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Gonorrea

Cause

Quali sono le cause della Gonorrea?

La gonorrea, anche nota come blenorragia, è un’infezione causata dal batterio Neisseria gonorrhoeae, diplococco Gram-negativo appartenente al genere Neisseria, famiglia Nesseriaceae. Al genere Nesseria appartiene anche la specie patogena N. meningitidis e alcune specie non patogene che colonizzano l’apparato respiratorio superiore dell’uomo.

La Neisseria gonorrhoeae è costituita da due elementi a forma circolare (diplococco) appaiati e capsulati. Non forma spore e si divide per scissione trasversale.

La N. gonorrhoeae presenta delle strutture proteiche (pili) che dalla membrana cellulare si allungano verso l’esterno, ricordando vagamente i raggi del sole. L’espressione dei pili, regolata dal complesso genetico pil, è associata alla virulenza del batterio. I pili infatti sono coinvolti nell’interazione iniziale con le cellule epiteliali dell’ospite e possono svolgere un’azione antifagocitaria (la fagocitosi è uno dei meccanismi di base con cui il sistema immunitario dell’uomo si difende da virus e batteri). Il tipo di pilo espresso da N. gonorrhoeae può variare per ricombinazione genica e questo processo rappresenta uno dei meccanismi con cui il gonococco può eludere le difese immunitarie dell’uomo.

Nella membrana batterica sono state identificare tre tipi di proteine: la proteina I (Por), la proteina II (Opa) e la proteina III (Rmp). La proteina di membrana Por impedisce la fusione tra la membrana del gonococco e la membrana del linfocita polimorfonucleato ostacolando la formazione del fagolisosoma. I linfociti polimorfonucleati sono cellule del sistema immunitario che intervengono nelle fasi iniziali della risposta immunitaria, soprattutto in caso di infezione di virus e batteri. La proteina Opa è coinvolta nel processo di adesione fra gonococco e cellula epiteliale umana. Infine la proteina Rmp svolge una funzione protettiva degli antigeni di membrana verso l’azione di anticorpi.

Altre proteine strutturali di N. gonorrhoeae presenti sulla membrana esterna comprendono proteine (Tbp1 e Tbp2) in grado di legare la tansferrina delle cellule dell’ospite a specifici recettori presenti sull membrana batterica; la proteina Lbp in grado di legare la lattoferrina; il lipooligosaccaride (LOS) (endotossina); due enzimi, IgA-proteasi e beta-lattamasi, che idrolizzano, il primo, le immunoglobuline di classe IgA1, il secondo, l’anello beta-lattamico, struttura molecolare caratteristica di alcuni antibiotici (penicilline, cefalosporine, monobattami, carbapenemi), inattivandoli.

La N. gonorrhoeae si lega attraverso i pili e le proteine di adesione all’apitelio colonnare delle mucose, attraversa il tessuto connettivale situato sotto l’epitelio dove si moltiplica causando infiammazione. La fagocitosi dei batteri da parte dei linfociti polimorfonucleati dà origine all’essudato purulento che costituisce il caratteristico “scolo” tipico della malattia.

Tramite variazioni genetiche o acquisizione di materiale genetico da specie batteriche affini (trasmissione orizzontale di materiale genetico), la N. gonorrhoeae può acquisire resistenza agli antibiotici. La faringe è la sede dove più facilmente è possibile la trasmissione orizzontale di geni fra batteri perché può ospitare diverse specie di Neisseria (Unemo M et al., 2017).

Nel tempo il gonococco ha sviluppato resistenza verso tutte le classi di antibiotici che via via sono state utilizzate per combattere la malattia: sulfonamidi, penicilline, tetracicline, spiromicina, fluorochinoloni, macrolidi, cefalosporine. Il batterio ha sviluppato tutti i possibili meccanismi di resistenza: produzione di enzimi capaci di inattivare l’antibiotico (come ad esempio la produzione di beta lattamasi in grado di inattivare le penicilline); modificazione della struttura delle proteine batteriche obiettivo dell’azione dell’antibiotico o riduzione dell’affinità tra tali proteine batteriche e l’antibiotico; riduzione della possibilità per l’antibiotico di penetrare nella cellula batterica; aumento della capacità del batterio di eliminare l’antibiotico.

La maggior parte delle mutazioni batteriche del gonococco che portano a resistenza antimicrobica sono di tipo cromosomico, ma alcune sono acquisite tramite i plasmidi, porzioni di DNA circolare, presente nel citoplasma della cellula batterica non facenti parte del cromosoma batterico che possono essere trasferite da una cellula all’altra per trasmissione orizzontale. Sono di tipo plasmidico, i geni responsabili della resistenza batterica del gonococco alle penicilline e alle tetracicline.