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Melanoma

Cause


         

Quali sono le cause del Melanoma?

Il melanoma origina dai melanociti, cellule che si caratterizzano per la produzione di melanina, il pigmento che conferisce il colore più o meno scuro della pelle. L’esposizione ai raggi solari (raggi UV) stimola i melanociti a produrre melanina il cui compito è quello di proteggere la pelle dai danni immediati (scottatura) e ritardati (foto-invecchiamento e cancerogenesi). La serie di eventi che determina la trasformazione del melanocita in cellula tumorale (melanogenesi) non è ancora stata completamente chiarita. E’ probabile che si tratti di un processo a più step che comporti diverse mutazioni genetiche in grado di rendere via via più sensibile il melanocita agli effetti cancerogeni dei raggi UV. È probabile inoltre che il processo di melanogenesi coinvolga meccanismi peculiari per i diversi sottotipi di melanoma. Nel caso per esempio del melanoma cutaneo a diffusione superficiale è stata verificata l’associazione con l’esposizione acuta (sovraesposizione) intermittente ai raggi solari e la propensione ad un numero maggiore di nei, mentre per il melanoma da lentigo maligna l’associazione è con l’esposizione cronica ai raggi solari (McCourt et al., 2014).

Studi di sequenziamento del genoma di melanomi primari e metastatici ha individuato la presenza di mutazioni a carico di geni (BRAF, RAS, NFI) che codificano per proteine coinvolte nei processi di proliferazione, invasione e sopravvivenza cellulare. Circa la metà dei melanomi presenta mutazioni a carico del gene BRAF; di queste la più comune è la mutazione BRAF(V600E) che rappresenta quasi il 90% di tutte le mutazioni BRAF. La mutazione BRAF(V600K) rappresenta circa il 6%, mentre le mutazioni BRAF(V600R) e BRAF(V600D) circa l’1-3% di tutte le mutazioni BRAF (Associazione Italiana Oncologica Medica – AIOM, 2017).

Gli ultimi studi hanno portato all’identificazione di altri tre geni - Nmp1, Ptgs3, Park7 – che sono risultati aumentare la capacità delle cellule tumorali di migrare in altri tessuti. Nelle cellule melanocitiche tumorali inoltre una particolare proteina, Ssbp1, che svolge una funzione di protezione verso il gene oncosoppressore Tp53, gene che sopprime lo sviluppo del tumore, sembra essere meno espressa rispetto alle cellule non tumorali (Cecconi et al., 2018).

Sulla base dei dati attuali circa il 2% dei melanomi è attribuibile ad un difetto genetico ereditario. Le mutazioni genetiche di suscettibilità al melanoma individuate sono a carico dei geni CDKN2A e CDK4; entrambi codificano proteine che intervengono nel controllo del ciclo cellulare (Associazione Italiana Oncologia Medica – AIOM, 2017).

I fattori di rischio per il melanoma comprendono (Associazione Italiana Oncologia Medica – AIOM, 2017):
(non modificabili)
a) precedenti casi di melanoma in famiglia (parenti di primo e secondo grado)
b) storia personale di melanoma (il rischio di melanoma è massimo nei due anni successivi ad una prima diagnosi)
c) numero di nei
d) nei displastici (o atipici)
e) nei congeniti
f) lentiggini
g) capelli biondi o rossi
h) pelle chiara
(modificabili)
a) esposizione al sole intensa e intermittente
b) ustioni solari soprattutto se in età precoce
c) esposizione a lampade abbronzanti
d) esposizione a lampade abbronzanti in età giovanile (prima dei 35 anni)

In particolare le persone che hanno un numero elevato di nei normali (> 100), nei displastici (o atipici) e uno è più casi di melanoma in famiglia, a carico di parenti di primo grado, presentano un rischio aumentato di 10 volte di andare incontro a melanoma nella loro vita. Il rischio di malattia è minore (aumento di 2-3 volte) in chi presenta lentiggini, capelli biondi o rossi e anamnesi familiare di melanoma (non in parenti di primo grado) (McCourt et al., 2014).