Quali sono i sintomi dell’Infezione da Toscana Virus (TOSV)?
I sintomi dell’infezione da Toscana Virus comprendono:
L’infezione da Toscana Virus presenta uno spettro clinico molto ampio. Dopo la puntura di un flebotomo infetto, il Toscana Virus (TOSV) può determinare un’infezione completamente asintomatica, una malattia febbrile senza interessamento neurologico oppure, in una minoranza dei soggetti infetti, una malattia neuroinvasiva caratterizzata soprattutto da meningite, meningoencefalite o encefalite. La frequenza relativa di queste diverse manifestazioni è difficile da stabilire con precisione, perché le infezioni asintomatiche e le forme febbrili lievi vengono raramente sottoposte a test diagnostici, mentre le forme neurologiche hanno una probabilità molto maggiore di essere riconosciute e pubblicate (Ayhan et al., 2025; Ayhan, Charrel, 2020).
Una revisione sistematica pubblicata nel 2025, che ha analizzato 95 articoli comprendenti complessivamente 1.381 casi di infezione da TOSV, rappresenta attualmente una delle fonti più ampie per descrivere il quadro clinico. Nei casi sintomatici sono stati riportati soprattutto febbre e cefalea, ma anche dolore retro-orbitario, manifestazioni neurologiche e muscolari e, meno frequentemente, sintomi gastrointestinali e cutanei (Ayhan et al., 2025).
Infezione asintomatica
Una quota importante delle infezioni da Toscana Virus non provoca sintomi clinicamente riconoscibili. Gli studi sierologici condotti nelle popolazioni delle aree endemiche hanno infatti documentato percentuali significative di persone con anticorpi contro il TOSV senza una precedente diagnosi di malattia. La notevole differenza tra esposizione sierologicamente documentata e numero di casi clinici identificati indica che le infezioni asintomatiche o paucisintomatiche sono frequenti (Ayhan et al., 2025; Ayhan, Charrel, 2020).
Non è tuttavia possibile stabilire con precisione quale percentuale complessiva delle infezioni da Toscana Virus rimanga asintomatica. Questo è un limite importante della letteratura disponibile: gli studi clinici comprendono prevalentemente pazienti che hanno richiesto assistenza medica e tendono quindi inevitabilmente a sovrarappresentare le forme più importanti, in particolare quelle neuroinvasive.
L’infezione asintomatica ha soprattutto rilevanza epidemiologica. Dimostra infatti che la circolazione del TOSV nella popolazione può essere considerevolmente superiore a quella suggerita dal numero delle meningiti o encefaliti diagnosticate. Una precedente esposizione al virus può pertanto essere riconosciuta soltanto attraverso la presenza di anticorpi specifici, senza che la persona ricordi di avere avuto una malattia compatibile.
Malattia febbrile
Quando l’infezione da Toscana Virus diventa sintomatica non necessariamente interessa il sistema nervoso centrale. Il TOSV può provocare una sindrome febbrile acuta, generalmente caratterizzata da febbre, cefalea, astenia, dolori muscolari e malessere generale. Possono comparire anche nausea, vomito e altri disturbi gastrointestinali; manifestazioni cutanee sono state descritte, ma risultano meno frequenti (Ayhan et al., 2025; Ayhan, Charrel, 2020).
La cefalea può essere intensa e talvolta associarsi a dolore retro-orbitario, cioè localizzato posteriormente agli occhi. Queste manifestazioni sono però aspecifiche e possono essere facilmente attribuite ad altre infezioni virali. In assenza di sintomi neurologici importanti, pertanto, l’infezione da Toscana Virus può non essere riconosciuta.
Le forme febbrili senza meningite o encefalite sono probabilmente sottodiagnosticate proprio perché raramente viene effettuata una ricerca specifica del TOSV in una persona che presenta soltanto febbre e sintomi simil-influenzali. In Italia sono state comunque documentate anche infezioni sintomatiche senza interessamento meningeo, confermando che la malattia da Toscana Virus non coincide necessariamente con una neuroinfezione (Portolani et al., 2002).
