidermica tossica. Il rischio di gravi effetti collaterali di tipo esfoliativo aumenta nei pazienti con malattie di base importanti (es. AIDS, tumori). Se durante la terapia con fluconazolo dovessero comparire lesioni cutanee che tendono ad evolvere, interrompere la somministrazione del farmaco.

Ipersensibilità: raramente, il fluconazolo è stato associato a reazioni anafilattiche. Il fluconazolo presenta reattività crociata con gli altri derivati azolici quali ketoconazolo, itraconazolo, clotrimazolo e miconazolo.

Prolungamento dell’intervallo QT: il fluconazolo è stato associato a prolungamento dell’intervallo QT dell’elettrocardiogramma. L’intervallo QT corrisponde alla fase di depolarizzazione-ripolarizzazione dei ventricoli del cuore. L’intervallo QT corretto per la frequenza cardiaca (QTc) si considera prolungato se è superiore al valore di 440 msec nell’uomo e di 460 msec nella donna. Incrementi superiori a 40 msec o valori superiori a 500 msec comportano un aumento significativo del rischio di torsione di punta, grave aritmia ventricolare che può mettere a repentaglio la vita del paziente. Il rischio di prolungamento dell’intervallo QT aumenta nei pazienti con sindrome congenita del QT lungo, quando si associano due farmaci entrambi in grado di indurre prolungamento del QT oppure quando si associa un farmaco in grado di inibire il metabolismo epatico del farmaco che prolunga l’intervallo QT. Nei pazienti che richiedono un trattamento con fluconazolo verificare l’eventuale esistenza di fattori che possano favorire la comparsa di prolungamento del QT (squilibri elettrolitici, co-somministrazioni di altri farmaci, predisposizione familiare, malattie cardiache).

Uso topico: il fluconazolo dovrebbe essere somministrato in caso di infezioni di cute e mucose che non rispondono alle convenzionali terapie topiche, in particolare in caso di infezioni micotiche recidivanti al ketoconazolo.

Somministrazione parenterale: in caso di somministrazione endovena evitare di mescolare la soluzione contenente fluconazolo con quelle di altri farmaci. Il trattamento per endovena con fluconazolo può comportare ipertensione e bradicardia.

Insufficienza renale: ridurre la posologia del fluconazolo in caso di pazienti con insufficienza renale in base ai valori della clearance della creatinina (CLcr< 50 ml/min).

Insufficienza adrenalica indotta da fluticasone e ritonavir: il fluconazolo sembra svolgere un ruolo sinergico in caso di insufficienza surrenalica secondaria a fluticasone e ritonavir, accelerandone la comparsa e intensificando la sintomatologia. É stato riportato il caso di un paziente con infezione da HIV controllata con ritonavir e in terapia con fluticasone a causa di una bronchite, in cui la somministrazione di fluconazolo entro pochi giorni dalla sospensione del fluticasone ha accelerato la comparsa di insufficienza secondaria adrenalica indotta dall’associazione fluticasone-ritonavir (St Clair, Maguire, 2012).

Trattamento anticoagulante: nei pazienti in terapia anticoagulante che richiedono la somministrazione di fluconazolo per via sistemica monitorare il tempo di protrombina e la dose di anticoagulante orale. Il fluconazolo infatti interferisce con il warfarin.

Sulfaniluree metabolizzate dal CYP2C9 (clorpropamide, glibenclamide, glipizide, glimepiride, tolbutamide): in caso di associazione con fluconazolo monitorare i valori glicemici perchè potrebbe aumentare il rischio di ipoglicemia.

Terfenadina: la somministrazione contemporanea di fluconazolo (dosi ripetute inferiori a 400 mg/die) e terfenadina deve essere monitorata con attenzione. Nel caso il paziente richiedesse una terapia con fluconazolo al dosaggio massimo (400 mg/die), la co-somministrazione con terfenadina è controindicata.

Zidovudina: la somministrazione di fluconazolo a pazienti in terapia con zidovudina può comportare un aumento dell’esposizione sistemica all’antivirale con comparsa di tossicità. Nei pazienti trattati contemporaneamente con i due farmaci, controllare l’eventuale comparsa di tossicità da parte della zidovudina.

Acido trans-retinoico (forma acida della vitamina A), alfentanil, amitriptilina/nortriptilina, celecoxib, parecoxib, carbamazepina, ciclosporina, everolimus, fentanil, ibuprofene, tacrolimus, fenitoina, flurbiprofene, metadone, midazolam, rifabutina, statine (atorvastatina, fluvastatina, simvastatina), sirolimus, sulfoniluree, triazolam, vincristina: la co-somministrazione con fluconazolo richiede cautela per il rischio di comparsa di effetti tossici. Potrebbe essere opportuno un aggiustamento posologico.

Rifabutina: nei pazienti in cura con rifabutina può essere necessario aumentare la dose di fluconazolo.

Gravidanza: in vivo il fluconazolo è risultato embriofetotossico. L’esposizione sistemica durante il primo trimestre di gravidanza a dosi orali non elevate di farmaco (<200 mg) per tempi brevi non ha comportato un aumento di malformazioni congenite (Norgaard et al. 2008), mentre l’esposizione al farmaco a dosaggi elevati (400/800 mg per coccidiomicosi per almeno 3 mesi) ha comportato anomalie congenite multiple.
La FDA ha inserito il fluconazolo in classe C per l’uso in gravidanza in caso di infezione da candida vaginale (dose singola da 150 mg), mentre ha inserito il farmaco in classe D per le altre indicazioni terapeutiche. In classe C sono inseriti i farmaci i cui studi sugli animali hanno rilevato effetti dannosi sul feto (teratogenico, letale o altro) e per i quali non sono disponibili studi controllati in donne oppure farmaci per i quali non sono disponibili studi né sull'uomo né sull'animale. In classe D sono inseriti i farmaci che hanno evidenziato tossicità fetale nell’uomo, ma i cui benefici clinici potrebbero essere accettati nonostante il rischio (es. farmaco salvavita).
L’uso del fluconazolo per via sistemica (orale o parenterale) durante il primo trimestre di gravidanza richiede cautela e un’analisi del rapporto rischio beneficio soprattutto in caso di infezioni gravi che richiedono dosaggi elevati di farmaco e/o somministrazioni ripetute. Il medico deve sapere se la paziente è in gravidanza prima di prescrivere il fluconazolo e la paziente deve essere informata dei potenziali rischi per il feto.

Allattamento: l’allattamento al seno è compatibile con la somministrazione di una singola dose di fluconazolo a basso dosaggio (<200 mg), mentre non è raccomandato in caso di somministrazione ripetuta e/o con elevati dosaggi del farmaco (EMEA, 2012a).

Lattosio: alcune specialità medicinali del fluconazolo possono contenere lattosio. In caso di intolleranza su base ereditaria al galattosio, di deficit di lattasi e di malassorbimento di glucosio-galattosio l’opportunità di assumere il farmaco deve essere valutata con il medico.

         


Nota:
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