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Blefarite

Monografia scientifica

La Definizione di Blefarite - Che cos'è la Blefarite?

La blefarite è una infiammazione del margine palpebrale (cioè del bordo libero delle palpebre, dove originano le ciglia e sboccano le ghiandole sebacee). (leggi)

Le Cause della Blefarite - Quali sono le cause della Blefarite?

La blefarite è una condizione clinica multifattoriale e infiammatoria dei margini palpebrali la cui eziologia è complessa e non completamente chiarita. (leggi)

I Sintomi della Blefarite - Quali sono i sintomi della Blefarite?

La blefarite è una condizione clinica multifattoriale e infiammatoria dei margini palpebrali la cui eziologia è complessa e non completamente chiarita. (leggi)

La Diagnosi della Blefarite - Come si diagnostica la Blefarite?

La diagnosi di blefarite si fonda primariamente sulla completa raccolta dei sintomi riferiti dal paziente e sulla valutazione obiettiva dei segni clinici. (leggi)

Farmaci e Terapie per la Blefarite - Quali farmaci per la Blefarite?

La blefarite è una condizione cronica e ricorrente dell’infiammazione del margine palpebrale che richiede un approccio terapeutico multimodale e adattato alla forma clinica e alla gravità dei sintomi. (leggi)

La Prevenzione della Blefarite - Come prevenire la Blefarite?

La blefarite è una patologia infiammatoria cronica del margine palpebrale caratterizzata da andamento recidivante e tendenza alla persistenza nel tempo. (leggi)

Le Avvertenze per la Blefarite - Cosa chiedere al medico e al farmacista sulla Blefarite?

Se ritieni di avere i sintomi della blefarite, o se a qualcuno dei tuoi familiari è stata diagnosticata la blefarite, parlane con il tuo medico di fiducia. (leggi)

L'Omeopatia e la Fitoterapia per la Blefarite - Quali farmaci e rimedi omeopatici e fitoterapici per la Blefarite?

Le medicine non convenzionali tendono ad avere un approccio olistico nei confronti della malattia, tendono cioè a considerare “il malato” nella sua complessità di individuo, al di là del singolo organo malato. (leggi)

La Bibliografia per la Blefarite - Quali fonti bibliografiche considerare per la Blefarite?

Le informazioni contenute nella ricerca Pharmamedix dedicata alla blefarite sono state analizzate con riferimento alle fonti seguenti. (leggi)

Che cos'è la Blefarite?

La blefarite è una infiammazione del margine palpebrale (cioè del bordo libero delle palpebre, dove originano le ciglia e sboccano le ghiandole sebacee). Nella pratica clinica è spesso una condizione cronica-recidivante: tende a migliorare e peggiorare nel tempo (“riacutizzazioni”), più che guarire definitivamente (Lin et al., 2024).

Dal punto di vista anatomico, il margine palpebrale non è un semplice “bordo di pelle”: è una micro-unità funzionale in cui convivono:

Quando l’infiammazione coinvolge in modo significativo le ghiandole di Meibomio si parla spesso di blefarite posteriore, concetto sovrapposto a disfunzione delle ghiandole di Meibomio (Meibomian Gland Dysfunction, MGD). La MGD è centrale perché altera lo strato lipidico delle lacrime e favorisce evaporazione e instabilità del film lacrimale, legandosi alla malattia dell’occhio secco (Dry Eye Disease, DED) (Nelson et al., 2011).

In termini semplici: la blefarite è un’infiammazione “di frontiera” tra cute palpebrale, ciglia, ghiandole e superficie oculare; per questo può dare sintomi che vanno dal prurito e bruciore alla sensazione di corpo estraneo (come “sabbia negli occhi”), arrossamento e lacrimazione, fino a fluttuazioni visive quando il film lacrimale diventa instabile (Lin et al., 2024).

