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Tacrolimus

Protopic, Prograf e altri

Tossicità - Qual è la tossicità di Tacrolimus?


         

Sovradosaggio: nei pazienti trattati con dosi eccessive di farmaco (sovradosaggio) si sono manifestati sintomi neurologici quali tremore, cefalea, letargia, associati a nausea, vomito, orticaria, aumento dei livelli sierici di azoto ureico, di alanina aminotransferasi e di creatinina. In caso di sovradosaggio intervenire con trattamenti sintomatici; non esiste un antidoto al tacrolimus. Se l’intossicazione è avvenuta per via orale ed è possibile intervenire tempestivamente, ricorrere a lavanda gastrica o alla somministrazione di sostanze assorbenti (carbone attivato) per ridurre l’assorbimento sistemico del tacrolimus. Poichè il farmaco è caratterizzato da elevato peso molecolare ed esteso legame sieroproteico, la dialisi non risulta probabilmente un rimedio efficace per ridurre la concentrazione di tacrolimus nel sangue.

Nefrotossicità: il tacrolimus determina nefrotossicità (acuta: 36% dei pazienti; cronica: 30-50% dei pazienti) che si manifesta con una riduzione della velocità di filtrazione glomerulare ed un aumento dei livelli sierici di creatinina. Il farmaco è stato associato a lesioni vascolari e tubulari, a fibrosi interstiziale diffusa. La nefrotossicità rappresenta una delle cause di interruzione della terapia (circa 2% dei pazienti per dosi inferiori od uguali a 0,06 mg/kg, circa 17% per dosi superiori). Circa un quinto dei pazienti con nefrotossicità da tacrolimus è andato incontro a emodialisi (circa 23% dei pazienti) (Fung et al., 1991). La nefrotossicità è reversibile con la riduzione o la sospensione della terapia.

Neurotossicità: il tacrolimus provoca tossicità a livello del sistema nervoso centrale; i sintomi che compaiono sono distinti, a seconda della gravità, in maggiori (incidenza del 5-8% dei pazienti) o minori (incidenza del 20% dei pazienti). La neurotossicità tende ad aumentare con la dose; è responsabile della sospensione della terapia nel 2% dei pazienti per dosi inferiori a 0,06 mg/kg e nel 9% dei pazienti per dosi superiori a 0,06 mg/kg.

Tossicità cronica dopo somministrazione topica: l’applicazione prolungata di tacrolimus in vivo ha determinato comparsa di effetti tossici a carico di reni, pancreas, occhi e sistema nervoso, probabilmente per un maggior assorbimento cutaneo nei roditori.

Mutagenicità: il tacrolimus non ha mostrato attività mutagena in vitro nè in vivo.

Carcinogenicità: il tacrolimus non ha evidenziato un potenziale carcinogenico in vivo. In studi preclinici che hanno valutato eventuali effetti carcinogenici dopo applicazione cutanea di tacrolimus 0,1%, il farmaco è stato associato a comparsa di linfomi, ma non di tumori cutanei.

Tossicità riproduttiva: il tacrolimus è stato associato a tossicità embriofetale a dosi tossiche materne e a ridotta funzionalità spermatica (ratti maschi).