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Blefarite

Cause

Quali sono le cause della Blefarite?

La blefarite è una condizione clinica multifattoriale e infiammatoria dei margini palpebrali la cui eziologia è complessa e non completamente chiarita. Non esiste un’unica causa “specifica”: più spesso si osserva una costellazione di meccanismi che possono provocare la malattia (patogenetici) (infezioni, disfunzione ghiandolare, infestazioni parassitarie, risposte immunitarie, condizioni cutanee associate) che si intrecciano e contribuiscono allo sviluppo e alla persistenza dell’infiammazione (Di Zazzo et al., 2024; Lin et al., 2024).

Le principali cause comprendono:

Questi meccanismi spesso si sovrappongono o si influenzano reciprocamente, spiegando perché la blefarite può essere persistente.recidivante e associata a sintomi aspecifici. Dal punto di vista clinico, quindi, comprendere queste cause è fondamentale per orientare la diagnosi differenziale e il trattamento personalizzato della blefarite, oltre che per valutare la possibile associazione con altre malattie oculari (es. occhio secco) o sistemiche (es. rosacea).

Meccanismi infiammatori e disfunzione delle ghiandole di Meibomio

Una delle cause più frequentemente coinvolte nella blefarite è la disfunzione delle ghiandole di Meibomio (MGD, Meibomian Gland Dysfunction), un quadro in cui i dotti ghiandolari si ostruiscono e la qualità del secreto lipidico (meibum) si altera. Questa alterazione del film lipidico lacrimale favorisce evaporazione rapida delle lacrime, instabilità del film lacrimale e irritazione cronica del margine palpebrale (Kudasiewicz-Kardaszewska et al., 2023).

Dal punto di vista fisiopatologico, l’ostruzione dei dotti ghiandolari porta ad accumulo di secrezioni viscose e modificazioni della composizione lipidica, con conseguente infiammazione locale, dilatazione degli orifizi ghiandolari e produzione di un secreto più denso e stagnante che amplifica il danno (Baudouin et al., 2016; Nelson et al., 2011).

La disfunzione delle ghiandole di Meibomio (MGD) è spesso associata ad altre condizioni come rosacea oculare e dermatite seborroica, e può essere considerata non tanto una “causa isolata”, quanto piuttosto un fattore patogenetico centrale nelle forme croniche di blefarite, soprattutto quelle posteriori. In molti pazienti pertanto la blefarite posteriore e la MGD non sono entità separate, ma manifestazioni cliniche di uno stesso processo infiammatorio-ostruttivo delle ghiandole di Meibomio.

Infezioni microbiche

Batteri e colonizzazione stafilococcica

Un contributo eziopatogenetico consolidato è rappresentato dalla colonizzazione batterica del margine palpebrale, in particolare da Staphylococcus aureus e altri batteri Gram-positivi residenti sulla pelle (Di Zazzo et al., 2024, Lin et al., 2024).

Questi batteri possono:

favorendo così una risposta infiammatoria cronica del margine palpebrale e modificazioni del film lacrimale.

Il ruolo di questi microbi è più evidente nelle forme di blefarite anteriore (coinvolgimento diretto alla base delle ciglia) e nella blefarite acuta ulcerativa.

Agenti virali

Alcuni virus possono essere responsabili di blefarite acuta, soprattutto nelle fasi iniziali della malattia o come fattori scatenanti in un contesto infiammatorio preesistente. Tra questi:

In queste situazioni la presentazione clinica può includere vescicole, ulcerazioni o arrossamento intenso, e richiede una valutazione clinica accurata per differenziarsi dalle forme croniche.

Infestazioni parassitarie

Un’altra causa di blefarite, oggi sempre più riconosciuta per il suo ruolo clinico, è l’infestazione da acari del genere Demodex. Esistono due specie di particolare rilevanza (Irfan, Khurana, 2020):

Questi acari fanno parte del normale microbiota della pelle umana, ma in condizioni favorevoli (come età avanzata o alterazioni immunitarie/ambientali) possono proliferare eccessivamente, determinando (Navel et al., 2019):

Studi clinici indicano che una fetta significativa di adulti con blefarite può avere una componente di infestazione da Demodex, contribuendo alla ricorrenza del quadro clinico, soprattutto nelle forme croniche (Ayres et al., 2023).

Dermatiti cutanee e condizioni sistemiche

Dermatite seborroica

La dermatite seborroica è una condizione infiammatoria cronica della pelle caratterizzata da desquamazione e alterata secrezione sebacea, spesso evidente su viso, cuoio capelluto e aree ricche di ghiandole sebacee. La sua associazione con la blefarite è ben documentata: la desquamazione cutanea si estende al margine palpebrale, dove “squame untuose” e detriti favoriscono la colonizzazione microbica e l’infiammazione.

Rosacea

La rosacea è una dermatosi cronica del volto, caratterizzata da teleangectasie, eritema e papule. Una sottocategoria oculare (rosacea oculare) può manifestarsi con inflammazione palpebrale e disfunzione delle ghiandole di Meibomio, contribuendo allo sviluppo di blefarite cronica posteriore.

Altre condizioni cutanee o sistemiche

Altre malattie della pelle (es. eczema atopico, dermatiti allergiche di contatto) possono coinvolgere indirettamente il margine palpebrale, predisponendo a irritazione e infiammazione. Anche condizioni metaboliche come il diabete mellito possono alterare la risposta immunitaria locale e la composizione del film lacrimale, contribuendo alla blefarite in alcuni pazienti.

Allergie e reazioni immunitarie

Le reazioni allergiche locali alle palpebre (ad esempio a cosmetici, lenti a contatto o sostanze irritanti ambientali) possono manifestarsi come blefarite acuta non ulcerativa con prurito intenso, rossore e gonfiore. Questi quadri sono dovuti a una reazione immunitaria locale di tipo IgE-mediato o di tipo infiammatorio aspecifico sui tessuti palpebrali.

Fattori predisponenti e co-fattori

La predisposizione alla blefarite può essere influenzata anche da fattori esterni o comportamentali:

Questi fattori non sono cause primarie, ma aggravano e mantengono l’infiammazione cronica, facilitando le recidive e la cronicizzazione del quadro clinico.