Malattia neuroinvasiva
La manifestazione clinica più caratteristica e meglio documentata dell’infezione da Toscana Virus è la malattia neuroinvasiva, che si verifica quando il virus interessa il sistema nervoso centrale. Le forme principali sono la meningite asettica, la meningoencefalite e l’encefalite (Ayhan et al., 2025; Ayhan, Charrel, 2020).
La meningite da TOSV si manifesta tipicamente con cefalea intensa, febbre e rigidità nucale. Possono associarsi fotofobia, nausea e vomito. In una storica casistica spagnola di 17 pazienti con meningite da Toscana Virus, la cefalea era presente in tutti i soggetti, la febbre nel 76,5% e la rigidità nucale nel 53%; l’evoluzione fu favorevole in tutti i pazienti (Navarro et al., 2004).
Quando all’infiammazione delle meningi si associa il coinvolgimento del tessuto cerebrale si parla di meningoencefalite. In questi casi possono comparire alterazioni dello stato di coscienza, confusione, disorientamento, sonnolenza, disturbi comportamentali, deficit neurologici focali e, più raramente, convulsioni. Nell’encefalite, l’interessamento dell’encefalo rappresenta invece l’elemento clinico predominante.
Il quadro neurologico associato al Toscana Virus può essere più eterogeneo di quanto suggeriscano le sole meningiti ed encefaliti. In letteratura sono state descritte, seppure molto meno frequentemente, manifestazioni quali paralisi facciale, perdita dell’udito, idrocefalo, polimieloradicolopatia, sindrome di Guillain-Barré, miosite e altre complicanze neurologiche o neuromuscolari. Si tratta in buona parte di segnalazioni sporadiche o piccole casistiche e non delle manifestazioni tipiche dell’infezione (Ayhan et al., 2025; Ayhan, Charrel, 2020).
Come evolve la malattia?
Nella maggior parte dei casi clinicamente riconosciuti, compresi molti casi di meningite, l’infezione da Toscana Virus presenta un decorso favorevole e si risolve con terapia di supporto. Le casistiche storiche di meningite descrivono frequentemente una remissione nell’arco di alcuni giorni senza conseguenze neurologiche permanenti (Ayhan, Charrel, 2020; Navarro et al., 2004).
Questo non significa tuttavia che l’infezione sia sempre benigna. Sono state documentate forme neurologiche severe, complicanze e, raramente, decessi. Nella revisione di 1.381 casi pubblicata nel 2025 sono stati identificati sei decessi attribuiti all’infezione da TOSV; l’età mediana dei pazienti deceduti era 76 anni. La mortalità appare quindi molto bassa tra i casi riportati, ma la possibilità di una malattia grave deve essere considerata soprattutto nei pazienti anziani o con forme encefalitiche (Ayhan et al., 2025).
Ci sono differenze tra bambini, adulti e anziani?
L’infezione da Toscana Virus può interessare tutte le fasce di età, compresa l’età pediatrica. Nella revisione complessiva dei casi pubblicati l’età mediana era di circa 44 anni, ma sono state documentate infezioni sia nei bambini sia negli anziani (Ayhan et al., 2025).
Il TOSV può provocare meningite e meningoencefalite anche nei bambini. Una casistica pediatrica italiana di 14 infezioni del sistema nervoso centrale documentò quadri variabili dalla meningite asettica alla meningoencefalite e dimostrò che, nelle aree endemiche, il Toscana Virus deve essere considerato anche nella diagnosi delle neuroinfezioni estive dell’età pediatrica (Braito et al., 1998).
