L’infezione da Toscana Virus è un’arbovirosi, cioè un’infezione virale trasmessa all’uomo da artropodi, causata dal Toscana Virus (TOSV). (leggi)
L’infezione da Toscana Virus è causata dal Toscana Virus (TOSV), un arbovirus a RNA trasmesso principalmente all’uomo attraverso la puntura di flebotomi (pappataci) infetti. (leggi)
L’infezione da Toscana Virus presenta uno spettro clinico molto ampio. (leggi)
La diagnosi di infezione da Toscana Virus si basa sull’integrazione tra quadro clinico, storia epidemiologica ed esami di laboratorio specifici. (leggi)
Attualmente non esiste un farmaco antivirale specificamente approvato per il trattamento dell’infezione da Toscana virus (TOSV). (leggi)
La prevenzione dell'infezione da Toscana Virus si basa essenzialmente sulla riduzione del contatto con i flebotomi, piccoli insetti ematofagi che rappresentano i vettori del virus. (leggi)
Se ritieni di avere i sintomi dell’infezione da Toscana Virus, o se a qualcuno dei tuoi familiari è stata diagnosticata l’infezione da Toscana Virus, parlane con il tuo medico di fiducia. (leggi)
Le medicine non convenzionali tendono ad avere un approccio olistico nei confronti della malattia, tendono cioè a considerare “il malato” nella sua complessità di individuo, al di là del singolo organo malato. (leggi)
Le informazioni contenute nella ricerca Pharmamedix dedicata all’infezione da Toscana Virus sono state analizzate con riferimento alle fonti seguenti. (leggi)
Che cos'è l’Infezione da Toscana Virus (TOSV)?
L’infezione da Toscana Virus è un’arbovirosi, cioè un’infezione virale trasmessa all’uomo da artropodi, causata dal Toscana Virus (TOSV). Il virus viene trasmesso principalmente attraverso la puntura di flebotomi infetti, piccoli insetti ematofagi comunemente conosciuti anche come pappataci. L’infezione è diffusa soprattutto nell’area mediterranea e presenta una marcata stagionalità, legata al periodo di attività dei suoi vettori (Keskek Turk et al., 2024; Ayhan, Charrel, 2020).
Il Toscana Virus è un virus a RNA appartenente al genere Phlebovirus. È stato isolato per la prima volta all’inizio degli anni Settanta nell’Italia centrale da flebotomi raccolti in Toscana, regione dalla quale deriva il suo nome. Successivamente è stata documentata una distribuzione geografica molto più ampia, che comprende numerosi Paesi dell’Europa meridionale e del bacino del Mediterraneo (Hong et al., 2024; Ayhan, Charrel, 2020).
La caratteristica clinicamente più importante del TOSV è il suo neurotropismo, cioè la capacità di raggiungere e interessare il sistema nervoso. Molte infezioni rimangono tuttavia asintomatiche o provocano manifestazioni lievi e aspecifiche. Nei casi sintomatici possono comparire febbre, cefalea, nausea, vomito e dolori muscolari; una parte dei pazienti sviluppa invece una forma neuroinvasiva, soprattutto meningite asettica, meningoencefalite o encefalite (Keskek Turk et al., 2024; Ayhan, Charrel, 2020).
Proprio la capacità di provocare infezioni del sistema nervoso centrale distingue il Toscana Virus da diversi altri flebovirus trasmessi dai flebotomi. Nelle aree mediterranee nelle quali circola, il TOSV può rappresentare durante la stagione estiva una causa importante di meningite ed encefalite virale. La reale frequenza dell’infezione da Toscana Virus è però probabilmente sottostimata: le forme asintomatiche o paucisintomatiche non vengono generalmente diagnosticate e anche nelle forme neurologiche il virus non viene ricercato sistematicamente (Hong et al., 2024; Ayhan, Charrel, 2020).
