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Melatonina

Circadin

Interazioni - Quali sono le interazioni farmacologiche di Melatonina?


         

Agonisti/antagonisti adrenergici, agonisti/antagonisti oppioidi, antidepressivi, inibitori delle prostaglandine, benzodiazepine, triptofano: possono influenzare la secrezione endogena di melatonina. Non è noto l’impatto di questi farmaci sulla somministrazione di melatonina esogena.

Alcool: può influenzare la secrezione endogena di melatonina (Schmitz et al., 1996; Stevens et al., 2000; Danel, Touitou, 2006; Rupp et al., 2007) e ridurre l’efficacia di quella esogena sul sonno; evitare l’uso concomitante.

Benzodiazepine, ipnotici non benzodiazepinici (zalepon, zolpidem, zopiclone): in associazione con melatonina esogena si può avere un effetto additivo dell’attività sedativa.
La co-somministrazione di zolpidem e melatonina ha peggiorato il declino delle capacità psicomotorie, di guida e mnemoniche indotto dall’ipnotico (Otmani et al., 2008).

Caffeina: la co-somministrazione di melatonina e caffeina, inibitore dell’isoenzima CYP1A2, aumenta significativamente la biodisponibilità dell’ormone (Härtter et al., 2003).

Carbamazepina, rifampicina (induttori del CYP1A2): possono ridurre i livelli di melatonina per induzione farmacometabolica.

Chinoloni: poichè alcuni antibiotici chinolonici inibiscono l’enzima CYP1A2 (Gillum et al., 1993), in caso di somministrazione concomitante con melatonina ne possono aumentare l’esposizione sistemica.

Cimetidina, ranitidina: è stato osservato in vivo che questi farmaci antiacidi sono in grado di inibire l’attività della sottofamiglia enzimatica CYP2D (Orishiki et al., 1994). Tale inibizione può avere rilevanza per la melatonina in quanto, la 5-metossitriptamina, metabolita e precursore dell’ormone del sonno, risulta un substrato endogeno dell’isoenzima CYP2D6 (Yu et al., 2003).

5- e 8-metossipsoralene: questi composti ad azione fotosensibilizzante, impiegati nel trattamento di patologie dermatologiche come psoriasi e vitiligine, possono indurre un aumento dei livelli di melatonina attraverso l’inibizione del suo metabolismo (Garde et al., 1994).

Doxorubicina: in linee cellulari umane di epatoma, la melatonina presenta un effetto sinergico con la doxorubicina nell’inibire la crescita e nell’indurre apoptosi (Fan et al., 2010).

Estrogeni (contraccezione ormonale): i contraccettivi orali inibiscono significativamente il metabolismo CYP1A2-mediato della melatonina e possono così aumentarne l’esposizione sistemica (Hilli et al., 2008).

Farmaci induttori/inibitori del CYP450: nella metabolizzazione della melatonina intervengono diversi enzimi citocromiali (CYP1A1, CYP1A2, CYP1B1, CYP2C19) (Ma et al., 2005); ne consegue che i farmaci in grado di modificare l’attività di questi enzimi possono presentare interazione farmacologica con la melatonina.

Farmaci metabolizzati dal CYP3A4: la melatonina, in vitro e a concentrazioni superiori a quelle normalmente utilizzate, è risultata indurre l’enzima CYP3A. Non è noto se ciò possa avere delle conseguenze nella pratica clinica.

Farmaci metabolizzati dal CYP1A: poiché in vitro non è stata osservata attività di induzione/inibizione su CYP1A da parte della melatonina anche a dosi sovraterapeutiche, il rischio di interazioni farmacologiche in vivo può ritenersi basso.

Fluvoxamina: aumenta in modo significativo la concentrazione sierica di melatonina (eccessiva insonnia). Il meccanismo dell’interazione appare duplice: da una parte incrementando la biodisponibilità della melatonina orale, dall’altra tramite inibizione farmacometabolica sugli enzimi citocromiali CYP1A2 e/o CYP2C9 (Hartter et al., 2000; Von Bahr et al., 2000). L’interazione tra fluvoxamina e melatonina potrebbe essere particolarmente problematica se questi farmaci fossero associati ad altri sedativi metabolizzati dagli stessi enzimi citocromiali, quali il midazolam o l’aloperidolo. L’associazione fluvoxamina-melatonina è controindicata.

Fumo di sigaretta: gli idrocarburi policiclici aromatici contenuti nel fumo di sigaretta possono ridurre la concentrazione di melatonina esogena inducendo l’enzima CYP1A2, coinvolto nel metabolismo epatico dell’ormone (Ursing et al., 2005).

Nifedipina: la melatonina è risultata inibire l’azione antipertensiva quando associata a nifedipina a lento rilascio (incremento dei valori pressori e della frequenza cardiaca). Il meccanismo dell’interazione non è noto, sembra che la melatonina svolga un ruolo nella regolazione del sistema cardiovascolare (Lusardi et al., 2000).

Propofol: l’anestesia con propofol altera il ritmo circadiano della melatonina in ratti mantenuti in condizione di luce normale. In particolare si è osservata una diminuzione della concentrazione periferica di melatonina endogena (di circa il 22-28%) nelle 3 ore successive al risveglio dall’anestesia ed un aumento significativo della sua secrezione (di circa il 38%) 20 ore dopo (Dispersyn et al., 2010).

Tioridazina, imipramina: in associazione a melatonina esogena non è stata osservata interazione farmacocinetica clinicamente importante. In combinazione con imipramina è stata segnalata una maggiore sensazione di tranquillità, rispetto all’imipramina da sola; rispetto alla sola tioridazina, un maggiore senso di pesantezza alla testa.

Warfarin: poichè è stata associata ad una diminuzione dei fattori procoagulanti (fattore VIII della coagulazione e fibrinogeno) (Wirtz et al., 2008), la somministrazione di melatonina potrebbe aumentare l’efficacia del warfarin e degli altri anticoagulanti.