La bronchiolite è una infezione acuta delle vie aeree inferiori che interessa prevalentemente i bronchioli, ovvero le più piccole ramificazioni dell’albero bronchiale. (leggi)
La bronchiolite è definita, nella sua forma classica, come un’infezione acuta delle basse vie respiratorie che interessa prevalentemente i bronchioli del lattante. (leggi)
La bronchiolite si presenta come una sindrome clinica acuta caratterizzata da un insieme di segni e sintomi respiratori che riflettono il coinvolgimento delle piccole vie aeree. (leggi)
La diagnosi della bronchiolite è fondamentalmente clinica e si basa sull’integrazione di anamnesi ed esame obiettivo, in un contesto epidemiologico coerente. (leggi)
La bronchiolite acuta del lattante rappresenta una delle condizioni paradigmatiche della medicina pediatrica moderna in cui il progresso delle conoscenze fisiopatologiche ha condotto a una significativa revisione dell’approccio terapeutico. (leggi)
La bronchiolite rappresenta una delle principali cause di ospedalizzazione nel primo anno di vita, con un impatto significativo sia sul singolo paziente sia sui sistemi sanitari. (leggi)
Se ritieni di avere i sintomi della bronchiolite, o se a qualcuno dei tuoi familiari è stata diagnosticata la bronchiolite, parlane con il tuo medico di fiducia. (leggi)
Le medicine non convenzionali tendono ad avere un approccio olistico nei confronti della malattia, tendono cioè a considerare “il malato” nella sua complessità di individuo, al di là del singolo organo malato. (leggi)
Le informazioni contenute nella ricerca Pharmamedix dedicata alla bronchiolite sono state analizzate con riferimento alle fonti seguenti. (leggi)
Che cos'è la Bronchiolite?
La bronchiolite è una infezione acuta delle vie aeree inferiori che interessa prevalentemente i bronchioli, ovvero le più piccole ramificazioni dell’albero bronchiale, caratterizzate dall’assenza di cartilagine e da un diametro inferiore ai 2 mm. Si tratta di una patologia tipica dell’età pediatrica, in particolare dei lattanti nel primo anno di vita, con un picco di incidenza tra i 2 e i 6 mesi.
La bronchiolite non è una malattia esclusiva dell’età pediatrica ma nella pratica clinica è quasi interamente una malattia dei lattanti e dei bambini piccoli, tanto che il termine viene utilizzato prevalentemente in questo contesto.
Esistono condizioni in cui si parla di bronchiolite anche nell’adulto, ma si tratta di entità diverse, spesso croniche o secondarie:
Queste forme hanno una fisiopatologia e un decorso completamente diversi rispetto alla bronchiolite del lattante, che non saranno pertanto trattate in questa monografia.
Dal punto di vista fisiopatologico, la bronchiolite è definita da un processo infiammatorio acuto che coinvolge l’epitelio bronchiolare e determina edema della mucosa, necrosi delle cellule epiteliali, aumento della produzione di muco e formazione di detriti cellulari che contribuiscono all’ostruzione delle piccole vie aeree. Questo quadro conduce a una compromissione della ventilazione, con fenomeni di intrappolamento aereo (air trapping), atelettasie e alterazioni del rapporto ventilazione/perfusione, che spiegano la comparsa di ipossiemia nei casi più severi.
Dal punto di vista clinico, la bronchiolite viene definita come il primo episodio di infezione respiratoria acuta associata a respiro sibilante (wheezing) in un lattante, generalmente preceduto da sintomi delle alte vie respiratorie quali rinorrea e tosse. È importante sottolineare che questa definizione distingue la bronchiolite da altre condizioni respiratorie ricorrenti, come l’asma bronchiale, che possono presentarsi con sintomi simili ma hanno una diversa fisiopatologia e storia naturale.
Eziologia e agenti causali
La bronchiolite è causata quasi esclusivamente da virus respiratori. Il principale agente eziologico è il virus respiratorio sinciziale (RSV, Respiratory Syncytial Virus), responsabile di circa il 60–80% dei casi, con percentuali che possono raggiungere il 90% durante i picchi epidemici stagionali (Hall et al., 2009). Altri virus frequentemente coinvolti includono:
L’RSV è un virus a RNA appartenente alla famiglia Paramyxoviridae, dotato di una elevata capacità di diffusione e di una spiccata tropismo per l’epitelio respiratorio. L’infezione da RSV induce una risposta immunitaria locale caratterizzata da infiltrato linfocitario e rilascio di mediatori infiammatori che contribuiscono al danno delle vie aeree.
Aspetti fisiopatologici
Il danno epiteliale indotto dal virus porta alla perdita delle cellule ciliate e alla disfunzione del sistema mucociliare, fondamentale per la clearance delle secrezioni. La combinazione di edema, ipersecrezione mucosa e detriti cellulari determina una ostruzione variabile dei bronchioli, con conseguente aumento delle resistenze delle vie aeree.
Nei lattanti, la struttura anatomica delle vie aeree contribuisce in modo determinante alla gravità della malattia. Il diametro ridotto dei bronchioli rende infatti anche un modesto grado di edema sufficiente a causare una significativa ostruzione al flusso aereo, secondo la legge di Poiseuille (la resistenza al flusso è inversamente proporzionale alla quarta potenza del raggio del condotto). Questo spiega perché la bronchiolite sia tipicamente più severa nei primi mesi di vita.