La trasmissione all’uomo avviene principalmente attraverso flebotomi infetti del genere Phlebotomus. La distribuzione dell’infezione è quindi strettamente correlata alla presenza e all’attività dei vettori. Nei Paesi a clima mediterraneo la circolazione del Toscana Virus aumenta nei mesi caldi, generalmente dalla tarda primavera all’inizio dell’autunno, con il maggior numero di infezioni osservato durante l’estate (Fotakis et al., 2025; Ayhan, Charrel, 2020).
Nonostante il nome possa suggerire una malattia circoscritta alla Toscana, il TOSV non è quindi un virus esclusivamente italiano né limitato alla regione nella quale fu identificato. Oggi è considerato un arbovirus emergente di particolare interesse per la sanità pubblica nell’area mediterranea, anche in relazione alla diffusione dei vettori e alle condizioni climatiche ed ecologiche favorevoli alla loro attività (Keskek Turk et al., 2024; Hong et al., 2024).
Epidemiologia dell’Infezione da Toscana Virus
World
L’epidemiologia mondiale del Toscana Virus è caratterizzata da una forte concentrazione geografica nell’area mediterranea, ma le conoscenze sulla sua distribuzione si sono progressivamente ampliate. Una recente analisi sistematica dell’epidemiologia e dell’ecologia del TOSV, basata sulla letteratura pubblicata dal 1971 al giugno 2023, ha identificato infezioni del Toscana Virus in 10 specie di flebotomi e 14 specie di vertebrati e ha raccolto complessivamente 7.571 infezioni umane documentate. Questo dato non rappresenta tuttavia il numero reale delle infezioni verificatesi nella popolazione, ma soltanto quelle individuate negli studi inclusi nell'analisi (Hong et al., 2024).
La distribuzione conosciuta comprende soprattutto Europa meridionale, Nord Africa, Medio Oriente e altre aree nelle quali sono presenti flebotomi competenti. La probabilità di presenza dei vettori risulta infatti uno dei principali determinanti della distribuzione geografica del virus. Modelli recenti indicano inoltre l’esistenza di aree ecologicamente compatibili con la trasmissione anche al di fuori delle zone nelle quali l’infezione è attualmente diagnosticata con maggiore frequenza (Hong et al., 2024).
La reale diffusione mondiale dell’infezione da Toscana Virus rimane difficile da quantificare. Gli studi sierologici, che ricercano gli anticorpi prodotti dopo il contatto con il virus, mostrano in alcune popolazioni percentuali di esposizione nettamente superiori al numero dei casi clinici diagnosticati. Ciò conferma che solo una parte delle infezioni arriva all’osservazione medica e suggerisce che il carico epidemiologico del TOSV sia sottostimato (Ayhan, Charrel, 2020; Hong et al., 2024).
Europa
L’Europa, e in particolare il bacino del Mediterraneo, rappresenta la principale area epidemiologica dell’infezione da Toscana Virus. La circolazione del TOSV è stata documentata in Italia, Spagna, Francia, Portogallo, Grecia, Croazia e in diversi altri Paesi dell’Europa meridionale e sudorientale. Evidenze sierologiche e virologiche hanno progressivamente dimostrato una distribuzione più ampia rispetto a quella inizialmente riconosciuta (Ayhan, Charrel, 2020).
Nelle regioni europee endemiche l’andamento è fortemente stagionale. Le infezioni umane aumentano durante i mesi caldi, parallelamente all’attività dei flebotomi, e il Toscana Virus può diventare in questo periodo una delle principali cause virali di meningite ed encefalite. La sua importanza epidemiologica non dipende quindi soltanto dal numero assoluto delle infezioni, ma anche dal particolare tropismo neurologico del virus (Keskek Turk et al., 2024; Ayhan, Charrel, 2020).
