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Omeprazolo

Antra, Mepral, Omeprazen e altri

Interazioni - Quali sono le interazioni farmacologiche di Omeprazolo?


         

L’omeprazolo è substrato e potente inibitore dell’enzima citocromiale CYP2C19, è substrato e inibitore dell’enzima citocromiale CYP3A4 ed è un induttore dell’enzima CYP1A2. Ne consegue che i farmaci che inibiscono o inducono l’attività enzimatica del CYP2C19 e, in misura minore, del CYP3A4 potrebbero aumentare o diminuire la concentrazione plasmatica dell’omeprazolo aumentando il rischio di una maggiore tossicità (livelli ematici elevati) o riducendone l’efficacia terapeutica (livelli ematici bassi). A sua volta, l’omeprazolo inibendo l’enzima CYP2C19 e in minor misura l’enzima CYP3A4 potrebbe ridurre i livelli plasmatici dei farmaci il cui metabolismo dipende dal CYP2C19 e dal CYP3A4. Come induttore del CYP1A2, l’omeprazolo potrebbe ridurre la concentrazione plasmatica dei farmaci metabolizzati dal CYP1A2.

Antipirina: l’omeprazolo sembra prolungarne l’emivita.

Atazanavir, nelfinavir: l’omeprazolo ne riduce la concentrazione plasmatica. Evitare la co-somministrazione.

Ciclosporina: l’omeprazolo potrebbe modificare i livelli sierici di ciclosporina.

Cilostazolo: in associazione con omeprazolo si potrebbe verificare un aumento dei livelli sierici di cilostazolo fino a comparsa di tossicità. Evitare la co-somministrazione.

Claritromicina: l’associazione dell’omeprazolo e della claritromicina comporta un aumento della concentrazione sierica di entrambi i farmaci.

Clopidogrel: il clopidogrel è un profarmaco e deve essere convertito nella forma attiva per poter esplicare la sua attività antiaggregante. L’enzima principalmente coinvolto nell’attivazione del clopidogrel è il CYP2C19. Gli studi clinici pubblicati relativi all’uso di IPP in pazienti trattati con clopidogrel hanno dato risultati contrastanti in termini di esiti clinici cardiovascolari imputabili all’interazione farmacologica fra IPP e clopidogrel (Juurlink et al., 2008; Pezalla et al., 2008; Ho et al., 2009; O’Donoghue et al., 2009; Charlot et al., 2010; Bhatt et al., 2010). Nel 2010 sulla base delle evidenze scientifiche disponibili l’Agenzia europea dei medicinali (EMA) ha valutato non opportuno la co-somministrazione di omeprazolo o esomeprazolo nei pazienti in terapia con clopidogrel; la raccomandazione non è stata estesa agli altri farmaci inibitori di pompa protonica (EMA, 2010). La revisione della letteratura pubblicata negli ultimi due anni, 2011-2012, sembrerebbe comunque confermare l’assenza di interazione fra clopidogrel e IPP (Gerson, 2013). Per quanto riguarda l’eventuale impatto del polimorfismo del CYP2C19 (soggetti con attività enzimatica nella norma, ridotta o aumentata) sugli effetti degli IPP in pazienti in terapia con clopidogrel sono necessari ulteriori studi per avere indicazioni certe in merito.

Clozapina: l’omeprazolo può aumentare i livelli plasmatici della clozapina con conseguente comparsa di effetti avversi correlati alla dose (convulsioni, attacchi epilettici). Il meccanismo ipotizzato è quello dell’inibizione competitiva del CYP3A4 da parte di entrambi i farmaci.

Diazepam: l’omeprazolo riduce la clearance plasmatica (50%) del diazepam e ne aumenta l’emivita (130%). Inibisce la N-demetilazione della benzodiazepina a livello microsomiale epatico con conseguente riduzione della formazione di desmetildiazepam (Gugler, Jensen, 1985).

