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Bulimia

Cause

Quali sono le cause della Bulimia?

Le cause della bulimia nervosa, o più comunemente bulimia, possono essere:
• familiari
• culturali
• sociali
• psicologiche
• psichiatriche
• biologiche
• immunitarie

Secondo il Manuale Diagnostico Statistico dei disturbi mentali (DSM-V), i disturbi del comportamento alimentare (DCA) interessano circa tre milioni di persone in Italia. Per ogni 100 ragazze in età a rischio, 8-10 soffrono di un disturbo alimentare. La bulimia e l’anoressia, che rappresentano i DCA più diffusi, a prevalenza femminile e adolescenziale, si stanno diffondendo in modo preoccupante nei bambini in età preadolescenziale, fascia di età compresa fra i 10 e i 14 anni, negli adulti con più di 40 anni e nella popolazione maschile.

Tra le cause principali che possono provocare la comparsa di bulimia ricordiamo:
• Diete ferree, seguite senza l’assistenza di uno specialista.
L’esposizione ad una continua restrizione calorica, può provocare sintomi quali depressione, ansia, ossessività, irritabilità, labilità dell’umore, sensazione d’inadeguatezza, affaticamento, scarsa concentrazione, isolamento sociale.
• Eccesso di aspettativa che porta a sentirsi oggetto di derisione per la propria forma fisica.
• Incapacità a gestire le proprie emozioni negative, come la rabbia, la tristezza, la frustrazione.
• Difficoltà a relazionarsi con la propria famiglia, senso di abbandono, trascuratezza e/o non accettazione.
• Inadeguatezza verso un modello culturale diffuso che propone la magrezza come paradigma di bellezza per la donna.
• Difficoltà psicologiche (rifiuto del proprio corpo, forti sbalzi di umore, incapacità a controllare l’impulsività, ansia).
• Traumi o stress (inizio di un nuovo lavoro, lutto importante, stupro).
• Disturbi psichiatrici.
La prevalenza di depressione maggiore sembra attestarsi tra il 20-80% di chi soffre di anoressia o bulimia. Dai dati di letteratura disponibili sembra però che il disturbo psichiatrico sia conseguenza e non causa del disturbo del comportamento alimentare (Matter et al., 2011). Circa la metà dei pazienti con disturbi del comportamento alimentare soffre di disturbi d’ansia. Nella maggior parte dei pazienti, il disturbo d’ansia risulta antecedente alla bulimia o all’anoressia, ma non è stato verificato se la successione temporale sia indicativa di un nesso di causalità oppure se sia da ricondurre ad una diversa età di esordio dei due tipi di malattia.
• Familiarità.
I disordini alimentari tendono a manifestarsi con più probabilità tra i parenti di una persona già malata, in modo particolare se si tratta della madre.
• Fattori biologici.
Il patrimonio genetico, gli ormoni e i neurotrasmettitori probabilmente sono fattori che possono influire sulla comparsa della bulimia.
• Cause immunitarie
Secondo alcuni ricercatori bulimia e anoressia potrebbero dipendere da difetti del sistema immunitario causati da reazioni autoimmunitarie verso strutture dell’ipotalamo e/o dell’ipofisi coinvolte nei processi di regolazione del metabolismo corporeo (Lindfors et al., 2011).

Sono considerati fattori di rischio per lo sviluppo di disturbi del comportamento alimentare (DCA):
• la presenza di un familiare a dieta per qualsiasi motivo
• critiche continue di familiari verso alimentazione, peso o forme corporee
• frequentazione di ambienti che enfatizzano la magrezza del corpo (danza, moda, sport)
• obesità dei genitori
• obesità infantile
• genitori iperprotettivi
• episodi di scherno per il peso e/o la forma del proprio corpo
• appartenenza a famiglie con un certo grado di cultura e disponibilità economica ma con vita sociale limitata
• appartenenza a famiglie con confine labile tra il ruolo genitoriale e quello dei figli

Sono state individuate inoltre delle caratteristiche specifiche di personalità che si riscontrano nei pazienti con disturbi dell’alimentazione (DCA). Tali caratteristiche sono considerati dei “fattori di vulnerabilità individuale”, sono cioè dei fattori che favoriscono lo sviluppo di bulimia, anoressia o altri disturbi del comportamento alimentare. Tali fattori comprendono bassa autostima, tendenza ad estremizzare le situazioni (tutto è “bianco o nero”), perfezionismo.