Come si diagnostica le Bronchiectasie?
Gli esami disponibili per diagnosticare le bronchiectasie:
La diagnosi di bronchiectasia si fonda sull’integrazione di elementi clinici, radiologici e microbiologici, ed è finalizzata non solo a confermare la presenza di dilatazioni bronchiali irreversibili, ma anche a definire l’eziologia, la gravità e le implicazioni prognostiche della malattia.
Le linee guida della European Respiratory Society (ERS) sottolineano che la diagnosi non deve limitarsi al riscontro radiologico, ma deve essere inserita in un percorso strutturato che consenta una gestione appropriata e personalizzata del paziente (Polverino et al., 2017)
Quando sospettare una bronchiectasia
Il sospetto clinico di bronchiectasia dovrebbe emergere in presenza di uno o più dei seguenti elementi:
Un punto cruciale è che le bronchiectasie sono sottodiagnosticate, in particolare negli anziani e nei pazienti con comorbidità respiratorie, nei quali i sintomi vengono spesso attribuiti ad altre patologie più comuni (Aliberti et al., 2020).
Ruolo centrale della tomografia computerizzata ad alta risoluzione (HRCT)
Perché la radiografia del torace non è sufficiente
La radiografia del torace può suggerire indirettamente la presenza di bronchiectasie (ispessimento peribronchiale, livelli idroaerei, immagini “a binario”), ma non è né sensibile né specifica.
La diagnosi di certezza richiede la tomografia computerizzata ad alta risoluzione (HRCT – High-Resolution Computed Tomography), che rappresenta il gold standard diagnostico (Polverino et al., 2017).
Criteri radiologici di bronchiectasia
Alla HRCT, le bronchiectasie sono identificate sulla base di criteri morfologici ben definiti:
A questi segni si associano spesso ispessimento delle pareti bronchiali, impattamento/plugging mucoso e opacità centrolobulari con pattern ‘ad albero in fiore’ (tree-in-bud), utili come segni indiretti di malattia delle vie aeree e per aumentare la confidenza diagnostica nelle forme lievi” (Juliusson, Gudmundsson, 2019; Milliron et al., 2015).
Tipi morfologici di bronchiectasia
Dal punto di vista radiologico, le bronchiectasie vengono classificate in:
Questa distinzione ha un valore descrittivo ma non sempre correla direttamente con la gravità clinica, che dipende maggiormente da sintomi, riacutizzazioni e colonizzazione batterica (Chalmers et al., 2018).
Valutazione clinica e funzionale
Spirometria
La spirometria è fondamentale nella valutazione iniziale e nel follow-up. I pattern più comuni sono:
Il declino del FEV₁ (Forced Expiratory Volume in 1 second) è associato a maggiore gravità e peggior prognosi (Chalmers et al., 2018).
Valutazione dei sintomi e della qualità di vita
Strumenti validati come:
consentono di quantificare il carico sintomatologico e monitorare la risposta terapeutica (Spinou et al., 2017).
Esami microbiologici
Coltura dell’espettorato
La valutazione microbiologica è un pilastro della diagnosi e del follow-up. È raccomandata:
I patogeni più frequentemente isolati includono:
La colonizzazione cronica da Pseudomonas aeruginosa è associata a (Chalmers et al., 2012):
Micobatteri non tubercolari (NTM)
Le linee guida raccomandano la ricerca di micobatteri non tubercolari (es. Mycobacterium avium complex), soprattutto in presenza di (Daley et al., 2020):
Work-up eziologico: identificare la causa
La diagnosi di bronchiectasia non è completa senza la ricerca del che cosa l’abbia causata. La Società Europea di Pneumologia (European Respiratory Society, ERS) raccomanda un pannello minimo di esami per tutti i pazienti (Polverino et al., 2017).
Esami raccomandati in tutti i pazienti
Esami mirati
In base al sospetto clinico:
Diagnosi differenziale
La diagnosi differenziale include:
Una corretta interpretazione dell’imaging diagnostico (HRCT) nel contesto clinico è essenziale per evitare errori diagnostici (Luliusson, Gudmundsson, 2019; Milliron et al., 2015).