Digossina, ketoconazolo, itraconazolo, sali di ferro, erlotinib, esteri dell’ampicillina: poichè l’omeprazolo inibisce la secrezione acida intragastrica potrebbe interferire con l’assorbimento di questi farmaci la cui disponibilità risente dell’acidità gastrica. Gli effetti dell’omeprazolo sull’assorbimento della digossina inducono un aumento dell’esposizione sistemica alla digossina (AUC) di circa il 10%.

Escitalopram: l’omeprazolo può aumentare i livelli sierici di escitalopram.

Fenitoina: l’omeprazolo inibisce l’idrossilazione aromatica della fenitoina e ne modifica la cinetica (CL plasmatica ridotta del 15%; emivita aumentata del 27%) (Gugler, Jensen, 1985).

Fenobarbitale: l’omeprazolo prolunga l’attività ipnotica del fenobarbitale.

Ginkgo biloba: potrebbe aumentare i livelli ematici dell’omeprazolo per inibizione del CYP2C19 (Yin et al., 2004).

Indinavir: la somministrazione di una dose singola di indinavir (800 mg) in pazienti trattati con omeprazolo, 20 o 40 mg/die per 7 giorni ha determinato una riduzione significativa dell’AUC dell’inibitore della proteasi (da 30 mgxh/L a 19,7 mgxh/L oppure a 16 mgxh/L rispettivamente con la dose di 20 o 40 mg di IPP). L’aggiunta di ritonavir (200 mg) a indinavir (indinavir boosterato con ritonavir) in pazienti trattati con omeprazolo è stata associata ad un aumento dell’AUC dell’indinavir (da 30 mgxh/L a 46,6 mgxh/L) (Tappouni et al., 2008).

Iperico, rifampicina: possono ridurre l’esposizione sistemica dell’omeprazolo per induzione farmacometabolica del CYP2C19 e 3A4. La co-somministrazione di omeprazolo con iperico (900 mg/die) ha determinato una riduzione del picco plasmatico e dell’AUC dell’omeprazolo sia nei pazienti con attività enzimatica del CYP2C19 nella norma (Cmax: -49,6%; AUC: -43,9%) sia nei pazienti con una minore attività enzimatica del CYP2C19 (metabolizzatori lenti) (Cmax: -37,5%; AUC: -37,9%) (Wang et al., 2004).

Metotrexato: l’interazione con omeprazolo può incrementare i livelli plasmatici di metotrexato e conseguentemente gli eventi avversi associati agli effetti citotossici del farmaco a livello del midollo osseo (Leuk, 2001).

Nelfinavir: l’omeprazolo ne può ridurre la concentrazione plasmatica.

Prednisone: l’omeprazolo può provocarne una riduzione dell’efficacia terapeutica.

Saquinavir: in associazione con omeprazolo potrebbe verificarsi un aumento dei livelli plasmatici dell’antivirale. Monitorare eventuali sintomi di tossicità da saquinavir. Se necessario valutare un aggiustamento della dose di saquinavir.

Sevelamer: l’omeprazolo ad alte dosi potrebbe provocare un aumento sierico dei livelli di fosfato (Capitani A, et al., 2005).

Tacrolimus: possibile aumento della concentrazione plasmatica del tacrolimus quando somministrato in associazione a omeprazolo (studi in vitro e in vivo).

Vitamina B: l’omeprazolo determina una diminuita disponibilità orale, dose-dipendente, della vitamina (assorbimento ridotto dal 3,2% allo 0,9% e dal 3,4 allo 0,4% rispettivamente per dosi di omeprazolo di 20 e 40 mg/die).

Voriconazolo: aumenta i livelli sierici di omeprazolo per probabile inibizione farmacometabolica (sia del CYP2C19 sia del CYP3A4). La co-somministrazione dell’antimicotico e dell’inibitore di pompa può richiedere una riduzione del dosaggio di quest’ultimo.

Warfarin: l’omeprazolo può potenziarne l’effetto anticoagulante (per probabile riduzione del metabolismo dell’enantiomero R) (Suftin et al., 1989).