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Malattia di Crohn

Sintomi

Quali sono i sintomi della Malattia di Crohn?

I sintomi della malattia di Crohn comprendono:

Nella maggior parte dei pazienti la malattia di Crohn esordisce molto tempo prima della diagnosi effettiva. I sintomi che spingono il paziente a rivolgersi allo specialista in genere sono la diarrea persistente, il dolore addominale e la perdita di peso, spesso, ma non necessariamente, co-presenti. La diarrea può essere causata da un aumento della secrezione di acqua ed elettroliti nel lume intestinale conseguente al malassorbimento nell’ileo di acidi biliari e carboidrati. Il ridotto assorbimento dei carboidrati comporta un aumento della loro fermentazione a livello del colon che si accompagna a meteorismo e flatulenza. La diarrea può essere conseguenza anche di contaminazione batterica del tenue (soprattutto in caso di stenosi dell’ileo, resezione della valvola ileo-ciecale). Il dolore addominale che tende ad aumentare dopo i pasti e a localizzarsi nel settore destro dell’addome potrebbe essere scambiato per un attacco acuto di appendicite. Il dolore addominale è causata dall’infiammazione della membrana sierosa, mambrana che riveste la parete addominale, e dall’aumento dei recettori per la sostanza P (molecola implicata nella modulazione del dolore e del vomito) sui neuroni intestinali (Rugarli, 2015).

Altri sintomi che possono comparire comprendono: febbre, stanchezza, dolore articolare, comparsa di macchie sulla pelle, fistole o ascessi perianali. Nei bambini la malattia di Crohn può causare ritardo nella crescita e nella maturazione degli organi sessuali.

L’infiammazione cronica della parete intestinale e il suo danneggiamento possono dare luogo a complicanze quali fibrosi (alterazione della struttura della parete intestinale) e stenosi (restringimento del lume intestinale), che ostacolano il normale transito intestinale, fistole (aperture tubuliformi patologiche tra anse intestinali adiacenti, o tra retto e organo adiacente quale vescica, vagina, etc), ragadi (ulcere) e ascessi (raccolta di materiale prulento all’interno di un tessuto). Il mal funzionamento dell’intestino può comportare problemi di malassorbimento, anemia, ipercoagulabilità, formazione di calcoli nei dotti biliari o nella cistifellea e nei reni, infezioni delle vie urinarie.

La malattia di Crohn può associarsi inoltre ad altre malattie che non interessato il tratto digerente (manifestazioni extraintestinali) e che possono coinvolgere le articolazioni (spondiloartrite e artrite periferica), la pelle (eritema nodoso, psoriasi, pioderma gangrenoso), gli occhi (congiuntivite e uveite) e i dotti biliari (infiammazione e fibrosi dei dotti biliari interni ed esterni al fegato).

Le manifestazioni articolari rappresentano le più comuni manifestazioni extraintestinali associate alla malattia di Crohn. Sono più frequenti quando la malattia di Crohn interessa il colon e possono coinvolgere una o poche articolazioni (artropatia di tipo 1 o pauciarticolare) oppure più articolazioni (> 5 articolazioni) (artropatia di tipo 2 o poliarticolare). Le artropatie di tipo 1 sono eventi acuti, che si risolvono in un periodo limitato di tempo (< 2 mesi) e che si verificano con la riacutizzazione della malattia di Crohn. Le artropatie di tipo 2 non sono correlata all’attività della malattia, possono durare mesi o anni e possono essere accompagnate da uveite ed eritema nodoso. L’infiammazione articolare associata alla malattia di Crohn è caratterizzata da negatività del fattore reumatoide, assenza di deformazione articolare, asimmetria, coinvolgimento iniziale di una sola articolazione di grandi dimensioni (anca o ginocchio) e miglioramento dopo intervento chirurgico ileo-ciecale (Rugarli, 2015).

A livello oculare, le malattie più comuni nei pazienti con malattia di Crohn sono l’uveite e l’epiesclerite. La prima, indipendente dall’attitivà della malattia infiammatoria, è più frequente nei pazienti con interessamento del colon e può causare danno irreversibile del visus se non trattata rapidamente. La seconda ha un decorso benigno (non compromette l’acuità visiva) ed è associata a riacutizzazione della malattia di Crohn (Rugarli, 2015).

La calcolosi biliare si manifesta in circa i 25% dei pazienti con malattia di Crohn ed è causata dal malassorbimento intestinale degli acidi biliari che si verifica quando l’infiammazione interessa l’ileo. La formazione di calcoli renali dipende invece dall’alterazione della permeabilità della parete intestinale che provoca un aumento dell’assorbimento dai cibi di acido ossalico, elemento costitutivo dei calcoli renali (Rugarli, 2015).