La colica renale, detta anche colica reno-ureterale, è una sindrome dolorosa acuta provocata generalmente da un’ostruzione improvvisa, completa o parziale, del deflusso dell’urina lungo le vie urinarie superiori. (leggi)
La colica renale non è una malattia autonoma, ma una manifestazione clinica provocata generalmente da un’ostruzione acuta del deflusso dell’urina nelle vie urinarie superiori, soprattutto a livello dell’uretere. (leggi)
La colica renale si manifesta tipicamente con un dolore improvviso e molto intenso, generalmente localizzato a un lato della regione lombare o al fianco. (leggi)
La diagnosi di colica renale parte dalla valutazione clinica, ma non dovrebbe basarsi esclusivamente sulle caratteristiche del dolore. (leggi)
l trattamento della colica renale ha innanzitutto l’obiettivo di controllare rapidamente il dolore. (leggi)
La colica renale non è una malattia autonoma, ma la manifestazione acuta di un’ostruzione delle vie urinarie, nella maggior parte dei casi provocata dal passaggio di un calcolo nell’uretere. (leggi)
Se ritieni di avere i sintomi di una colica renale, o se a qualcuno dei tuoi familiari è stata diagnosticata una colica renale, parlane con il tuo medico di fiducia. (leggi)
Le medicine non convenzionali tendono ad avere un approccio olistico nei confronti della malattia, tendono cioè a considerare “il malato” nella sua complessità di individuo, al di là del singolo organo malato. (leggi)
Le informazioni contenute nella ricerca Pharmamedix dedicata alla colica renale sono state analizzate con riferimento alle fonti seguenti. (leggi)
Che cos'è la Colica renale?
La colica renale, detta anche colica reno-ureterale, è una sindrome dolorosa acuta provocata generalmente da un’ostruzione improvvisa, completa o parziale, del deflusso dell’urina lungo le vie urinarie superiori. Nella grande maggioranza dei casi l’ostruzione è determinata da un calcolo che, dal rene, entra nell’uretere e ne ostacola il normale transito dell’urina. La colica renale rappresenta quindi una delle manifestazioni cliniche più caratteristiche della calcolosi urinaria (urolitiasi), ma i due termini non sono sinonimi: la calcolosi indica la presenza o la formazione di calcoli nelle vie urinarie, mentre la colica descrive l’episodio doloroso acuto che può derivarne (Leboutte, Neisius, 2024; Travaglini et al., 2004).
Il termine “colica” potrebbe far pensare che il dolore dipenda semplicemente da contrazioni spasmodiche dell’uretere. Il meccanismo è in realtà più complesso. L’ostruzione ostacola il deflusso dell’urina e determina un aumento della pressione a monte dell’ostacolo, con distensione dell’uretere e della pelvi renale. A questi fenomeni si associano modificazioni della peristalsi ureterale e la liberazione di mediatori, tra cui le prostaglandine, che favoriscono vasodilatazione renale, aumento della pressione intraluminale, edema e contrazioni della muscolatura ureterale. La combinazione di distensione, aumento pressorio e attività ureterale contribuisce alla comparsa del dolore intenso caratteristico della colica (Travaglini et al., 2004).
Il dolore compare tipicamente in maniera improvvisa nella regione lombare o al fianco e può irradiarsi anteriormente e verso il basso, seguendo il decorso dell’uretere fino all’inguine e ai genitali. La sede e l’irradiazione possono modificarsi mentre il calcolo progredisce lungo l’uretere. Il dolore è generalmente molto intenso e può essere accompagnato da nausea, vomito, agitazione e sintomi urinari. Queste manifestazioni saranno approfondite nel capitolo dedicato ai sintomi.
Colica renale e ostruzione delle vie urinarie
Un aspetto importante è che colica renale, calcolo e ostruzione non devono essere considerati automaticamente equivalenti. La presenza di un calcolo renale che rimane all’interno del rene può essere del tutto asintomatica e non provocare una colica. Viceversa, un quadro clinico compatibile con una colica renale richiede una valutazione diagnostica perché il dolore al fianco può essere provocato anche da condizioni differenti dalla calcolosi (urolitiasi).
Questo punto emerge chiaramente anche dagli studi italiani. In uno studio clinico, condotto su pazienti giunti in Pronto Soccorso con sintomi di colica renale, il successivo iter diagnostico dimostrò la presenza di un calcolo nel 56% dei casi, mentre nel 12% furono individuate diagnosi alternative (Trinchieri et al., 2008).
La colica renale deve pertanto essere considerata inizialmente una sindrome clinica, la cui causa più frequente è l’ostruzione ureterale provocata da un calcolo, ma la cui origine deve essere confermata attraverso un appropriato percorso diagnostico. Questa distinzione è particolarmente importante perché permette di non identificare automaticamente qualsiasi dolore lombare acuto con la presenza di un calcolo.
