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Gonorrea

Diagnosi


         

Come si diagnostica la Gonorrea?

Gli esami disponibili per diagnosticare la gonorrea comprendono:

La diagnosi di gonorrea si basa su esami di laboratorio di campioni biologici (secrezioni genitali, sangue, liquidi articolari). I campioni costituiti da secrezioni sono prelevati tramite tampone dalle sedi infette (uretra, cervice, retto, faringe). Nei paesi dove la reperibilità di laboratori diagnostici è difficile, la diagnosi di gonorrea viene fatta sull’osservazione dei sintomi clinici.

La presenza del gonococco può essere rilevata tramite l’analisi al microscopio con colorazione di Gram, con esami di coltura oppure con test che identificano gli acidi nucleici del microrganismo.

Colorazione di Gram
La colorazione di Gram è utilizzata per la diagnosi di gonorrea nell’uomo con secrezione uretrale (sensibilità =/> 95%) (Sherrard, Berlow, 1996). L’esame consente di individuare il gonococco all’interno dei linfociti polimorfonucleati. Questo tipo di test non è raccomandato, per la bassa sensibilità, negli uomini asintomatici e in caso di campioni biologici di secrezione da cervice (donne), faringe e retto (Centers for Disease Control and Prevention – CDC, 2014).

Esame colturale
L’esame colturale consiste nel seminare il campione biologico prelevato su un adatto terreno di coltura, in ambiente contenente anidride carbonica (5%). Questo tipo di esame richiede specifici accorgimenti sia nel prelevare il campione biologico sia nella sua conservazione fino al laboratorio dove il campione viene messo in coltura. La non corretta esecuzione di tutti gli step può rendere nullo il valore del test. L’esame colturale deve essere associato ad un test biochimico per avere la certezza della diagnosi di gonorrea. L‘esame colturale di per se stesso, infatti, indica solo la presenza di diplococchi Gram-negativi e ossidasi positivi, informazioni non sufficienti per avere la certezza di infezione da gonococco (Centers for Disease Control and Prevention – CDC, 2014). Sebbene l’esame colturale sia economico, specifico e sensibile se eseguito correttamente, il tempo necessario per avere l’esito (diversi giorni) e le specifiche di raccolta e di trasporto dei campioni biologici lo rendono poco ideale come esame diagnostico di routine. E’ vero anche, però, che l’isolamento in coltura dei batteri ne consente di verificare la suscettibilità agli antibiotici e di eseguire, se necessario, analisi genetiche.

NAAT
I test di amplificazione degli acidi nucleici (NAAT, nucleic acid amplification test) sono utilizzati per la diagnosi di gonorrea sia nell’uomo che nella donna anche asintomatici. Sono risultati più sensibili dell’esame colturale (Cook et al., 2005; Van Dyck et al., 2001). I NAAT non richiedono la presenza di batteri vitali e, in via teorica, sono in grado di dare un esito positivo anche a partire da una singola copia di DNA o RNA batterico. Poiché si tratta di test con elevata sensibilità, possono essere eseguiti anche su campioni come secreto vaginale e urine, che richiedono procedure di raccolta meno invasive, e per questo potrebbero essere utilizzati in protocolli di screening (Centers for Disease Control and Prevention – CDC, 2014). Nella donna i NAAT sono raccomandati per l’analisi sul secreto vaginale ma non sulle urine, per una maggiore sensibilità sul primo tipo di campione. Nell’uomo invece il test è raccomandato indifferentemente su tampone uretrale e urina.

Sebbene siano risultati più sensibili rispetto all’esame colturale in caso di campioni biologici prelevati da faringe o retto, i NAAT non sono approvati per questo tipo di campioni e richiedono pertanto di essere abbinati a test di conferma per la diagnosi di gonorrea (Page-Shafer et al., 2002; McNally et al., 2008).