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Dermatite atopica

Sintomi

Quali sono i sintomi della Dermatite atopica?

I sintomi della dermatite atopica comprendono:

La dermatite atopica si manifesta con un insieme di segni e sintomi che variano in funzione dell'età del paziente, della gravità della malattia, della fase clinica e del fototipo cutaneo. Sebbene il quadro possa essere molto eterogeneo, esistono alcune caratteristiche comuni che permettono di riconoscere la malattia nella maggior parte dei casi. Il sintomo dominante è il prurito, accompagnato da secchezza cutanea, lesioni eczematose, decorso cronico-recidivante e frequente compromissione della qualità di vita (Wollenberg et al., 2025; Guttman-Yassky et al., 2025).

Il prurito: il sintomo cardine

Il prurito rappresenta il sintomo più caratteristico della dermatite atopica ed è considerato un criterio diagnostico essenziale. Può comparire già nelle fasi iniziali della malattia e, in molti pazienti, precede la comparsa delle lesioni cutanee. La sua intensità è estremamente variabile: alcuni soggetti riferiscono un fastidio intermittente, mentre altri descrivono un prurito continuo, particolarmente intenso durante le ore serali e notturne.

La fisiopatologia del prurito nella dermatite atopica è complessa e coinvolge l'interazione tra sistema immunitario, cheratinociti e terminazioni nervose cutanee. Citochine come l'interleuchina-31 (IL-31), l'interleuchina-4 (IL-4) e l'interleuchina-13 (IL-13) contribuiscono ad aumentare la sensibilità delle fibre nervose periferiche, amplificando la percezione dello stimolo pruriginoso (Bieber, 2022).

Il prurito induce il paziente a grattarsi, instaurando il cosiddetto circolo vizioso prurito-grattamento. Il grattamento provoca infatti microtraumi, peggiora il danno della barriera epidermica, favorisce la penetrazione di irritanti e microrganismi e intensifica ulteriormente l'infiammazione, alimentando nuovi episodi di prurito.

Secchezza della pelle (xerosi)

La xerosi, cioè la marcata secchezza cutanea, rappresenta una delle manifestazioni più costanti della dermatite atopica. La pelle appare ruvida, opaca, poco elastica e facilmente irritabile. Questa condizione deriva principalmente dall'alterazione della barriera epidermica, che determina un aumento della perdita transepidermica di acqua (transepidermal water loss, TEWL).

La secchezza può interessare anche aree apparentemente indenni e spesso persiste anche durante i periodi di remissione clinica. Per questo motivo il trattamento emolliente quotidiano rappresenta uno dei pilastri della gestione della malattia (Langan et al., 2020).

Le lesioni cutanee

Le manifestazioni cutanee variano notevolmente nelle diverse fasi della malattia.

Nella fase acuta prevalgono eritema (arrossamento), edema (gonfiore), piccole papule, vescicole contenenti liquido sieroso ed essudazione. Le lesioni possono rompersi facilmente formando croste superficiali.

Quando l'infiammazione persiste, le lesioni assumono caratteristiche croniche. La cute diventa ispessita (lichenificazione), aumenta la visibilità del normale disegno cutaneo e compaiono fissurazioni dolorose, desquamazione e pigmentazione post-infiammatoria.

È frequente osservare la contemporanea presenza di lesioni acute e croniche nello stesso paziente, a testimonianza dell'andamento recidivante della malattia.

Distribuzione delle lesioni nelle diverse età

La sede delle lesioni cambia significativamente con l'età.

Nel lattante, generalmente entro il primo anno di vita, le lesioni interessano prevalentemente il volto, le guance, il cuoio capelluto e le superfici estensorie degli arti. L'area del pannolino è spesso risparmiata, probabilmente grazie all'elevata umidità locale.

Nel bambino più grande diventano tipiche le pieghe flessorie dei gomiti, delle ginocchia, dei polsi e delle caviglie. Anche il collo rappresenta una sede frequentemente interessata.

