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Candida

Cause


         

Quali sono le cause della Candida?

L’infezione da Candida è causata da funghi appartenenti al genere Candida, della classe dei Saccharomycetes (detti anche lieviti).
Sono state identificate almeno 150 specie differenti di Candida che possono indurre infezioni nell’uomo, la maggior parte delle quali è causata da Candida albicans; altre specie sono rappresentate dalla Candida tropicalis, Candida glabrata, Candida parapsilosis, Candida dubliniensis, Candida krusei. In Europa e negli Stati Uniti, le specie più diffuse sono la Candida albicans e la Candida glabrata, mentre le altre specie sono state isolate prevalentemente nel sud America e in Asia (Falagas et al., 2010).

La Candida albicans è un micete saprofita dimorfico presente abitualmente nell’organismo umano a livello del tratto gastrointestinale, dove è coinvolta nel processo di digestione degli zuccheri tramite fermentazione, ed in concentrazioni minime a livello del del cavo orale, della cute, degli organi genitali.
In condizioni normali le cellule di Candida hanno una forma tondeggiante (spore), ma possono assumere un aspetto allungato (pseudo-ife e pseudo-miceli) e, in questa forma, penetrare attraverso la cute e le mucose o diffondersi nel circolo sanguigno. Dal sangue la Candida può raggiungere gli organi (fegato, milza, reni, sistema nervoso centrale, ossa, occhi, polmoni) e causare meningiti, endocarditi, ascessi polmonari. Il fungo si trasforma quindi da microrganismo simbionte (tratto gastrointestinale) a microrganismo parassita e patogeno (tessuti ed organi diversi dal tratto gastrointestinale). La diffusione del microrganismo avviene grazie agli enzimi prodotti dal fungo (fosfolipasi, proteinasi, lipasi), che lisano la membrana plasmatica delle cellule dell’organismo ospite e permettono la penetrazione nei tessuti (Hruskova-Heidingsfeldova, 2008).

Le infezioni da Candida vengono definite opportunistiche, poiché tendono a comparire quando si verificano alterazioni nei meccanismi di difesa attuati dall’organismo contro gli agenti patogeni.
I fattori che possono favorire la proliferazione della Candida sp. sono:
• alterazioni della barriera cutanea o delle mucose dovute ad umidità, macerazione cutanea, trattamenti farmacologici per via topica, ustioni, procedure diagnostiche o terapie che prevedono l’inserimento di cateteri, operazioni chirurgiche
• assunzione di farmaci cortisonici. Terapie prolungate a base di corticosteroidi ad alti dosaggi per il trattamento di asma, lupus eritematoso sistemico (LES), colite ulcerosa, sarcoidosi, sindrome di Cushing inibiscono i processi antinfiammatori attuati dall’organismo e possono favorire l’insorgenza di infezioni da Candida
• assunzione di antibiotici ad ampio spettro. Gli antibiotici riducono la flora batterica intestinale e vaginale abitualmente presente nell’organismo, che ha la funzione di limitare una eventuale proliferazione eccessiva di agenti patogeni, come le ife e i miceli prodotti da Candida sp.
• assunzione di farmaci chemioterapici, immunosoppressori, che provocano inibizione del sistema immunitario
• assunzione di contraccettivi orali. È stato riportato un aumento dell’incidenza di infezioni vaginali recidivanti da Candida pari al 11-12% in donne che assumono contraccettivi orali (Spinillo et al., 1995)
• condizioni fisiologiche particolari (età pediatrica, ciclo mestruale, gravidanza). La Candida albicans fa parte dei microrganismi che costituiscono la normale flora vaginale, la quale contribuisce a mantenere il pH costante (3,8-4,5) e a regolare la lubrificazione. L’aumento del pH vaginale, causato dalla gravidanza o dai rapporti sessuali, e le alterazioni dei livelli ematici di ormoni che si verificano durante la gravidanza o il periodo del ciclo mestruale, possono favorire la proliferazione della Candida. Studi in vitro su colture di Candida albicans hanno evidenziato un aumento dose-dipendente della proliferazione del microrganismo in seguito ad aggiunta di 17beta-estradiolo o etinilestradiolo (Cheng et al., 2006).
• neutropenia; la diminuzione dei livelli ematici di neutrofili favorisce il passaggio della Candida nel circolo sanguigno
• patologie che causano compromissione o depressione del sistema immunitario (diabete, neoplasie, infezione da HIV, linfoma di Hodgkin)

Le infezioni genitali da Candida possono essere contratte anche per via sessuale in seguito a rapporti con persone affette da candidosi.

Un altro fattore che può favorire l’insorgenza di infezioni micotiche da Candida sp. è rappresentato dalla degenza in ambiente ospedaliero.
In Italia, Candida albicans causa la maggior parte delle infezioni ospedaliere da Candida (58%), seguita da Candida parapsilosis (15%), Candida glabrata (13%), Candida tropicalis (6%). Nei pazienti ospedalizzati, infezioni da Candida possono insorgere per la presenza di cateteri intravascolari (89%), terapia con antibiotici (88%), operazioni chirurgiche (56%), terapia intensiva (45%). Altri fattori di rischio per lo sviluppo di infezioni da Candida sono le patologie neoplastiche, il trattamento con farmaci steroidei, le alterazioni del quadro ematologico e le infezioni da HIV (Tortorano et al., 2002).
I pazienti ricoverati nelle unità di terapia intensiva possono sviluppare infezioni da Candida. In Italia tra il 1984 e il 2000 la percentuale di incidenza non ha subito variazioni (circa 50%), mentre è aumentata l’incidenza di infezioni causate da specie di Candida non-albicans (Tortorano et al., 2004). Negli Stati Uniti la percentuale di infezioni del sangue nosocomiali causate da Candida sp. è intorno a 8-9% (Edmond et al., 1999; Wisplinghoff et al., 2004).

Da uno studio condotto in Italia in otto ospedali e cliniche ginecologiche è emerso che la maggior parte delle infezioni vaginali da Candida, sia sporadiche che ricorrenti, sono causate da Candida albicans (77%); le altre specie che inducono candidosi vaginale sono la Candida glabrata (14,6%) e Candida krusei (4%). I fattori di rischio associati all’insorgenza di infezioni vaginali da Candida sono lo stile di vita (circa 30%), assunzione di contraccettivi orali (20,8%), recente terapia con antibiotici (15,9%), gravidanza (10,3%), terapia ormonale sostitutiva (3,4%) (Corsello et al., 2003).

L’impiego dell’anello vaginale Nuvaring come metodo contraccettivo potrebbe essere associato ad un aumento dell’incidenza di infezioni vaginali da Candida. Uno studio in vitro ha evidenziato che i microrganismi di Candida aderisconono al dispositivo e possono favorire l’insorgenza di infezioni vaginali acute o recidivanti (Camacho et al., 2007).