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Infezione da Toscana Virus (TOSV)

Avvertenze

Cosa chiedere al medico e al farmacista sull’Infezione da Toscana Virus (TOSV)?

Se ritieni di avere i sintomi dell’infezione da Toscana Virus, o se a qualcuno dei tuoi familiari è stata diagnosticata l’infezione da Toscana Virus, parlane con il tuo medico di fiducia.

Ecco alcune domande che potresti porre.

Ho febbre e mal di testa dopo essere stato punto da insetti: quando devo sospettare un’Infezione da Toscana Virus?

Febbre e mal di testa sono sintomi molto comuni e, da soli, non consentono di riconoscere un’Infezione da Toscana Virus. Il sospetto diventa tuttavia più significativo quando i sintomi compaiono durante la stagione di attività dei flebotomi, soprattutto nei mesi più caldi, in una persona che vive o ha soggiornato in un’area nella quale il virus circola.

Il quadro può comprendere febbre, cefalea anche intensa, dolore retro-orbitario, dolori muscolari, nausea e vomito. La comparsa di rigidità del collo, marcata fotofobia, alterazioni dello stato di coscienza, confusione, convulsioni o altri disturbi neurologici richiede invece una valutazione medica urgente perché può indicare un interessamento del sistema nervoso centrale (Ayhan et al., 2025; Keskek Turk et al., 2024).

Il Toscana Virus deve quindi essere preso in considerazione nella diagnosi differenziale delle sindromi febbrili e, soprattutto, delle meningiti ed encefaliti che compaiono durante la stagione calda nelle aree endemiche del Mediterraneo (Ayhan, Charrel, 2020).

Quali sintomi devono indurmi a rivolgermi rapidamente al medico o al Pronto Soccorso?

Una febbre isolata o una sindrome simil-influenzale possono avere numerosissime cause. La situazione cambia quando compaiono segni compatibili con un coinvolgimento neurologico.

Una cefalea particolarmente intensa o rapidamente ingravescente, rigidità nucale, vomito ripetuto, sonnolenza insolita, disorientamento, alterazioni del comportamento, perdita di coscienza, convulsioni, difficoltà a parlare o a muovere una parte del corpo richiedono una valutazione medica tempestiva. Questi sintomi non sono specifici dell’Infezione da Toscana Virus, ma possono essere espressione di meningite, encefalite o di altre patologie neurologiche che devono essere diagnosticate rapidamente.

Sebbene il decorso dell’Infezione da Toscana Virus sia generalmente favorevole, sono state descritte forme neurologiche severe e, più raramente, manifestazioni atipiche quali paralisi facciale, sordità, polimieloradicolopatia, sindrome di Guillain-Barré e idrocefalo (Ayhan, Charrel, 2020). Una revisione di 1.381 casi ha inoltre documentato che i decessi attribuiti al Toscana Virus sono eccezionali ma possibili, soprattutto nelle età più avanzate (Ayhan et al., 2025).

Se mi è stata diagnosticata un’infezione da Toscana Virus devo essere ricoverato?

Non necessariamente. La necessità del ricovero dipende soprattutto dalla gravità delle manifestazioni cliniche.

Le forme febbrili senza interessamento neurologico possono essere gestite con terapia sintomatica e monitoraggio clinico, secondo le indicazioni del medico. In presenza di meningite, encefalite o meningoencefalite è invece generalmente necessario il ricovero ospedaliero, sia per confermare la diagnosi sia per controllare l’evoluzione neurologica e garantire le necessarie terapie di supporto.

Non esiste attualmente un antivirale specificamente approvato contro il Toscana Virus e il trattamento è prevalentemente sintomatico e di supporto. Nei pazienti con manifestazioni neurologiche più importanti possono essere necessari monitoraggio intensivo e trattamenti diretti alle singole complicanze, per esempio in caso di convulsioni o compromissione dello stato di coscienza (Makky et al., 2026).

La maggior parte delle infezioni neurologiche documentate presenta comunque un decorso favorevole. Studi clinici condotti in Italia hanno descritto, nella maggioranza dei pazienti, una malattia autolimitante e una buona evoluzione clinica (Di Nicuolo et al., 2005; Vocale et al., 2012).