La presenza di anticorpi specifici in popolazioni apparentemente sane conferma inoltre che l’esposizione al TOSV può essere considerevole anche quando i casi clinicamente riconosciuti sono pochi. Per questo motivo la distribuzione dei casi diagnosticati deve essere interpretata anche alla luce delle differenze tra Paesi nella sorveglianza epidemiologica e nella disponibilità dei test diagnostici.
Italia
L’Italia occupa una posizione centrale nella storia e nell’epidemiologia del Toscana Virus. Il virus fu identificato per la prima volta nel nostro Paese e per molti anni l’infezione è stata associata soprattutto alle regioni dell’Italia centrale. Gli studi successivi hanno dimostrato però che la circolazione del TOSV interessa un territorio molto più ampio, comprendente regioni dell’Italia settentrionale, centrale, meridionale e insulare.
Gli studi sierologici italiani mostrano una notevole variabilità geografica nell’esposizione al virus. In Toscana, uno studio condotto su 2.737 persone aveva rilevato anticorpi specifici nel 19,8% degli adulti e nel 5,8% dei bambini, con una sieroprevalenza crescente con l’età (Terrosi et al., 2009). In Sicilia, un altro studio ha rilevato anticorpi IgG contro il TOSV nel 33,2% dei soggetti esaminati (Calamusa et al., 2012). Queste percentuali non corrispondono all’incidenza della malattia clinica, ma indicano che il contatto della popolazione con il virus può essere molto più frequente rispetto al numero di casi diagnosticati.
I dati più recenti della sorveglianza nazionale permettono di definire con maggiore precisione l’epidemiologia delle forme neuroinvasive. Tra il 2016 e il 2023 sono stati notificati in Italia 607 casi autoctoni confermati di infezione da Toscana Virus neuroinvasiva. Nel biennio 2022-2023 sono stati registrati 276 casi, con un’incidenza media annua di 2,34 casi per milione di abitanti, rispetto a 331 casi e 0,92 casi per milione di abitanti nel periodo 2016-2021. L’incidenza delle forme neuroinvasive è risultata quindi quasi 2,6 volte superiore nel 2022-2023 rispetto ai sei anni precedenti (Fotakis et al., 2025).
L’aumento non è stato limitato alla Toscana. Nel 2022-2023 infezioni autoctone sono state acquisite in 12 delle 21 regioni o province autonome considerate dalla sorveglianza, con una particolare concentrazione in Emilia-Romagna, dove si è verificato il 57,6% dei casi registrati nel biennio. La distribuzione geografica osservata conferma quindi che l’espressione “Toscana Virus” identifica l’agente virale ma non delimita geograficamente l’infezione alla Toscana (Fotakis et al., 2025).
I dati italiani mostrano anche differenze legate al sesso e all’età. Nel 2022-2023 il rischio di infezione neuroinvasiva notificata è risultato circa 2,2 volte maggiore negli uomini rispetto alle donne. Rispetto ai soggetti di età pari o inferiore a 18 anni, il rischio era inoltre superiore sia negli adulti tra 19 e 67 anni sia nelle persone con più di 67 anni. Anche la residenza in aree rurali era associata a un rischio maggiore rispetto alle aree urbane (Fotakis et al., 2025). Questi risultati riguardano specificamente le forme neuroinvasive diagnosticate e notificate e non devono quindi essere automaticamente estesi all’insieme delle infezioni da TOSV, molte delle quali rimangono asintomatiche o non riconosciute.
Nel complesso, l’infezione da Toscana Virus deve essere considerata un’arbovirosi endemica e stagionale di particolare rilevanza in Italia e nell’area mediterranea. L’estensione geografica della circolazione virale, l’esposizione documentata dalla sieroprevalenza e l’aumento recente dei casi neuroinvasivi diagnosticati sottolineano l’importanza del TOSV tra gli agenti da considerare nelle infezioni febbrili e, soprattutto, nelle meningiti ed encefaliti che insorgono durante i mesi di attività dei flebotomi.