Classificazioni (come si classifica la blefarite)

Non esiste un’unica classificazione universalmente adottata, perché blefarite è un “ombrello clinico” che può derivare da meccanismi diversi (microbiologici, infiammatori, disfunzione ghiandolare, infestazioni, dermatosi). E utile pertanto usare una classificazione a più assi, perché aiuta a ragionare in modo clinico.

Classificazione anatomica: anteriore vs posteriore

È la distinzione più usata nella pratica:

Nella pratica clinica molti pazienti hanno segni misti (anteriore più posteriore), motivo per cui alcune linee guida preferiscono parlare di “spettro” più che di categorie rigide.

Classificazione temporale: acuta vs cronica

Classificazione eziopatogenetica (per “causa/meccanismo”)

Questa classificazione è utile perché orienta anche la gestione:

Storicamente, lavori classici hanno proposto tassonomie cliniche articolate (ad esempio distinguendo forme stafilococciche, seborroiche, miste e forme a prevalente coinvolgimento meibomiano) (Nelson et al., 2011; Dougherty, McCulley, 1984).

Classificazione “per gravità”

In ambulatorio si tende a descrivere la severità in base a:

Questa classificazione è più pragmatica che nosologica e spesso dipende dal sistema di grading adottato nelle diverse ricerche.

Epidemiologia: quanto è frequente la blafarite (mondo e Italia)?

Dati globali: frequenza e limiti delle stime

La blefarite è considerata una delle condizioni più comuni osservate nella pratica oftalmologica. Tuttavia, un punto chiave (spesso sottovalutato) è che mancano studi di popolazione ampi e omogenei con criteri diagnostici standardizzati; per questo le stime di prevalenza variano molto e non sono sempre confrontabili (Lin et al., 2024; Nemet et al., 2011).

Un dato frequentemente citato proviene da una prospettiva “real world” ambulatoriale: in un lavoro basato su rilevazioni cliniche condotte negli USA, oftalmologi e optometristi riferivano di osservare segni di blefarite in una quota elevata dei pazienti visitati (ordine di grandezza circa 37–47% nel contesto riportato) (Lemp, Nichols, 2009). Questo non equivale a prevalenza nella popolazione generale, ma rende bene l’idea del carico assistenziale (Nemet et al., 2011).

Sul piano globale, un modo indiretto (ma utile) per comprendere la “massa” epidemiologica della blefarite è guardare alla disfunzione delle ghiandole di Meibomio (MGD), spesso intrecciata con blefarite posteriore e occhio secco evaporativo: meta-analisi e revisioni indicano che la prevalenza della MGD può essere molto variabile in base a criteri diagnostici, età ed etnia, con ampia eterogeneità tra studi (Hassanzadeh et al., 2021; Nelson et al., 2011).

Fattori associati frequentemente riportati nelle revisioni includono (Rhee et al., 2023; Baudouin et al., 2016) :

Italia: cosa sappiamo davvero (e cosa no)

Per l’Italia il punto, ad oggi, è simile a quello globale ma spesso più marcato: mancano stime solide di prevalenza della blefarite nella popolazione generale, basate su campioni rappresentativi nazionali e criteri uniformi.

Quello che si trova più facilmente sono dati clinici (ambulatoriali/di coorti selezionate) che descrivono la blefarite come molto comune, soprattutto in contesti di occhio secco. Un esempio italiano frequentemente citato in letteratura “grigia” e materiale professionale è uno studio multicentrico su pazienti con occhio secco in cui una percentuale molto alta presentava segni/sintomi compatibili con blefarite (valori riportati intorno all’80% in quella coorte). È però essenziale interpretarlo correttamente: non rappresenta la prevalenza in Italia, ma la comorbilità blefarite-malattia dell’occhio secco in un campione già selezionato (pazienti con occhio secco) (Sacchetti et al., 2012).

In sintesi, per l’Italia possiamo descrivere con buona affidabilità che:

ma non possiamo, in modo rigoroso, fornire una singola “prevalenza italiana” di popolazione senza rischiare un numero fuorviante (per assenza di studi nazionali rappresentativi pubblicati e standardizzati).