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Bronchiectasie

Farmaci e terapie

Quali farmaci per le Bronchiectasie?

Le bronchiectasie sono una malattia respiratoria cronica per la quale non esiste una terapia curativa definitiva, nel senso di una reversibilità del danno strutturale bronchiale. Il trattamento ha quindi obiettivi multipli e complementari: ridurre i sintomi, prevenire e trattare le riacutizzazioni, rallentare la progressione della malattia, migliorare la qualità di vita e, quando possibile, intervenire sulla causa sottostante (Polverino et al., 2017).

Le linee guida internazionali concordano sul fatto che la gestione delle bronchiectasie debba essere personalizzata, basata su:

Non esiste quindi un approccio applicabile a tutti (“one size fits all”), ma una strategia terapeutica modulare.

Il trattamento delle bronchiectasie si fonda su quattro pilastri principali:

Questi interventi devono essere considerati complementari, non alternativi.

Terapie non farmacologiche: il ruolo centrale della fisioterapia respiratoria

Perché la fisioterapia è fondamentale

La fisioterapia respiratoria è una componente essenziale della gestione delle bronchiectasie e dovrebbe essere proposta a tutti i pazienti sintomatici, indipendentemente dalla gravità radiologica. L’obiettivo è facilitare la rimozione delle secrezioni, ridurre il carico batterico e migliorare i sintomi respiratori (Polverino et al., 2017).

Tecniche di clearance bronchiale

Le tecniche più utilizzate includono:

Studi randomizzati e revisioni sistematiche mostrano per queste tecnche un miglioramento della clearance dell’escreato e della qualità di vita, anche se l’impatto sulle riacutizzazioni è variabile (Lee et al., 2015).

Farmaci mucoattivi e idratazione delle vie aeree

Soluzione salina ipertonica

La soluzione salina ipertonica (3–7%) inalata migliora l’idratazione del muco e facilita l’espettorazione. È raccomandata in molti pazienti con espettorazione cronica significativa.

Gli studi mostrano (Polverino et al., 2017):

Altri mucoattivi

Antibiotici: trattamento delle riacutizzazioni

Quando usare gli antibiotici

Gli antibiotici sono indicati durante le riacutizzazioni caratterizzate da peggioramento dei sintomi respiratori, in particolare aumento della purulenza dell’escreato.

La scelta dell’antibiotico dovrebbe essere guidata da:

Durata della terapia

Le linee guida della Società Europea di Pneumologia (ERS) raccomandano cicli di 14 giorni per la maggior parte delle riacutizzazioni, poiché associati a migliore risoluzione clinica rispetto a trattamenti più brevi (Polverino et al., 2017).

Antibiotici a lungo termine (profilassi)

Indicazioni

Macrolidi

I macrolidi (azitromicina, eritromicina) rappresentano una delle strategie più studiate. Il loro effetto è in parte:

Studi randomizzati hanno dimostrato:

Prima di iniziare macrolidi a lungo termine è obbligatorio escludere infezione da micobatteri non tubercolari.

Antibiotici inalatori

Gli antibiotici inalatori (es. colistina, gentamicina, tobramicina) sono indicati soprattutto nei pazienti con colonizzazione cronica da Pseudomonas aeruginosa.

I benefici includono:

Le evidenze sono robuste soprattutto per Pseudomonas, mentre per altri patogeni i dati sono più limitati.

Broncodilatatori e corticosteroidi inalatori

Broncodilatatori

I broncodilatatori non sono indicati routinariamente in tutti i pazienti, ma sono utili in presenza di:

Corticosteroidi inalatori

I corticosteroidi inalatori (ICS) non sono raccomandati di routine nelle bronchiectasie, ma trovano indicazione in caso di:

L’uso indiscriminato è sconsigliato per il rischio di infezioni (Polverino et al., 2017).

Inibitori della dipeptidil-peptidasi-1 (DPP-1)

Gli inibitori della dipeptidyl-peptidase-1 (DPP-1) rappresentano una nuova classe di farmaci sistemici mirati alla modulazione della risposta neutrofila nelle bronchiectasie non correlate alla fibrosi cistica (NCFB). Il farmaco cardine di questa classe è brensocatib, commercializzato come Brinsupri®, approvato di recente (novembre 2025) dall’Unione Europea per il trattamento delle bronchiectasie non correlate alla fibrosi cistica in pazienti di età ≥ 12 anni che abbiano avuto due o più esacerbazioni nei 12 mesi precedenti. È la prima terapia specificamente approvata per questa indicazione nell’Unione Europea, riconoscendo un bisogno medico insoddisfatto e un grande impatto clinico del farmaco.

Nelle bronchiectasie, un elemento patogenetico centrale è l’infiammazione cronica neutrofila con rilascio di serin-proteasi (come elastasi neutrofila), che causa danno alle vie aeree, peggiora la clearance delle secrezioni e promuove riacutizzazioni. Gli inibitori di DPP-1 bloccano l’attivazione delle proteasi neutrofile prima che vengano rilasciate attive, riducendo il danno tissutale e potenzialmente interrompendo il ciclo infiammazione-danno.

Brensocatib è un inibitore orale reversibile di DPP-1 che viene somministrato una volta al giorno. Secondo fonti regolatorie, la sua attività farmacologica si traduce in una riduzione dell’infiammazione delle vie aeree e dei danni associati alle bronchiectasie croniche (European Medicines Agency – EMA, 2025).

L’approvazione di brensocatib si basa sui risultati di studi clinici ben strutturati, principalmente:

Questi risultati indicano che brensocatib può contribuire a modificare l’andamento clinico della malattia, non limitandosi a trattare i sintomi ma agendo su un importante processo patogenetico.

Terapia delle cause specifiche

Un elemento chiave della cura delle bronchiectasie è il trattamento della causa sottostante, quando identificabile:

Vaccinazioni e prevenzione

Le vaccinazioni contro:

sono raccomandate in tutti i pazienti con bronchiectasie per ridurre il rischio di infezioni e riacutizzazioni (Polverino et al., 2017).

Chirurgia e procedure interventistiche

La chirurgia ha un ruolo limitato e selettivo, riservato a:

Nei casi di emottisi severa può essere indicata l’embolizzazione delle arterie bronchiali.

 

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