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Lamotrigina

Lamictal e altri

Effetti collaterali - Quali sono gli effetti collaterali di Lamotrigina?


         

Gli effetti avversi più comuni associati a lamotrigina comprendono atassia, diplopia, cefalea, astenia, turbe dell’equilibrio e sindrome simil influenzale; quelli più rilevanti, rash cutanei, sindrome di Stevens-Johnson, sindrome di Gilles de La Tourette ed epatotossicità.

I trial di confronto fra lamotrigina e carbamazepina hanno evidenziato una maggior incidenza di insonnia (9,9% vs 1,7%) e cefalea (18% vs 9,4%) con lamotrigina e di vertigini (22% vs 12%), sonnolenza (17% vs 6%) ed incremento ponderale (= 10% del peso: 6,5% vs 1,8%) con carbamazepina. Con fenitoina, vs lamotrigina, sono risultati prevalere astenia, atassia e sonnolenza (Steiner et al., 1994; Brodie et al., 1995; Yuen et al., 1994).

Gli effetti collaterali che con maggior frequenza inducono l’interruzione precoce del trattamento con lamotrigina sono di natura dermatologica, in particolare nei pazienti pediatrici i rash cutanei si presentano comunemente nella forma maculopapulare o eritematosa e sono riconducibili ad una reazione di ipersensibilità ritardata che compare nelle prime 4 settimane di terapia e che tende a regredire con la sospensione del farmaco. Raramente, le manifestazioni cutanee possono evolvere a eritema multiforme, necrolisi tossica epidermica oppure sindrome di Stevens-Johnson. In
alcuni pazienti, la tossicità cutanea è associata a sindrome simil influenzale, (febbre, mialgia, malessere, linfoadenopatie e eosinofilia), indicando un coinvolgimento di natura immunologica. Gli effetti collaterali a carico della cute tendono ad aumentare con l’incremento della dose di lamotrigina e quando questa è associata ad acido valproico (maggior insorgenza di reazioni lupoidi).

Centrali: cefalea, ansia, insonnia, depressione, tremore, vertigine, sonnolenza, confusione, atassia, stanchezza, agitazione, turbe dell’equilibrio, disartria, sindrome di Gilles de La Tourette (Betts et al., 1991; Lombroso, 1999).

Ematici: anemia, leucopenia, trombocitopenia. Nonostante la debole attività antifolato della lamotrigina, il rischio di anemia megaloblastica (per inibizione della diidrogenofolato reduttasi) è raro.

Dermatologici: rash cutaneo, eritema, rash maculopapulare, orticaria, sindrome da ipersensibilità, sindrome di Stevens- Johnson, necrolisi tossica epidermica (Rzany et al., 1999).
Sindrome da ipersensibilità: la sintomatologia comprende febbre, linfoadenopatia, incremento delle transaminasi, nefrite, trombocitopenia/leucopenia, polmonite, grave rash esantematico, dermatite esfoliativa. Risponde all’interruzione del farmaco. Se questo non si verifica, la sintomatologia clinica peggiora fino a insufficienza multiorgano con esito fatale.
Sindrome di Stevens-Johnson: presenta caratteristiche simili alla necrolisi tossica epidermica. Si manifesta con vescicole mucocutanee in almeno due sedi anatomiche differenti, edema facciale e febbre, interessamento della mucosa orale o gastrointestinale (fino al 30% dei pazienti) e distacco cutaneo che può essere superiore al 10%.
Necrolisi tossica epidermica (sindrome di Lyell): la sintomatologia cutanea comprende comparsa di vescicole e erosioni mucocutanee in almeno due sedi anatomiche differenti. L’eritema tende a confluire. Circa il 10-30% dei pazienti presenta edema facciale, febbre, coinvolgimento della mucosa orale o gastrointestinale. Si può avere distacco cutaneo superiore al 10%. Si possono avere sequele permanenti (cicatrici) a livello corneale e cutaneo.
La necrolisi tossica epidermica può comparire in un intervallo di tempo da 7 a 21 giorni circa. Questo intervallo si riduce a 48 ore se il farmaco ha precedentemente causato una reazione simile. L’incidenza stimata per la necrolisi tossica epidermica è pari a 0,4-1,2/milioni di persone/anno; la mortalità a 15-70%, indipendente dal sesso; circa la metà dei pazienti muore nei primi 4 giorni.

Endocrini: amenorrea.

Epatici: epatotossicità (inclusa insufficienza epatica fulminante, probabilmente dovuta a grave ipersensibilità verso il farmaco) (Makin et al., 1995).

Gastrointestinali: nausea, vomito.

Metabolici: iponatriemia. In letteratura sono stati riportati rari casi di iponatriemia associata a lamotrigina (Database Adverse Drug Reactions Online Information Tracking), due dei quali in pazienti con
sindrome di Stevens-Johnson e coagulazione intravasale disseminata, uno con trombocitopenia e due in pazienti pediatrici con diabete insipido (Mewasingh et al., 2000). Il meccanismo con cui la lamotrigina possa indurre iponatriemia non è noto, ma il farmaco condivide con carbamazepina questa caratteristica (la carbamazepina provoca iponatriemia modificando il rilascio di vasopressina) (Van Amelsvoort et al., 1994).

Oftalmici: nistagmo, diplopia, congiuntivite.

Respiratori: rinite.

Sistemici: ipersensibilità, sindrome simil influenzale; fotosensibilità; incremento ponderale (soprattutto per trattamenti prolungati); coagulazione intravascolare e insufficienza multiorgano con esito fatale (la relazione causa-effetto con lamotrigina non è stata definita) (Yuen, Bihari, 1992).

Urogenitali: vaginite.