Epidemiologia
World
Definire con precisione la diffusione mondiale della colica renale è più difficile rispetto alla calcolosi renale. Gli studi epidemiologici utilizzano infatti indicatori differenti – episodi di colica, accessi in Pronto Soccorso, diagnosi di urolitiasi o prevalenza di calcoli – e non esiste quindi una singola stima mondiale direttamente comparabile della prevalenza della colica renale.
La dimensione del fenomeno può essere compresa considerando innanzitutto la diffusione della calcolosi, che ne rappresenta la causa principale. Una revisione internazionale ha riportato prevalenze della nefrolitiasi (calcoli renali) comprese indicativamente tra il 7 e il 13% in Nord America, il 5 e il 9% in Europa e l’1 e il 5% in Asia, evidenziando inoltre un aumento della malattia litiasica in numerose aree del mondo (Sorokin et al., 2017).
Dati più recenti confermano il notevole burden globale dell’urolitiasi, ma non devono essere interpretati come stime dell’incidenza della colica renale: nel 2021 sono stati stimati circa 106 milioni di nuovi casi di urolitiasi nel mondo (Zheng et al., 2025).
Anche le condizioni climatiche sembrano influenzare la comparsa degli episodi. Una recente revisione sistematica e meta-analisi ha esaminato specificamente la relazione tra temperatura ambientale e rischio di colica renale, confermando l’interesse epidemiologico per il possibile ruolo delle alte temperature e della disidratazione nel favorire eventi acuti correlati alla calcolosi (Mazumder et al., 2026).
Europa
I dati europei disponibili confermano che la colica renale rappresenta una causa frequente di ricorso ai servizi di emergenza.
In Francia, un’analisi basata sulla rete nazionale di sorveglianza delle emergenze ha indicato che la colica renale rappresenta circa l’1,1% degli accessi annuali in Pronto Soccorso; l’età media dei pazienti era di circa 45 anni e il 62% era di sesso maschile (Savoie et al., 2021; Boissier et al., 2021).
Uno studio condotto in Spagna su oltre 700.000 accessi al Pronto Soccorso registrati tra il 2005 e il 2013 ha individuato 9.330 episodi di colica renale, corrispondenti all’1,41% degli accessi considerati. L’età media era di 47 anni e gli uomini rappresentavano il 55,6% dei casi. Lo stesso studio ha osservato un aumento degli episodi nei mesi estivi e una correlazione significativa tra temperatura media mensile e frequenza degli accessi per colica renale (Cepeda Delgado et al., 2015).
Nel complesso, questi dati mostrano come la colica renale costituisca una causa non trascurabile di accesso alle strutture di emergenza europee, interessando soprattutto adulti in età giovane e intermedia e mostrando, in diversi studi, una maggiore frequenza nel sesso maschile.
Italia
Anche in Italia i dati disponibili derivano prevalentemente da studi condotti nei servizi di emergenza e non da sistemi nazionali di sorveglianza; devono quindi essere considerati stime locali e non dati rappresentativi dell’intera popolazione italiana.
In uno studio condotto presso un ospedale italiano, Trinchieri e colleghi registrarono 495 accessi per colica renale nell’arco di dodici mesi. Gli episodi rappresentavano circa lo 0,9% degli accessi considerati, con un tasso annuale pari a 0,158 accessi per 100 abitanti della popolazione di riferimento. Il rapporto uomini/donne era 2,19, indicando una netta prevalenza maschile (Trinchieri et al., 2008).
Risultati analoghi emergono dallo studio condotto presso il Pronto Soccorso dell’Università di Pisa. Nel corso del 2005, su 70.621 accessi complessivi, 696 casi – circa l’1% – ricevettero una diagnosi di colica renale o calcolosi. Il rapporto uomini/donne era 1,4:1 e la maggiore frequenza si osservava nella fascia di età compresa tra 25 e 44 anni. Anche in questo studio gli episodi risultavano più frequenti durante i mesi estivi, in particolare a luglio (Cupisti et al., 2008).
Ulteriori osservazioni italiane condotte su periodi pluriennali hanno studiato proprio l’associazione tra condizioni climatiche e numero di accessi per colica renale, rafforzando l’ipotesi che temperatura e condizioni ambientali possano contribuire alla variabilità temporale degli episodi (Cervellin et al., 2011).
Nel complesso, pur in assenza di un dato nazionale recente e uniforme, gli studi italiani disponibili indicano che la colica renale rappresenta circa l’1% degli accessi nei servizi di emergenza nelle casistiche studiate, con una maggiore frequenza negli uomini, soprattutto nell’età adulta, e con una possibile maggiore concentrazione degli episodi nei periodi più caldi dell’anno.