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Gonorrea

Prevenzione


         

Come prevenire la Gonorrea?

La gonorrea è un’infezione batterica a trasmissione sessuale.

Non esiste attualmente un vaccino per la gonorrea, pertanto la profilassi dell’infezione si focalizza sull’adozione di misure, individuali e di salute pubblica, volte a limitare il rischio di contagio e la diffusione della malattia (Unemo et al., 2017).

Il primo passo è sicuramente quello di aumentare la conoscenza sulla gonorrea tramite campagne di informazione sanitaria e di educazione sessuale (uso del preservativo); realizzare politiche di screening che favoriscano la diagnosi precoce e la cura della malattia, incluso il trattamento per il partner e il monitoraggio dell’efficacia della terapia; adottare valide misure di sorveglianza epidemiologica per poter monitorare lo sviluppo di ceppi batterici resistenti ai farmaci; sostenere la ricerca di nuovi farmaci.

Lo screening deve coinvolgere soprattutto i soggetti a rischio di gonorrea per poter diagnosticare l’infezione anche in assenza di sintomi.

La terapia farmacologica per la gonorrea deve seguire le linee guida nazionali e internazionali che tengono conto dei dati di efficacia clinica e di resistenza ai farmaci. Là dove i dati di resistenza antimicrobica aggiornati, locali e di elevata qualità non supportino altri trattamenti, deve essere adottata la doppia terapia (ceftriaxone, o in alternativa cefixime, più azitromicina).

E’ importante trattare con terapie appropriate la gonorrea orofaringea, spesso asintomatica e più difficile da eradicare della gonorrea urogenitale, e sede preferenziale di sviluppo di resistenza batterica.

Il trattamento farmacologico deve inoltre essere accompagnato da un adeguato monitoraggio dell’efficacia della cura (”test of cure”) per ridurre il rischio di insuccesso terapeutico dovuto a sviluppo di resistenza o reinfezione.

Sia la terapia che la verifica dell’efficacia della cura devono essere estesi anche ai possibili partner (sono da considerare partner tutti coloro con cui il paziente ha avuto rapporti sessuali entro 60 giorni dall’infezione).