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Fibrosi cistica

Diagnosi


         

Come si diagnostica la Fibrosi cistica?

Gli esami disponibili per diagnosticare la fibrosi cistica comprendono:

La fibrosi cistica è una malattia genetica causata da mutazioni a carico del gene che codifica per la proteina CFTR (Cystic Fibrosis Transmembrane Conductance Regulator o regolatore di conduttanza transmembrana della fibrosi cistica) coinvolta nello scambio di sali tra l’interno della cellula e l’ambiente esterno di molte ghiandole dell’organismo.

La diagnosi di fibrosi cistica viene posta tramite test genetici (ricerca delle mutazioni del gene CTFR) e di laboratorio (test della tripsina immunoreattiva, test del sudore).

Lo screening prenatale per la fibrosi cistica viene effettuato durante la gravidanza tramite villocentesi o amniocentesi. La villocentesi consiste nel prelevare un frammento di placenta (villo coriale) di pertinenza del feto (parte embrionale della placenta). L’amniocentesi consiste nel prelevate una piccola porzione di liquido amniotico. Tramite la villocentesi o l’amniocentesi è possibile condurre un’analisi genetica sul DNA fetale per individuare le mutazioni più frequenti che causano la fibrosi cistica (identificazione di circa l’85% dei casi di fibrosi cistica). L’analisi prenatale per la fibrosi cistica è indicata solo se c’è un rischio di malattia, cioè se i genitori sono entrambi portatori sani di fibrosi cistica.

Lo screening neonatale si effettua tramite il test della tripsina immunoreattiva (IRT, immunoreactive trypsinogen). Il test prevede il prelievo di una goccia di sangue dal tallone del neonato dopo 3-5 giorni dalla nascita e la misurazione della tripsina ematica con metodo immunologico. Nei neonati con fibrosi cistica infatti la concentrazione di tripsina nel sangue è molto elevata probabilmente per parziale ostruzione dei dotti pancreatici, e questo si verifica anche quando il bambino non presenta insufficienza pancreatica. Il test della tripsina immunoreattiva è positiva per valori superiori a 65 ng/ml (Zuccotti, Giovannini, 2012). Poiché il valore della tripsina può essere elevato anche in presenza di altre situazioni come la prematurità neonatale, il test della tripsina immunoreattiva può essere associato ad un altro test per la determinazione di un’altra proteina, la lattasi del meconio, anch’essa in concentrazione elevata per ridotta funzionalità del pancreas. Se entrambi i test risultano positivi, dopo un mese circa viene ripetuto il test della tripsina. Nei neonati con positività al test della tripsina non affetti da fibrosi cistica, i valori della tripsina tendono a normalizzarsi velocemente. Se il secondo test della tripsina immunoreattiva risulta ancora positivo, il bambino viene indirizzato al test del sudore (Repetto, 2010). Sul campione di sangue prelevato per il test della tripsina può essere effettuata anche la ricerca genetica per la fibrosi cistica. In presenza di due copie mutate del gene CFTR la diagnosi di fibrosi cistica è certa (diagnosi genetica). In presenza di una sola mutazione è indicato il test del sudore perché la positività di quest’ultimo costituisce evidenza clinica di disfunzione della proteina CFTR (non sempre infati è identificabile la seconda copia di gene mutato) (Zuccotti, Giovannini, 2012).

Il test del sudore rappresenta ancora oggi, nonostante la disponibilità di analisi genetiche, un test importante per la diagnosi di fibrosi cistica. Il test consiste nel dosare la concentrazione di cloro nel sudore. Il test è positivo per valori di ione cloro (Cl-) superiori a 50 mEq/L fino a 6 mesi di vita e superiori a 60 mEq/L dopo i 6 mesi di vita. LA fibrosi cistica viene considerata in forma lieve se il valore dello ione cloro è compreso fra 60 e 90 mEq/L, grave se compreso fra 90-120 mEq/L.
Il test del sudore viene effettuato su due campioni diversi di sudore raccolti nella stessa seduta per ridurre il rischio di un esito falso negativo o falso positivo. Nei neonati il test del sudore è di difficile applicabilità perché la produzione di sudore non è sufficiente per una diagnosi attendibile. Se il neonato presenta un quadro clinico riconducibile a fibrosi cistica, è preferibile eseguire un test genetico.