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Cancro alla prostata (tumore della prostata)

Sintomi

Quali sono i sintomi del Cancro alla prostata (tumore della prostata)?

I sintomi del cancro alla prostata (tumore della prostata) comprendono:

Una delle caratteristiche cliniche più importanti del cancro alla prostata (tumore della prostata) è che, nelle fasi iniziali, può non provocare alcun sintomo. Molti casi di tumore della prostata localizzato vengono infatti individuati quando il paziente non presenta disturbi direttamente attribuibili alla neoplasia, per esempio in seguito al riscontro di un aumento dell’antigene prostatico specifico (Prostate-Specific Antigen, PSA) o durante accertamenti effettuati per altre ragioni. L’assenza di sintomi non consente quindi di escludere la presenza di un tumore prostatico (Ficarra et al., 2024; Ploussard et al., 2022; Parker et al., 2020).

La comparsa dei sintomi dipende soprattutto dalla sede e dall’estensione della malattia. Quando il cancro alla prostata aumenta di volume o si estende localmente può determinare disturbi a carico dell’apparato urinario; nelle forme metastatiche, invece, i sintomi possono essere legati agli organi interessati dalla diffusione del tumore della prostata, in particolare allo scheletro.

I disturbi urinari

Quando presenti, i disturbi urinari possono rientrare nel gruppo dei cosiddetti sintomi del basso tratto urinario (Lower Urinary Tract Symptoms, LUTS). Possono comprendere difficoltà a iniziare la minzione, riduzione della forza o intermittenza del getto urinario, necessità di urinare frequentemente (pollachiuria), bisogno urgente di urinare (urgenza minzionale), necessità di alzarsi una o più volte durante la notte per urinare (nicturia), sensazione di incompleto svuotamento della vescica e, nelle forme più avanzate, ritenzione urinaria.

È però importante sottolineare che questi sintomi non sono specifici del cancro alla prostata. I LUTS sono molto comuni negli uomini con l’avanzare dell’età e possono dipendere da numerose condizioni, prima fra tutte l’iperplasia prostatica benigna (IPB). Anche la relazione epidemiologica tra LUTS e tumore della prostata è complessa: la presenza dei sintomi urinari, da sola, ha una capacità limitata di predire la presenza di una neoplasia prostatica (Ficarra et al., 2024).

Questo aspetto dipende anche dall’anatomia della prostata. L’iperplasia prostatica benigna si sviluppa prevalentemente nella zona di transizione, che circonda l’uretra prostatica, e può quindi interferire precocemente con il flusso urinario. La maggior parte degli adenocarcinomi prostatici, invece, origina nella zona periferica della ghiandola: un tumore prostatico può quindi svilupparsi e crescere per un certo periodo senza comprimere significativamente l’uretra e senza determinare sintomi urinari evidenti.

Per questo motivo sarebbe improprio presentare difficoltà a urinare, nicturia o aumento della frequenza minzionale come segni caratteristici del cancro alla prostata. Sono piuttosto sintomi che richiedono una valutazione clinica, durante la quale devono essere considerate sia cause benigne sia, quando appropriato in relazione all’età e agli altri fattori di rischio, la possibilità di un tumore della prostata (Ficarra et al., 2024).

Sangue nelle urine o nel liquido seminale

Un tumore della prostata localmente più esteso può occasionalmente associarsi alla presenza di sangue nelle urine (ematuria). L’ematuria, tuttavia, non è specifica del cancro prostatico e può dipendere da numerose altre patologie dell’apparato urinario; proprio per questo richiede un appropriato approfondimento diagnostico.

Anche la presenza di sangue nel liquido seminale, definita emospermia o ematospermia, può suscitare preoccupazione. Nella maggior parte dei casi, soprattutto negli uomini più giovani, questo fenomeno ha però un’origine benigna, spesso infiammatoria o infettiva. Una revisione sistematica condotta su oltre 2.000 pazienti ha rilevato neoplasie soprattutto negli uomini di età superiore ai 40 anni e, tra le neoplasie diagnosticate, quella prostatica era la più rappresentata (Madhushankha et al., 2021).

L’ematospermia persistente o ricorrente, soprattutto in un uomo adulto con altri fattori di rischio o anomalie del PSA o dell’esplorazione rettale, merita pertanto una valutazione medica, ma non equivale di per sé a un segno di cancro alla prostata.

Dolore pelvico e disturbi locali

Con la progressione locale del tumore della prostata possono comparire dolore o fastidio nella regione pelvica o perineale e sintomi dovuti all’interessamento delle strutture vicine. Anche in questo caso si tratta di manifestazioni poco specifiche, che possono essere provocate da numerose condizioni urologiche, gastrointestinali o muscoloscheletriche.

Un cancro alla prostata localmente avanzato può inoltre determinare una maggiore ostruzione delle vie urinarie, fino alla ritenzione urinaria. Se l’ostruzione interessa gli ureteri, cioè i condotti che trasportano l’urina dai reni alla vescica, può verificarsi dilatazione delle vie urinarie superiori (idroureteronefrosi) e, nei casi più importanti o bilaterali, compromissione della funzione renale.

I sintomi del tumore della prostata metastatico

Il quadro clinico cambia quando il cancro alla prostata si diffonde a distanza. La sede metastatica più caratteristica è lo scheletro, e proprio le metastasi ossee sono responsabili di alcune delle manifestazioni più importanti del tumore della prostata avanzato (Goode et al., 2023; Parker et al., 2020).

Dolore osseo

Il dolore osseo persistente rappresenta uno dei sintomi più caratteristici della malattia metastatica sintomatica. Può interessare soprattutto colonna vertebrale, bacino, anche, coste o altre sedi scheletriche. A differenza dei comuni dolori muscoloscheletrici, può essere persistente, progressivo e non necessariamente correlato al movimento.

