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Salbutamolo

Ventolin, Broncovaleas, Breva e altri

Tossicità - Qual è la tossicità di Salbutamolo?


         

Sovradosaggio: in caso di sovradosaggio possono insorgere nervosismo, ipersudorazione, tachicardia, cefalea, tremori, vomito, ipotensione, aritmia, ipopotassemia e iperglicemia.
La somministrazione di salbutamolo soluzione da nebulizzare (5 mg/ml) è stata associata a reazioni collaterali gravi nei bambini, quali tremore e tachicardia a causa di errori di dosaggio, via di somministrazione sbagliata o scambio di farmaci. Gli effetti collaterali hanno interessato bambini anche molto piccoli, con età inferiore ai 2 anni, e richiesto il ricovero dei pazienti. In tutti i casi comunque i sintomi si sono risolti con la sospensione del farmaco. Per evitare il rischio di intossicazione, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha limitato l’uso di salbutamolo 5 mg/ml, soluzione da nebulizzare (specialità medicinale Broncovaleas) ai bambini con più di 2 anni (Agenzia Italiana del Farmaco, 2014).
Il trattamento del sovradosaggio prevede: ricorso a lavanda gastrica se la somministrazione è avvenuta per via orale; somministrazione di beta-antagonisti (con estrema cautela in pazienti asmatici o bradicardici); infusione di liquidi per via endovenosa; somministrazione di diazepam se insorgono convulsioni (fino a 10 mg infusi lentamente nell’adulto, 0,1-0,3 mg/kg nel bambino). Monitorare, inoltre, la pressione, la funzionalità cardiaca e la concentrazione elettrolitica.

Tossicità riproduttiva: la FDA ha posto il salbutamolo in classe C di rischio teratogeno (in questa classe sono compresi i farmaci per i quali studi in vivo hanno evidenziato effetti dannosi sul feto e non ci sono studi controllati in donne; oppure i farmaci per i quali non sono disponibili studi nè sull’uomo nè sull’animale. Questi farmaci dovrebbero essere somministrati in gravidanza solo se il beneficio derivante dal loro impiego è maggiore del potenziale rischio per il feto).
Negli animali di laboratorio (topo), dosi molto superiori a quelle terapeutiche si sono dimostrate teratogene e cancerogene; non ci sono dati in merito per quanto concerne l’uomo.

DL50: dopo somministrazione orale: maggiore di 2000 mg/kg nel ratto e nel topo maschio e femmina.