Posso trasmettere il Toscana Virus ai miei familiari o alle persone che vivono con me?

L’Infezione da Toscana Virus è una malattia trasmessa da vettori. L'uomo acquisisce l’infezione principalmente attraverso la puntura di flebotomi (pappataci) infetti appartenenti al genere Phlebotomus.

Non esistono evidenze che il Toscana Virus si trasmetta normalmente da persona a persona attraverso il contatto quotidiano. Di conseguenza, convivere con una persona infetta, toccarla, utilizzare gli stessi ambienti o condividere normalmente gli oggetti domestici non rappresenta una modalità riconosciuta di trasmissione.

La prevenzione deve quindi concentrarsi soprattutto sull’esposizione ai flebotomi. Questo aspetto rimane importante anche dopo una diagnosi, perché vivere o soggiornare in una zona nella quale è avvenuta l’infezione indica che nell’ambiente possono essere presenti vettori competenti e quindi anche altre persone possono essere esposte alle loro punture (Keskek Turk et al., 2024; Ayhan, Charrel, 2020).

Se sto meglio posso considerarmi guarito o devo effettuare controlli?

Nella maggior parte dei pazienti l’evoluzione è favorevole e la guarigione è completa. Non esiste quindi un programma standard di controlli valido per tutte le persone che hanno avuto un’Infezione da Toscana Virus.

Un controllo medico è tuttavia opportuno quando, dopo la fase acuta, persistono cefalea, stanchezza marcata, difficoltà di concentrazione, disturbi dell’equilibrio, debolezza, alterazioni della sensibilità, problemi dell’udito o altri disturbi neurologici.

La letteratura comprende infatti rare descrizioni di complicanze o sequele neurologiche, tra cui deficit uditivi, paralisi facciale, poliradicolopatie e idrocefalo (Ayhan, Charrel, 2020). Sono inoltre documentate forme eccezionalmente severe di meningoencefalite con sequele neurologiche persistenti (Baldelli et al., 2004).

La persistenza di un disturbo neurologico dopo la risoluzione della febbre non deve quindi essere automaticamente attribuita alla normale convalescenza, ma va riferita al medico per stabilire se siano necessari ulteriori accertamenti o una valutazione neurologica specialistica.

Dopo la guarigione posso riprendere subito lavoro, sport e normali attività?

Non esiste un periodo di astensione dalle normali attività definito specificamente per l’Infezione da Toscana Virus. La ripresa deve essere modulata sulla gravità della malattia e sulle condizioni generali del paziente.

Dopo una forma febbrile lieve, la normale attività può generalmente essere ripresa progressivamente una volta risolti febbre e sintomi sistemici e recuperato un adeguato stato generale. Dopo una meningite, un’encefalite o una meningoencefalite è invece prudente concordare la ripresa con il medico, soprattutto se persistono cefalea, vertigini, debolezza, disturbi dell’equilibrio o difficoltà cognitive.

Particolare cautela è necessaria prima di tornare a guidare veicoli, utilizzare macchinari o praticare attività nelle quali un improvviso disturbo neurologico potrebbe rappresentare un pericolo. La maggior parte dei casi descritti presenta comunque un decorso benigno e autolimitante (Di Nicuolo et al., 2005; Vocale et al., 2012).

I bambini possono contrarre l’infezione da Toscana Virus? I sintomi sono più pericolosi?

Sì. L’Infezione da Toscana Virus può interessare anche bambini e adolescenti. Il virus non deve quindi essere considerato esclusivamente una causa di meningite dell’adulto.

Uno studio italiano specificamente dedicato all’età pediatrica ha documentato infezioni del sistema nervoso centrale da Toscana Virus in bambini, con manifestazioni comprese tra meningite asettica e meningoencefalite (Braito et al., 1998). La più ampia revisione disponibile, comprendente 1.381 casi, conferma inoltre che l’infezione può interessare diverse fasce di età (Ayhan et al., 2025).

Nel bambino, come nell’adulto, febbre associata a cefalea intensa, rigidità nucale, vomito ripetuto, sonnolenza anomala, alterazioni dello stato di coscienza o convulsioni richiede una valutazione medica urgente. Nei bambini molto piccoli i sintomi possono essere meno specifici e la soglia per richiedere una valutazione pediatrica deve quindi rimanere prudenziale.