Le metastasi ossee del tumore prostatico possono compromettere la struttura dell’osso e favorire eventi scheletrici clinicamente rilevanti, tra cui dolore cronico, limitazione della mobilità e fratture patologiche, cioè fratture che si verificano in un osso indebolito dalla malattia neoplastica (Goode et al., 2023).

La comparsa di dolore osseo non significa comunque automaticamente che il cancro alla prostata abbia prodotto metastasi: anche in un paziente con tumore prostatico sono possibili le comuni patologie osteoarticolari e degenerative dell’età adulta. Un dolore nuovo, persistente o progressivo richiede però un approfondimento.

Dolore alla schiena e compressione del midollo spinale

Una delle complicanze più importanti delle metastasi vertebrali da tumore della prostata è la compressione midollare metastatica, che costituisce un’emergenza oncologica. Il primo segnale può essere un dolore vertebrale nuovo o progressivamente ingravescente.

Alla compressione delle strutture nervose possono successivamente associarsi debolezza degli arti, difficoltà nel camminare, alterazioni della sensibilità, formicolii o intorpidimento e disturbi della funzione vescicale o intestinale.

La presenza, in un paziente con cancro alla prostata, di dolore vertebrale progressivo associato a nuovi sintomi motori, sensitivi o sfinterici deve quindi essere valutata urgentemente, perché il ritardo diagnostico può determinare danni neurologici irreversibili (Conde-Moreno et al., 2026).

Sintomi generali della malattia avanzata

Nelle fasi avanzate del tumore della prostata possono comparire anche manifestazioni sistemiche, come stanchezza marcata, riduzione dell’appetito, perdita involontaria di peso e progressivo deterioramento delle condizioni generali. Questi sintomi non sono specifici del cancro prostatico e, quando presenti, devono essere interpretati nel contesto clinico complessivo.

Anche l’anemia può contribuire alla stanchezza, alla debolezza e alla ridotta tolleranza allo sforzo nelle fasi avanzate del cancro alla prostata. In questi pazienti il quadro sintomatologico può derivare contemporaneamente dal tumore, dalla sua diffusione metastatica, dalle condizioni generali del paziente e, dopo l’inizio delle cure, anche dagli effetti dei trattamenti.

Sintomi e aggressività del tumore della prostata

L’intensità dei sintomi non permette di stabilire quanto un tumore della prostata sia aggressivo. Un cancro alla prostata clinicamente significativo può essere completamente asintomatico, mentre disturbi urinari anche molto fastidiosi possono dipendere da una patologia prostatica benigna.

Allo stesso modo, non esiste una relazione semplice tra dimensioni del tumore e sintomatologia. La sede della neoplasia, l’estensione locale e l’eventuale presenza di metastasi sono determinanti almeno quanto il volume della lesione. È quindi possibile che un tumore prostatico confinato prevalentemente alla zona periferica raggiunga dimensioni non trascurabili senza provocare una significativa ostruzione urinaria.

Per stabilire la natura e l’aggressività del cancro alla prostata non ci si può quindi basare sui sintomi, ma sono necessari gli appropriati strumenti diagnostici e di stadiazione (Ploussard et al., 2022; Parker et al., 2020; Litwin, Tan, 2017).

Ci sono differenze dei sintomi in base all’età?

Non esiste una sintomatologia specifica del tumore della prostata nel paziente più giovane rispetto all’anziano. La differenza principale riguarda piuttosto il contesto nel quale i sintomi vengono interpretati.

Con l’aumentare dell’età diventano infatti molto comuni l’iperplasia prostatica benigna e i LUTS. In un uomo anziano, quindi, nicturia, urgenza, aumento della frequenza minzionale o riduzione della forza del getto urinario possono coesistere con un cancro alla prostata senza essere necessariamente provocati dal tumore stesso. È uno dei motivi per cui la valutazione clinica non può basarsi semplicemente sulla presenza o sull’assenza di disturbi urinari (Ficarra et al., 2024).

Nei pazienti più giovani il tumore della prostata è meno frequente e i sintomi urinari hanno più spesso altre spiegazioni. Ciò non significa, tuttavia, che un disturbo persistente, un’ematuria, un’ematospermia ricorrente o altri sintomi sospetti debbano essere ignorati.

Quando rivolgersi al medico?

La comparsa di nuovi disturbi urinari persistenti, sangue nelle urine, ematospermia persistente o ricorrente oppure dolore pelvico richiede una valutazione medica, soprattutto negli uomini appartenenti alle fasce di età nelle quali aumenta l’incidenza del cancro alla prostata. La valutazione non implica necessariamente che vi sia un sospetto elevato di tumore: serve soprattutto a distinguere le numerose possibili cause dei sintomi.

Un’attenzione particolare deve essere riservata a dolore osseo o vertebrale persistente e progressivo, soprattutto in una persona con tumore della prostata già diagnosticato. Dolore alla schiena associato a debolezza degli arti, difficoltà a camminare, perdita o alterazione della sensibilità oppure nuovi disturbi urinari o intestinali può indicare una compressione del midollo spinale e richiede una valutazione medica urgente.

Il concetto fondamentale è quindi che il cancro alla prostata non possiede un sintomo precoce caratteristico. L’assenza di disturbi non esclude la malattia e, viceversa, la presenza di disturbi urinari non significa necessariamente avere un tumore della prostata. È proprio questa scarsa specificità della sintomatologia a rendere necessari, quando indicati, PSA, visita urologica, esplorazione rettale e successivi accertamenti diagnostici (Ficarra et al., 2024; Ploussard et al., 2022).

 

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