Il risultato finale è una ventilazione disomogenea, con aree di ipoventilazione e intrappolamento aereo, che si traduce clinicamente in tachipnea, utilizzo dei muscoli accessori della respirazione e, nei casi più gravi, insufficienza respiratoria.
Epidemiologia della bronchiolite
Epidemiologia globale
Dal punto di vista epidemiologico, la bronchiolite costituisce una delle principali cause di malattia respiratoria acuta in età pediatrica a livello globale. Tuttavia, negli ultimi anni, l’evoluzione delle conoscenze ha portato a un progressivo spostamento dell’attenzione dalla definizione clinica di bronchiolite al suo principale determinante eziologico, ovvero il virus respiratorio sinciziale (RSV, Respiratory Syncytial Virus), che ne rappresenta il principale driver epidemiologico.
A livello mondiale, la bronchiolite si inserisce nel più ampio contesto delle infezioni respiratorie acute delle basse vie (ALRI, Acute Lower Respiratory Infections). Secondo le stime globali, ogni anno si verificano circa 33 milioni di episodi di infezione delle vie respiratorie inferiori associate a RSV nei bambini sotto i 5 anni, di cui circa 3 milioni richiedono ospedalizzazione (Shi et al., 2017).
La stessa analisi evidenzia come il burden della malattia sia particolarmente elevato nei paesi a basso e medio reddito, dove si concentra oltre il 90% dei decessi correlati a RSV. Si stima che l’RSV sia responsabile di circa 60.000–100.000 decessi annui nei bambini sotto i 5 anni, con il maggior impatto nei primi 6 mesi di vita.
La distribuzione stagionale è ben definita nelle regioni temperate, dove i casi si concentrano nei mesi invernali, mentre nelle regioni tropicali la stagionalità è meno marcata e spesso correlata ai periodi di maggiore umidità.
Epidemiologia nei paesi ad alto reddito
Nei paesi industrializzati, la bronchiolite rappresenta la prima causa di ospedalizzazione nel primo anno di vita. Negli Stati Uniti, circa il 2–3% di tutti i lattanti viene ospedalizzato per bronchiolite ogni anno (Hasegawa et al., 2013).
In Europa, i dati sono sovrapponibili, con tassi di ospedalizzazione che variano tra il 1% e il 5% nei bambini sotto l’anno di età. Il rischio è maggiore nei lattanti prematuri, nei bambini con displasia broncopolmonare (DBP, Bronchopulmonary Dysplasia) o cardiopatie congenite.
È importante sottolineare come, negli ultimi anni, l’epidemiologia della bronchiolite abbia mostrato variazioni significative, in parte correlate alle misure di contenimento adottate durante la pandemia di COVID-19. In particolare, si è osservata una riduzione dei casi durante il 2020–2021, seguita da una recrudescenza nei periodi successivi, con una stagionalità meno prevedibile (Agha, Avner, 2021).
Epidemiologia in Italia
In Italia, la bronchiolite rappresenta una delle principali cause di accesso al pronto soccorso pediatrico durante la stagione invernale. Studi multicentrici italiani indicano che circa il 3–4% dei lattanti sviluppa una bronchiolite clinicamente significativa nel primo anno di vita, con un picco tra dicembre e febbraio.
I tassi di ospedalizzazione nei bambini sotto i 12 mesi sono stimati intorno a 20–30 per 1.000 bambini/anno, con variazioni regionali legate a fattori ambientali, organizzativi e socioeconomici (Baraldi et al., 2014).
Dati più recenti sul burden sanitario, che si rifanno alla regione europea, indicano che in Italia si verificano oltre 25.000 ricoveri annuali per bronchiolite associata a RSV, confermando il peso rilevante della patologia sul sistema sanitario.
Studi prospettici europei recenti hanno confermato il ruolo predominante dell’RSV nella patologia respiratoria pediatrica. In particolare, il progetto RSV ComNet, condotto tra il 2021 e il 2023 in diversi paesi europei inclusa l’Italia, ha evidenziato che l’RSV è responsabile di circa il 32,9% delle infezioni respiratorie acute nei bambini sotto i 5 anni, con tassi di positività fino al 42,6% nella popolazione italiana (Hak et al., 2025).
Effetti della pandemia COVID-19 sull’epidemiologia italiana
Un aspetto di grande interesse negli ultimi anni è rappresentato dall’impatto della pandemia sulla dinamica epidemiologica della bronchiolite.
In Italia, analogamente ad altri paesi (Wildenbeest et al., 2025):
Studi osservazionali italiani hanno documentato:
Questi fenomeni sono stati attribuiti al cosiddetto “immunity debt”, ovvero la riduzione dell’esposizione virale nei primi anni di vita durante la pandemia, con conseguente aumento della suscettibilità nelle stagioni successive.
Fattori di rischio epidemiologici
Diversi fattori aumentano il rischio di sviluppare bronchiolite o di presentare forme più severe. Tra questi, assumono particolare rilievo:
Questi fattori influenzano sia la probabilità di infezione sia la risposta dell’ospite, contribuendo alla variabilità clinica osservata.