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Fibrillazione Atriale

Monografia scientifica

La Definizione di Fibrillazione Atriale - Che cos'รจ Fibrillazione Atriale?

La fibrillazione atriale è un’alterazione del ritmo cardiaco (aritmia) caratterizzata da battiti atriali a frequenza molto elevata (superiori a 300 battiti al minuto e fino a 600 battiti al minuto), disordinati e caotici, ai quali fanno seguito battiti ventricolari disordinati e caotici, a frequenza di solito meno elevata (100-200 battiti al minuto). (leggi)

Le Cause del Fibrillazione Atriale - Quali sono le cause del Fibrillazione Atriale?

La fibrillazione atriale è caratterizzata dall’alterazione del tessuto muscolare atriale e/o del tessuto specializzato per l’attivazione e la conduzione elettrica degli impulsi nel cuore. (leggi)

I Sintomi del Fibrillazione Atriale - Quali sono i sintomi del Fibrillazione Atriale?

I sintomi della fibrillazione atriale non sono specifici della malattia, sono soggettivi e variabili. Possono essere anche assenti. (leggi)

La Diagnosi del Fibrillazione Atriale - Come si diagnostica Fibrillazione Atriale?

La fibrillazione atriale si diagnostica con l’elettrocardiogramma a 12 derivazioni. (leggi)

Farmaci e Terapie per Fibrillazione Atriale - Quali farmaci per Fibrillazione Atriale?

La terapia della fibrillazione atriale deve essere praticata d’urgenza in caso di presenza di sintomi. (leggi)

La Prevenzione del Fibrillazione Atriale - Come prevenire Fibrillazione Atriale?

La prevenzione primaria della fibrillazione atriale si attua con l’individuazione e la correzione delle cause potenziali di fibrillazione atriale quali ad esempio lo scompenso cardiaco, l’ipertensione arteriosa, il diabete mellito, il sovrappeso/obesità, le patologie valvolari, la malattia renale cronica. (leggi)

Le Avvertenze per Fibrillazione Atriale - Cosa chiedere al medico e al farmacista sul Fibrillazione Atriale?

Se ritieni di avere i sintomi della fibrillazione atriale, o se a qualcuno dei tuoi familiari è stata diagnosticata la fibrillazione atriale, parlane con il tuo medico di fiducia. (leggi)

L'Omeopatia e la Fitoterapia per Fibrillazione Atriale - Quali farmaci e rimedi omeopatici e fitoterapici per Fibrillazione Atriale?

Le medicine non convenzionali tendono ad avere un approccio olistico nei confronti della malattia, tendono cioè a considerare “il malato“ nella sua complessità di individuo, al di là del singolo organo malato. (leggi)

La Bibliografia per Fibrillazione Atriale - Quali fonti bibliografiche considerare per Fibrillazione Atriale?

Le informazioni contenute nella ricerca Pharmamedix dedicata alla fibrillazione atriale sono state analizzate dalla redazione scientifica con riferimento alle fonti seguenti. (leggi)

Che cos'รจ Fibrillazione Atriale?

Ricorda sempre che l'informazione scientifica non può e non deve sostituirsi alla relazione con il Medico e il Farmacista, ma ha lo scopo di aiutarti a dialogare con loro e di raggiungere insieme le soluzioni migliori per la tua salute


La fibrillazione atriale è un’alterazione del ritmo cardiaco (aritmia) caratterizzata da battiti atriali a frequenza molto elevata (superiori a 300 battiti al minuto e fino a 600 battiti al minuto), disordinati e caotici, ai quali fanno seguito battiti ventricolari disordinati e caotici, a frequenza di solito meno elevata (100-200 battiti al minuto).

La fibrillazione atriale mette a rischio la persona che ne soffre di ictus cerebrale, insufficienza cardiaca, morbilità cardiovascolare.

Anatomia
Nella fibrillazione atriale sono alterati gli atri. L’alterazione può riguardare il tessuto muscolare atriale (miocardio atriale) e/o il tessuto specializzato nella formazione e nella conduzione degli impulsi elettrici nel muscolo cardiaco.

Le strutture anatomiche coinvolte nella fibrillazione atriale specializzate nell’attivazione e conduzione elettrica degli stimoli che portano alla contrazione del muscolo cardiaco sono:
a) Nodo seno-atriale
Il nodo seno-atriale, situato nell’atrio destro vicino allo sbocco della vena cava superiore, è il segnapassi che genera gli impulsi elettrici che vengono trasmessi agli atri e al nodo atrio-ventricolare attraverso i fasci internodali.
b) Nodo atrio-ventricolare
Il nodo atrio-ventricolare, situato nell’atrio destro a sinistra dell’orifizio del seno coronario, rallenta gli impulsi elettrici consentendo agli atri di contrarsi e diffonde poi gli stimoli rapidamente attraverso il fascio di His.
c) Fascio di His
Il fascio di His, situato nel setto interventricolare si divide in due branche, destra e sinistra, che decorrono lungo il setto interventricolare.
d) Branche destra e sinistra del fascio di His
Le branche destra e sinistra del fascio di His si suddividono formando la fitta rete delle fibre di Purkinje che entrano in contatto con le fibre muscolari cardiache che stimolate si contraggono.

