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Nafazolina

Indaco, Rinazina, Imidazyl e altri

Effetti collaterali - Quali sono gli effetti collaterali di Nafazolina?


         

L'effetto collaterale più frequente dei preparati oftalmici a base di nafazolina è rappresentato da una sensazione di leggero bruciore durante l'instillazione del collirio.

La somministrazione per via inalatoria della nafazolina può comportare, raramente, effetti collaterali sistemici, soprattutto a carico del SNC e dell'apparato cardiovascolare. I pazienti pediatrici (bambini e lattanti) sono più sensibili agli effetti collaterali sistemici rispetto agli adulti. La somministrazione di nafazolina in gocce nasali ha determinato il ricovero di pazienti pediatrici per intossicazione: disturbi di coscienza e sonnolenza, bradicardia, bradipnea e ipotermia; tutti i pazienti avevano meno di 6 anni di età (Vitezic et al., 1994).

Dalla Rete Nazionale di Farmacovigilanza sono state riportate le seguenti segnalazioni per nafazolina: bradicardia, torpore (paziente di 6 anni ospedalizzato), atassia (paziente di 5 anni, ospedalizzato), farmacodipendenza (paziente di 17 anni, non grave), prurito, eruzione cutanea (paziente di 12 anni, non grave); per nafazolina più efedrina: rinite (paziente di 14 anni), apnea, extrasistoli, ipercinesia, pallore, sonnolenza, abuso di farmaci (paziente di 11 mesi), eccitabilità, bradicardia, bradipnea, ipotonia, miosi, sonnolenza (paziente di 1 mese di età, grave) (Bif, 2007).

Cardiovascolari: aritmia, (probabilmente da vasocostrizione coronarica), ipertensione transitoria, bradicardia; ipotensione da rimbalzo.

Centrali: depressione del sistema nervoso centrale con sintomi quali sonnolenza, sudorazione, lipotimia, ipotonia, torpore, pallore, sindrome cerebellare, convulsioni, cefalea.
La somministrazione di decongestionanti nasali topici contenenti imidazoline o derivati della fenilamina a pazienti pediatrci è stata associata a comparsa di sintomi neurologici con ospedalizzazione (Claudet, fries, 1997; Mahieu et al., 1993; Vitezic et al., 1994). In uno studio che ha preso in considerazione le cause di accesso al Pronto Soccorso da parte di pazienti pediatrici, è emerso che l'odds ratio di ricovero per problemi neurologici dopo uso di nafazolina è stato di 19,6 (IC 95%: 2,6-145,9). L'odds ratio è un parametro che indica la probabilità che un evento si verifichi: valori > 1 sono indicativi di un'associazione positiva. L'età media dei bambini trattati con nafazolina era di 13 mesi (intervallo: 1-166) e l'indicazione più frequente, per il ricorso al farmaco, risultava essere la rinite. Dei 14 casi segnalati, 11 bambini erano stati ricoverati durante l'uso del farmaco e circa la metà non aveva assunto altri farmaci; i sintomi neurologici, simili in quasi tutti i bambini, si sono manifestati subito dopo l'assunzione della nafazolina e la durata mediana dell'impiego è stato di 2 giorni. Dei 14 bambini, uno aveva ricevuto la nafazolina da sola, gli altri in associazione con idrocortisone e neomicina (la dose di queste due sostanze, molto limitata, e l'assenza di associazione nello studio fra antibiotici o cortisonici e insorgenza di problemi neurologici ne escludeva l'imputabilità) (BIF, 2005).

Oftalmici: dispersione del pigmento dell'iride, visione offuscata, congiuntivite acuta e cronica, midriasi, congiuntivite follicolare tossica, secchezza oculare, congestione e iperemia (effetto “rimbalzo”), glaucoma ad angolo chiuso.

ORL: bruciore e starnuti, paralisi delle ciglia nasali e talora anosmia (perdita totale della capacità di percepire gli odori).
L'uso protratto può alterare la normale funzione della mucosa nasale e dei seni paranasali, inducendo anche assuefazione al farmaco.

Sistemici: (raro) reazioni di ipersensibilità.