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Litio

Carbolithium e altri

Avvertenze - Quali informazioni conoscere prima di usare Litio?


         

Titolazione del dosaggio: la dose giornaliera di litio deve essere individualizzata sulla base dei livelli plasmatici del farmaco. Occorre pertanto determinare la concentrazione plasmatica di litio (litiemia) una volta alla settimana per i primi due mesi, una volta al mese per i successivi 6-8 mesi e una volta ogni 2-3 mesi durante la fase di mantenimento della terapia. La litiemia deve essere controllata dopo ogni variazione della dose. La concentrazione di litio deve essere determinata 12 ore dopo la somministrazione della ultima dose di farmaco, immediatamente prima della dose successiva (range terapeutico: 0,5-1,2 mmoli/L corrispondente a 0,5-1,2 mEq/L). La litiemia presenta ampia variabilità interindividuale dovuta a differenze nella funzionalità renale, a terapie concomitanti o regimi dietetici, stati patologici, infezioni del tratto urinario, diarrea, variazioni della temperatura corporea.
Poichè il litio possiede un basso indice terapeutico (differenza minima fra dose terapeutica e dose tossica) la dose giornaliera deve essere somministrata in 2 dosi refratte ogni 12 ore per evitare effetti tossici associati alla concentrazione di picco. Per lo stesso motivo la dose di litio dovrebbe essere assunta regolarmente alla stessa ora ogni giorno e preferibilmente a stomaco pieno in modo da rallentare l’assorbimento del farmaco e ridurre l’ampiezza del picco plasmatico. Il litio solfato in formulazione a rilascio prolungato può essere somministrato anche una sola volta al giorno, alla sera. Quando si passa da due somministrazioni giornaliere a una sola, la litemia deve essere controllata con più frequenza.

Sodio: poichè la concentrazione plasmatica di sodio influenza la litiemia, evitare brusche alterazioni nell’assunzione di sodio con la dieta per evitare l’insorgenza di livelli ematici troppo alti (tossicità) o troppo bassi (riduzione della risposta terapeutica) di litio.

Disidratazione: poichè una delle complicanze più frequenti del trattamento con litio è rappresentato da una ridotta capacità di concentrare le urine, è importante mantenere l’idratazione del paziente. La disidratazione, poichè stimola la ritenzione di sodio e quindi di litio (in base alla parziale sovrapponibilità elettrolitica tra i due ioni) tende a far aumentare la concentrazione plasmatica del litio. Si raccomanda pertanto di aumentare il fabbisogno di liquidi a circa 2-3 litri nelle 24 ore durante la terapia con litio.

Poliuria: la comparsa di poliuria (emissione di volumi di urina superiori a 2 litri nell’arco delle 24 ore), con l’esclusione della fase iniziale della terapia, potrebbe indicare un’alterazione della funzionalità renale. Nel caso ridurre il dosaggio di litio.

Farmaci diuretici: evitare la somministrazione di diuretici nei pazienti in terapia con litio perchè si può verificare un effetto antidiuretico paradosso.

Funzionalità renale: monitorare periodicamente la creatininemia, la clearance della creatinina e i sedimenti urinari perchè l’uso continuativo di litio può aumentare il rischio di insufficienza renale anche grave fino a trattamento dialitico. La funzionalità renale deve essere valutata prima di iniziare la somministrazione di litio, quindi ogni 6 mesi. In caso di insufficienza renale, il monitoraggio deve essere effettuato con scadenze più ravvicinate. Il litio è controindicato in caso di insufficienza renale grave; il suo impiego non è raccomandato in associazione a farmaci nefrotossici noti.

Funzionalità tiroidea: nei pazienti in terapia con litio è opportuno controllare periodicamente la funzionalità della tiroide tramite monitoraggio dei livelli di T3, T4 e TSH, poichè il 2-15% dei pazienti sviluppa ipotiroidismo. I livelli di T3, T4 e TSH devono essere valutati prima di iniziare il trattamento con litio, quindi ogni 6 mesi. Prima di iniziare il trattamento con litio effettuare una ecografia della tiroide. Gli effetti del litio sulla tiroide si manifestano più frequentemente in caso di terapia prolungata. La somministrazione del farmaco in caso di ipotiroidismo non è raccomandata.

Funzionalità cardiaca: prima di iniziare la terapia con litio si raccomanda di effettuare un elettrocardiogramma (ECG) come riferimento iniziale. Il litio può indurre appiattimento o inversione dell’onda T. La somministrazione di litio non è raccomandata in caso di scompenso cardiaco e disturbi del ritmo o della conduzione del cuore.

Disturbi neurologici: la somministrazione di litio non è raccomandata in caso di malattia di parkinson, epilessia, demenza, miastenia grave, disturbi cerebellari.

Tossicità: in caso di sintomi di tossicità, sospendere la somministrazione di litio. Gli effetti collaterali che compaiono all’inizio del trattamento tendono a scomparire spontaneamente dopo 2-3 settimane di terapia. Se al contrario tali sintomi compaiono più tardivamente, è necessario controllare i livelli plasmatici di litio per verificare che nel sangue non siano presenti concentrazioni tossiche di farmaco.

Terapia elettroconvulsiva: questo tipo di terapia è impiegata per il trattamento delle forme refrattarie sia dello stato maniacale che depressivo. Nei pazienti che devono sottoporsi a terapia elettroconvulsiva, il litio deve essere sospeso almeno una settimana prima e deve essere ripreso dopo alcuni giorni.

Anestesia generale: interrompere il trattamento con litio 2-3 giorni prima di un'anestesia generale.

Psoriasi: il litio può esacerbare la psoriasi, probabilmente attraverso meccanismi biochimici di inibizione enzimatica (inibizione della glicogenosintetasi chinasi 3) che portano a proliferazione dei delle cellule epidermiche (cheratinociti) (Hampton et al., 2011). La proliferazione dei cheratinociti costituisce l’elemento caratteristico della psoriasi ed è responsabile della formazione delle placche eritematose e della desquamazione cutanea tipici della malattia.

Bloccanti neuromuscolari: la somministrazione di litio in pazienti in terapia con bloccanti neuromuscolare ne prolunga l’azione farmacologica.

Gravidanza: sebbene possa causare difetti cardiaci fetali con un rischio assoluto pari a 5 volte quello osservato nella popolazione generale, il litio è considerato un farmaco con bassa teratogenicità per cui il suo utilizzo in gravidanza dovrebbe essere valutato opportunamente considerando i benefici clinici nel trattamento per la madre e il rischio di tossicità per il feto (Farmaci e gravidanza, 2005). Le linee guida del NICE (National Institute for Health and Clinical Excellence) consigliano di non somministrare abitualmente il litio durante il primo trimestre di gravidanza. Nelle schede tecniche delle specialità medicinali a base di litio la gravidanza e l’allattamento sono riportate fra le controindicazioni relative all’impiego del farmaco.

         


Nota:
Innova et Bella, nell'ambito delle proprie attivita pro bono, ha condiviso con Wikipedia, l'enciclopedia libera, un accordo di licenza gratuita relativa ai contenuti della sezione "Avvertenze" di Pharmamedix.

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