Le strutture muscolari del cuore interessate nella fibrillazione atriale sono gli atri:
a) l’atrio sinistro riceve il sangue ossigenato proveniente dalle vene polmonari e lo convoglia al ventricolo sinistro attraverso la valvola mitrale. La contrazione atriale conclude lo scorrimento del sangue verso il ventricolo sinistro che durante il riempimento è rilasciato (diastole). Con la chiusura della valvola mitrale e l’apertura della valvola aortica, il ventricolo sinistro si contrae (sistole) ed invia il sangue ossigenato a tutto l’organismo attraverso le arterie;
b) l’atrio destro accoglie il sangue non ossigenato proveniente dalle vene cave e lo convoglia al ventricolo destro. Con la chiusura della valvola tricuspide e l’apertura della valvola polmonare, il sangue viene inviato ai polmoni, dove viene ossigenato attraverso le arterie polmonari.
Il sangue ossigenato ritorna all'atrio sinistro attraverso le vene polmonari e il ciclo si ripete.

Classificazione
La fibrillazione atriale si presenta in forme variabili da individuo a individuo.
Per facilitare la gestione della fibrillazione atriale, le linee guida ESC (European Society of Cardiology) 2016 propongono la seguente classificazione che deriva dalla valutazione di numerose altre classificazioni in precedenza effettuate dagli studiosi di tutto il mondo (Kirchhof et al., 2016):
a) Fibrillazione atriale di prima diagnosi: non si prendono in considerazione i sintomi o la durata
b) Fibrillazione atriale parossistica: fibrillazione atriale che si interrompe entro sette giorni (di solito entro 48 ore) spontaneamente o dopo terapia
c) Fibrillazione atriale persistente: fibrillazione atriale che dura oltre sette giorni indipendentemente dalla terapia
d) Fibrillazione atriale persistente di lunga durata: fibrillazione atriale che dura da oltre un anno
e) Fibrillazione atriale permanente: fibrillazione atriale che viene accettata dal medico e dal paziente senza effettuare terapie di controllo del ritmo.

Epidemiologia
La fibrillazione atriale è molto frequente nella popolazione mondiale ed è oggetto di grande attenzione da parte della sanità pubblica perché è gravata da un rischio elevato di ictus cerebrale, insufficienza cardiaca, morte improvvisa, morbilità cardiovascolare e impoverimento delle facoltà intellettive.

Il paziente affetto da fibrillazione atriale va incontro a frequenti ospedalizzazioni, visite specialistiche ed esami diagnostici. L’insieme dei sintomi, delle conseguenze e la necessità di ricorrere frequentemente all’assistenza medica riducono la qualità della vita nel paziente con fibrillazione atriale e gravano notevolmente sui costi della sanità pubblica.

La prevalenza della fibrillazione atriale (cioè il numero di casi presenti in un determinato periodo) nella popolazione mondiale è stimata intorno al 3% (Lloyd-Jones et al., 2004; Stewart et al., 2002).

Gli uomini hanno una prevalenza di fibrillazione atriale nettamente superiore rispetto alle donne (circa il doppio) (Chugh et al., 2014).

I pazienti affetti da ipertensione arteriosa, insufficienza cardiaca, cardiopatia ischemica, malattie delle valvole cardiache, obesità, insufficienza renale hanno una prevalenza più elevata di fibrillazione atriale.

La prevalenza della fibrillazione atriale aumenta con l’aumentare dell’età ed è massima nelle persone anziane. Gli adulti tra i 40 e 50 anni hanno un rischio di fibrillazione atriale nel corso della vita del 25% (pari a uno ogni quattro individui) (Naccarelli et al., 2009; Hylek et al., 2003; Nabauer et al., 2009).

La fibrillazione atriale aumenta la mortalità nelle donne di 2 volte e negli uomini di 1,5 volte. L’unica terapia in grado di ridurre la mortalità e l’ictus nei pazienti con fibrillazione atriale è la terapia anticoagulante (Binici et al., 2010; Brignole et al., 2009). Le terapie di controllo del ritmo e della frequenza cardiaca nella fibrillazione atriale migliorano i sintomi, ma non riducono la mortalità e la morbilità a lungo termine (Kirchhof et al., 2013; Al-Khatib et al., 2014).

Sia le donne che gli uomini affetti da fibrillazione atriale si giovano dello stesso trattamento sia diagnostico che terapeutico per la prevenzione dell’ictus e della mortalità (Ruff et al., 2014; Emdin et al., 2016; Forleo et al., 2007; Michelena et al., 2010).