Negli adolescenti e negli adulti la dermatite atopica tende a localizzarsi alle superfici flessorie, alle mani, alle palpebre, al collo, al volto e alla regione peri-orale. In alcuni pazienti predominano forme localizzate alle mani, particolarmente rilevanti dal punto di vista funzionale e lavorativo.

Negli anziani la distribuzione può risultare più estesa e meno tipica, rendendo talvolta più difficile la diagnosi differenziale con altre dermatosi pruriginose croniche.

Manifestazioni nei diversi fototipi

Nei soggetti con fototipi più scuri il quadro clinico può presentare alcune peculiarità. L'eritema può essere meno evidente e assumere tonalità violacee o brunastre. Possono essere più marcate la lichenificazione, le alterazioni della pigmentazione e la presenza di lesioni follicolari.

Queste differenze possono ritardare il riconoscimento della malattia se il clinico si basa esclusivamente sull'intensità dell'arrossamento. Le più recenti linee guida sottolineano l'importanza di riconoscere le differenti espressioni cliniche della dermatite atopica nei diversi fototipi (Wollenberg et al., 2025).

Disturbi del sonno

Le alterazioni del sonno rappresentano una delle conseguenze più rilevanti della malattia. Il prurito aumenta frequentemente durante la notte, provocando risvegli ripetuti, riduzione della qualità del sonno e sonnolenza diurna.

Nei bambini questo fenomeno può determinare irritabilità, difficoltà di concentrazione e riduzione del rendimento scolastico. Negli adulti si associa frequentemente a riduzione della produttività lavorativa, stanchezza cronica e peggioramento della qualità della vita.

Impatto psicologico

La dermatite atopica esercita un importante impatto sulla salute mentale. Ansia, depressione, isolamento sociale e riduzione dell'autostima sono significativamente più frequenti rispetto alla popolazione generale, soprattutto nelle forme moderate e severe.

Il prurito cronico, la visibilità delle lesioni e la natura imprevedibile delle riacutizzazioni possono influenzare negativamente la vita familiare, sociale e professionale. Nei bambini la malattia coinvolge spesso anche i genitori, con aumento dello stress familiare e riduzione della qualità del sonno dell'intero nucleo.

Infezioni cutanee

L'alterazione della barriera epidermica aumenta la suscettibilità alle infezioni batteriche, virali e fungine.

Le infezioni da Staphylococcus aureus rappresentano la complicanza infettiva più frequente e possono manifestarsi con aumento dell'essudazione, croste giallastre, dolore e peggioramento improvviso dell'eczema.

Tra le infezioni virali riveste particolare importanza l'eczema erpetico, causato dal virus Herpes simplex, una condizione rara ma potenzialmente grave che richiede una diagnosi e un trattamento tempestivi. Anche il mollusco contagioso e alcune infezioni da papillomavirus risultano più frequenti nei pazienti con dermatite atopica.

Segni clinici associati

Oltre ai sintomi principali, possono essere presenti numerosi segni clinici caratteristici. Tra i più frequenti figurano la cheratosi pilare, caratterizzata da piccole papule ruvide localizzate soprattutto sulle superfici estensorie delle braccia e delle cosce, l'iperlinearità palmare, cioè l'accentuazione delle normali pieghe delle mani, il pallore del volto con accentuazione delle occhiaie (segno di Dennie-Morgan), la pitiriasi alba, costituita da chiazze ipopigmentate lievemente desquamanti, e la dermatite delle mani.

Sebbene nessuno di questi reperti sia specifico, la loro presenza può rafforzare il sospetto diagnostico nel corretto contesto clinico.

Decorso dei sintomi

La dermatite atopica è caratterizzata da un andamento cronico-recidivante. I sintomi tendono ad alternare periodi di relativo benessere a riacutizzazioni di intensità variabile. Nei bambini la malattia può migliorare progressivamente con la crescita, mentre in altri pazienti persiste fino all'età adulta o compare per la prima volta in età adulta.

La frequenza e la gravità delle riacutizzazioni dipendono dall'interazione tra predisposizione individuale, alterazione della barriera cutanea, risposta immunitaria e fattori ambientali, rendendo il decorso estremamente variabile da un paziente all'altro.

 

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