I dati disponibili non permettono tuttavia di concludere che l’età pediatrica comporti di per sé un decorso più grave dell’Infezione da Toscana Virus.

Se sono anziano o ho altre malattie devo preoccuparmi maggiormente?

La maggior parte delle Infezioni da Toscana Virus evolve favorevolmente, ma l’età avanzata merita maggiore attenzione. Nella revisione di Ayhan et al. relativa a 1.381 casi, i decessi attribuiti all’infezione sono risultati molto rari e hanno riguardato prevalentemente persone anziane: nei sei casi fatali identificati dagli autori l’età mediana era di 76 anni (Ayhan et al., 2025).

Anche i dati della sorveglianza italiana indicano che le infezioni neuroinvasive diagnosticate non interessano uniformemente tutte le fasce di popolazione. Nel periodo 2022-2023, rispetto ai soggetti di età pari o inferiore a 18 anni, è stata osservata un’incidenza significativamente maggiore sia negli adulti in età lavorativa sia nelle persone di età superiore a 67 anni (Fotakis et al., 2025).

Ciò non significa che ogni persona anziana svilupperà una forma grave, ma febbre associata a sintomi neurologici in un soggetto anziano, soprattutto durante i mesi di attività dei flebotomi e in un’area in cui il Toscana Virus circola, richiede particolare attenzione diagnostica.

Posso assumere antibiotici o antivirali per evitare che l’infezione peggiori?

Gli antibiotici non agiscono contro il Toscana Virus perché sono farmaci destinati al trattamento delle infezioni batteriche. Non devono quindi essere assunti autonomamente in caso di sospetta Infezione da Toscana Virus. Nelle fasi iniziali di una meningite o di un’encefalite, tuttavia, il medico può iniziare empiricamente una terapia antimicrobica mentre vengono escluse cause batteriche o altre infezioni che richiedono un trattamento specifico: questa scelta appartiene alla gestione clinica delle sindromi neurologiche acute e non rappresenta una terapia contro il Toscana Virus.

Allo stesso modo, non esiste attualmente un farmaco antivirale specificamente approvato per il trattamento dell’Infezione da Toscana Virus. La gestione rimane prevalentemente sintomatica e di supporto; diversi composti antivirali e altre strategie terapeutiche sono stati studiati sperimentalmente, ma non costituiscono trattamenti clinici standard (Makky et al., 2026).

Anche i comuni farmaci contro febbre e dolore devono essere utilizzati rispettando dosaggi, controindicazioni e indicazioni del medico o del farmacista, evitando l’automedicazione impropria e soprattutto evitando che la riduzione della febbre ritardi la valutazione di eventuali sintomi neurologici.

Dopo avere avuto l’infezione da Toscana Virus devo continuare a proteggermi dalle punture dei flebotomi?

Sì. Avere già avuto un’Infezione da Toscana Virus non rende inutili le misure di protezione individuale contro i flebotomi. Questi insetti possono trasmettere altri agenti patogeni e la protezione dalle punture rimane quindi indicata nelle aree e nei periodi di circolazione dei vettori.

L’esposizione al Toscana Virus è strettamente correlata alla presenza dei flebotomi. In uno studio condotto su donatori di sangue nelle province di Bologna e Ferrara, la sieroprevalenza degli anticorpi contro Toscana Virus è risultata associata all’abbondanza locale dei flebotomi (Morini et al., 2020). In Italia, inoltre, la sorveglianza nazionale ha documentato negli ultimi anni un aumento dei casi neuroinvasivi riconosciuti e un ampliamento geografico delle aree interessate (Fotakis et al., 2025).

Restano pertanto appropriate le misure già illustrate nel capitolo dedicato alla prevenzione: ridurre l’esposizione ai flebotomi, utilizzare repellenti appropriati, indossare quando possibile indumenti che limitino le superfici cutanee esposte e adottare barriere fisiche negli ambienti domestici. La prevenzione delle punture rimane particolarmente importante durante la stagione di attività dei vettori (Fotakis et al., 2025; Keskek Turk et al., 2024).


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