Quali farmaci per l’Infezione da Toscana Virus (TOSV)?
Attualmente non esiste un farmaco antivirale specificamente approvato per il trattamento dell’infezione da Toscana virus (TOSV). Non sono disponibili nemmeno protocolli terapeutici antivirali la cui efficacia sia stata dimostrata mediante studi clinici controllati nell’uomo. Per questo motivo, il trattamento delle forme sintomatiche e soprattutto delle forme neuroinvasive è essenzialmente sintomatico e di supporto (Makky et al., 2026; Keskek Turk et al., 2024; Ayhan, Charrel, 2020).
Questa distinzione è particolarmente importante perché alcuni farmaci e diverse molecole sperimentali hanno mostrato attività contro TOSV o contro virus appartenenti allo stesso gruppo in modelli di laboratorio. Questi risultati, tuttavia, non equivalgono a una dimostrazione di efficacia clinica e non giustificano il loro impiego routinario nei pazienti con infezione da Toscana virus.
La maggior parte delle infezioni sintomatiche presenta inoltre un'evoluzione favorevole. Le casistiche cliniche pubblicate descrivono frequentemente una guarigione spontanea delle meningiti da TOSV, pur essendo documentate forme di encefalite e meningoencefalite più severe e, più raramente, complicanze neurologiche e decessi (Ayhan et al., 2025; Dupouey et al., 2014; Di Nicuolo et al., 2005).
Il trattamento delle forme lievi
Quando l'infezione provoca una sindrome febbrile senza interessamento neurologico significativo, il trattamento è generalmente sintomatico. L'obiettivo è controllare febbre, cefalea, dolori muscolari e altri disturbi e mantenere un'adeguata idratazione.
Possono pertanto essere utilizzati, quando clinicamente appropriati, farmaci antipiretici e analgesici convenzionali. Non esiste tuttavia un antipiretico o analgesico specificamente indicato contro TOSV, né questi farmaci modificano la replicazione o la clearance del virus.
Anche molte meningiti da Toscana Virus hanno un decorso relativamente benigno. Nelle serie cliniche pubblicate la maggior parte dei pazienti ha recuperato completamente, elemento coerente con il fatto che la terapia sia prevalentemente di supporto piuttosto che antivirale (Dupouey et al., 2014; Di Nicuolo et al., 2005).
La decisione sull'ospedalizzazione non dipende però esclusivamente dall'identificazione del virus. In presenza di cefalea intensa, rigidità nucale, alterazione dello stato di coscienza, convulsioni o altri segni compatibili con meningite o encefalite, il paziente deve essere valutato e monitorato in ambito ospedaliero.
Meningite, encefalite e forme neuroinvasive
Il principale problema clinico posto dal Toscana Virus è il suo neurotropismo. TOSV è infatti una causa riconosciuta di meningite, meningoencefalite ed encefalite nel bacino del Mediterraneo (Keskek Turk et al., 2024; Ayhan, Charrel, 2020).
Nelle forme neuroinvasive il trattamento rimane di supporto, ma l'intensità dell'assistenza dipende dalla gravità del quadro clinico. Devono essere mantenuti un'adeguata idratazione e un corretto equilibrio idroelettrolitico e devono essere trattati febbre, dolore, nausea o vomito. Nei pazienti con encefalite è inoltre necessario monitorare attentamente lo stato neurologico e intervenire sulle eventuali complicanze, per esempio crisi epilettiche, compromissione respiratoria o alterazioni importanti dello stato di coscienza.
Raramente sono state descritte forme particolarmente gravi. Una revisione del 2025, basata complessivamente su 1.381 casi riportati nella letteratura, conferma l'ampio spettro clinico dell'infezione e documenta anche un piccolo numero di casi fatali. Sono inoltre note complicanze neurologiche poco comuni, comprese forme severe di meningoencefalite e idrocefalo (Ayhan et al., 2025; Ayhan, Charrel, 2020).
Questi casi non modificano tuttavia il principio terapeutico fondamentale: anche nelle forme gravi non è disponibile un antivirale anti-TOSV di efficacia clinicamente dimostrata; la gestione è quindi basata sul trattamento intensivo delle conseguenze della malattia.
Antibiotici e aciclovir sono utili?
Gli antibiotici non sono efficaci contro Toscana Virus, trattandosi di un'infezione virale. Nella pratica clinica possono però essere iniziati empiricamente quando un paziente si presenta con una meningite o meningoencefalite di origine non ancora definita e non è possibile escludere rapidamente una meningite batterica.
Analogo ragionamento riguarda l'aciclovir. Il farmaco è attivo contro gli herpesvirus e viene frequentemente somministrato empiricamente quando si sospetta un'encefalite virale, soprattutto fino a quando non sia stata esclusa un'encefalite da herpes simplex virus. L'aciclovir non possiede invece un'efficacia dimostrata contro Toscana Virus.
Una volta identificata con sufficiente certezza l'eziologia da TOSV e escluse altre infezioni che richiedano una terapia specifica, antibiotici o aciclovir iniziati empiricamente non rappresentano una terapia dell'infezione da Toscana virus. La recente revisione clinica di Makky e collaboratori ribadisce infatti che non esistono antivirali autorizzati contro TOSV e che gli antivirali occasionalmente considerati off-label non dispongono di dati di efficacia specifici per questa infezione (Makky et al., 2026).
Ribavirina e favipiravir: possono essere utilizzati?
Ribavirina e favipiravir sono farmaci antivirali ad ampio spettro che hanno suscitato interesse nei confronti di diversi virus a RNA. Per Toscana Virus, tuttavia, mancano prove cliniche di efficacia nell'uomo.