I dati della sorveglianza italiana 2016-2023 forniscono però un’informazione ulteriore: nel 2022-2023 l’incidenza delle forme neuroinvasive diagnosticate è risultata significativamente superiore sia nei soggetti di 19-67 anni sia in quelli di età superiore a 67 anni rispetto alla fascia ≤18 anni. In particolare, rispetto ai bambini e adolescenti, il rapporto di incidenza era 5,31 negli adulti di 19-67 anni e 5,06 negli ultrasessantasettenni (Fotakis et al., 2025).
Questi dati richiedono cautela interpretativa. Non dimostrano necessariamente che bambini e adolescenti si infettino cinque volte meno frequentemente: riguardano esclusivamente le infezioni neuroinvasive notificate e possono riflettere differenze nell’esposizione, nella probabilità di sviluppare una forma neurologica o nella diagnosi. L’età avanzata sembra inoltre assumere particolare importanza nelle forme più severe, considerando che i pochi decessi raccolti nella più recente revisione riguardavano prevalentemente persone anziane (Ayhan et al., 2025).
Ci sono differenze tra uomini e donne?
Anche il sesso sembra associato alla distribuzione dei casi sintomatici. Nella revisione del 2025 dei 1.381 casi pubblicati, gli uomini risultavano rappresentati circa due volte più frequentemente delle donne tra i pazienti con manifestazioni cliniche da TOSV (Ayhan et al., 2025).
Il dato trova riscontro nella sorveglianza italiana delle forme neuroinvasive: nel periodo 2022-2023 il sesso maschile era associato a un’incidenza circa 2,17 volte maggiore rispetto al sesso femminile. Un andamento analogo era già osservabile nel periodo 2016-2021 (Fotakis et al., 2025).
Non è però ancora possibile stabilire se questa differenza derivi da una diversa suscettibilità biologica alla malattia, da differenti livelli di esposizione ai flebotomi — per esempio in relazione ad attività lavorative o ricreative all’aperto — o da una combinazione di questi fattori. Soprattutto, i dati disponibili non consentono di concludere che, a parità di esposizione, gli uomini abbiano necessariamente una probabilità doppia di contrarre l’infezione: l’associazione è più solidamente documentata per i casi sintomatici e neuroinvasivi.
Esistono differenze legate all’etnia?
Attualmente non esistono evidenze sufficienti per affermare che l’etnia determini differenze nella suscettibilità all’infezione da Toscana Virus, nella sintomatologia o nella probabilità di sviluppare una malattia neuroinvasiva.
La maggior parte dei dati clinici disponibili proviene dall’Europa meridionale e dai Paesi del bacino del Mediterraneo. Questa distribuzione riflette soprattutto l’ecologia del virus e dei suoi flebotomi vettori e non dimostra una predisposizione genetica o etnica delle popolazioni mediterranee.
Anche la revisione del 2025, pur raccogliendo informazioni individuali relative a età, sesso, caratteristiche cliniche, risultati di laboratorio ed esiti, non identifica l’etnia come determinante clinico consolidato dell’infezione (Ayhan et al., 2025). Allo stato attuale delle conoscenze, quindi, sarebbe improprio attribuire differenze di rischio o gravità a specifici gruppi etnici. I principali determinanti documentati rimangono l’esposizione geografica e stagionale ai flebotomi infetti, mentre età e sesso mostrano associazioni soprattutto con i casi sintomatici o neuroinvasivi.
Nel complesso, lo spettro clinico dell’infezione da Toscana Virus si estende dunque dall’infezione asintomatica alla sindrome febbrile e alla malattia neuroinvasiva. La meningite rappresenta la manifestazione neurologica più caratteristica, mentre meningoencefalite ed encefalite sono meno frequenti ma potenzialmente più severe. L’infezione può interessare bambini, adulti e anziani; i casi sintomatici e le forme neuroinvasive risultano maggiormente rappresentati negli uomini e negli adulti, mentre l’età avanzata sembra associarsi alle conseguenze più severe. Non sono invece attualmente dimostrate differenze clinicamente significative legate all’etnia.