La letteratura più recente è particolarmente chiara su questo punto, che classifica ribavirina e favipiravir fra gli agenti sperimentali o potenzialmente riutilizzabili, sottolineando però che non esistono dati di efficacia specifici per TOSV che permettano di raccomandarne l'impiego clinico (Makky et al., 2026).
Non è quindi corretto considerarli terapie disponibili per l'infezione da Toscana Virus. L'eventuale impiego eccezionale di un antivirale non validato dovrebbe essere distinto nettamente dallo standard terapeutico e valutato esclusivamente in circostanze particolari e sotto supervisione specialistica.
Corticosteroidi e immunoglobuline
Non esistono evidenze che giustifichino l'impiego routinario di corticosteroidi o di immunoglobuline endovena (IVIG) per trattare direttamente l'infezione da Toscana Virus.
Questi trattamenti potrebbero essere presi in considerazione in situazioni cliniche molto particolari, per esempio qualora si sviluppasse una complicanza immunomediata per la quale esista un'indicazione indipendente dall'infezione virale. Non devono però essere interpretati come terapie antivirali contro TOSV. La revisione clinica più recente include corticosteroidi e IVIG fra gli interventi per i quali non esistono dati di efficacia TOSV-specifici (Makky et al., 2026).
Nuovi antivirali: monensina e brefeldina A
La ricerca di terapie specifiche contro Toscana Virus è attualmente molto attiva. Un contributo particolarmente recente è stato pubblicato nel 2026 su monensina e brefeldina A, due metaboliti microbici con proprietà antivirali, in cellule Vero infettate con TOSV.
Entrambe le sostanze hanno ridotto la replicazione del virus in vitro. La monensina ha mostrato un'attività relativamente precoce, con valori di concentrazione inibitoria del 50% (IC50) di circa 2,5-2,7 μM nelle prime ore di trattamento; la brefeldina A ha mostrato un effetto più tardivo, con una massima inibizione osservata dopo circa 12 ore e una IC50 nell'ordine delle decine di nanomoli (Di Clemente et al., 2026).
Si tratta però esclusivamente di risultati in vitro. Non sono disponibili studi clinici che ne dimostrino sicurezza ed efficacia nei pazienti con Toscana Virus e queste sostanze non costituiscono quindi una terapia utilizzabile nella pratica clinica.
Peptidi derivati dal veleno di scorpione
Un'altra linea sperimentale particolarmente interessante riguarda alcuni peptidi antimicrobici naturali. Due peptidi derivati dal veleno di scorpione, pantinin-1 e pantinin-2, hanno mostrato un'attività antivirale nei confronti di TOSV in differenti modelli cellulari (Giugliano et al., 2025).
I due peptidi hanno mostrato un effetto virucida e sono stati capaci di ridurre l'infezione anche in una linea cellulare neuronale umana U87-MG, con valori di IC50 approssimativamente nell'ordine di 10 μM a seconda del modello sperimentale (Giugliano et al., 2025).
Anche in questo caso occorre però evitare di sovrapporre ricerca preclinica e terapia. Non esistono studi sull'efficacia nell'uomo, sulla farmacocinetica, sulla sicurezza sistemica o sulla capacità di raggiungere concentrazioni terapeutiche nel sistema nervoso centrale. I pantinin rappresentano pertanto candidati sperimentali, non trattamenti disponibili.
Lattoferrina: un possibile effetto antivirale?
La lattoferrina bovina è stata studiata specificamente contro Toscana Virus. In colture cellulari la sostanza ha inibito in maniera dose-dipendente la replicazione virale, soprattutto interferendo con le prime fasi dell'infezione e con l'interazione del virus con l'eparan solfato della superficie cellulare (Pietrantoni et al., 2015).
Il risultato ha interesse biologico perché permette di comprendere meglio i meccanismi di ingresso cellulare del virus e suggerisce possibili strategie antivirali. Tuttavia, non esistono prove cliniche che dimostrino che l'assunzione di lattoferrina prevenga o curi l'infezione da Toscana Virus nell'uomo.
Di conseguenza, la lattoferrina non deve essere proposta come trattamento dell'infezione da TOSV sulla base di questi dati sperimentali.
Qual è quindi la terapia oggi?
Allo stato attuale delle conoscenze, la gestione dell'infezione da Toscana Virus può essere riassunta in un principio essenziale: non disponiamo ancora di un trattamento antivirale specifico di efficacia dimostrata nell'uomo.
Nelle forme febbrili e nelle meningiti non complicate il trattamento è prevalentemente sintomatico e l'evoluzione è spesso favorevole. Nei pazienti con meningoencefalite o encefalite è necessario un monitoraggio ospedaliero più attento e il trattamento delle eventuali complicanze neurologiche o sistemiche. Antibiotici e aciclovir possono essere utilizzati inizialmente quando l'eziologia della meningite o dell'encefalite non è ancora nota, ma non rappresentano una terapia contro TOSV una volta definita la diagnosi.
Ribavirina, favipiravir, corticosteroidi e immunoglobuline non dispongono attualmente di prove di efficacia specifiche sufficienti per essere raccomandati come trattamento dell'infezione. Monensina, brefeldina A, pantinin-1, pantinin-2 e lattoferrina hanno invece fornito interessanti risultati sperimentali, ma si trovano ancora a un livello preclinico, prevalentemente in vitro (Makky et al., 2026; Di Clemente et al., 2026; Giugliano et al., 2025; Pietrantoni et al., 2015).
La ricerca di un antivirale specifico rimane quindi un obiettivo importante, soprattutto considerando che Toscana Virus è una causa riconosciuta di meningite e meningoencefalite nel Mediterraneo e che, accanto alla maggioranza dei casi a prognosi favorevole, sono documentate forme neurologiche severe.