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Melanoma

Prevenzione


         

Come prevenire il Melanoma?

Il melanoma è il più comune tumore maligno della pelle. La sua incidenza è aumentata negli ultimi anni soprattutto per l’abitudine di esporsi al sole a fini ricreativi.

Il forma più comune di melanoma (70% dei casi), il melanoma cutaneo a diffusione superficiale, è associato, a differenza di altri tumori della pelle come il basalioma, ad un’esposizione saltuaria, ma intensa ai raggi solari o alle lampade UV.

La radiazione ultravioletta è classificata in radiazione UVA (lunghezza d’onda: 315-400 nm), UVB (280-315 nm) e UVC (100-280 nm). La radiazione UVC e la maggior parte della radiazione UVB di origine solare sono bloccate dallo strato di ozono presente nell’atmosfera; pertanto solo parte dei raggi UVB e l’intera radiazione UVA raggiungono la superficie terrestre. Le lampade abbronzanti rappresentano la fonte principale di raggi UV non di origine solare. Nel 2009 le lampade abbronzanti e la radiazione UV sono stati classificati come cancerogeni per l’uomo (WHO International Agency for Research on Cancer Monograph Working Group, 2009). Uno studio pubblicato nel 2011 ha stimato come circa l’86% dei casi di melanoma diagnosticati nel Regno Unito l’anno precedente fosse da attribuire all’esposizione al sole o ai lettini solari (Parkin et al., 2011). Analogamente una metanalisi relativa a 27 studi clinici ha evidenziato un aumento significativo del rischio di melanoma associato all’uso dei lettini solari (rischio relativo complessivo di 1,2) che aumentava con il numero di esposizioni alle lampade UV e con l’aver iniziato questa pratica prima dei 35 anni (rischio relativo complessivo: 1,87) (Boniol et al., 2012).

La prima forma di prevenzione verso il melanoma consiste quindi nel proteggere la pelle quando ci si espone ai raggi solari applicando creme solari contenenti filtri adatti a schermare dai raggi UV, nell’esporsi con gradualità per permettere alla pelle di abbronzarsi naturalmente senza scottarsi e nello scegliere orari di esposizione nei climi caldi in cui meno intensa è la radiazione solare (da evitare la fascia oraria che va dalle 11 alle 16). Quando non è possibile seguire queste raccomandazioni, è consigliabile utilizzare capi di vestiario adeguati, incluso cappello e occhiali da sole.

L’uso di lampade abbronzanti o lettini solari dovrebbe essere evitato specialmente per le persone con meno di 35 anni (l’abbronzatura artificiale è vietata ai ragazzi con meno di 18 anni, alle donne in gravidanza e alle persone con tumore in atto o pregresso) (Decreto ministeriale, 2011; Associazione Italiana Oncologia Medica – AIOM, 2017).

La scelta della crema solare con fattore di protezione UV dipende dal tipo di pelle, o meglio dal fototipo di appartenenza. Il fototipo è una classificazione utilizzata dai dermatologi basata su alcune caratteristiche individuali (colore della pelle, dei capelli degli occhi) che consente di prevedere il comportamento della pelle all’esposizione dei raggi solari. Di seguito la classificazione (McCount et al., 2014):

La crema solare deve essere applicata in quantità adeguata e più volte durante l’esposizione al sole, soprattutto se protratta nel tempo. L’uso della crema solare deve essere inteso come uno strumento in più per proteggere la pelle dai danni del sole e non come un “lascia passare” per annullare le raccomandazioni di una corretta esposizione al sole.

Uno dei punti cardine della prevenzione è l’esame della pelle per evidenziare precocemente eventuali lesioni cutanee che possano indurre il sospetto di melanoma (l’autoesame dovrebbe essere fatto ogni 2-3 mesi). L’esame della pelle consiste nell’osservazione dei nei cutanei applicando la regola dell’ABCDE, ovvero la regola che prende in considerazione simmetria, bordi, colore, dimensione evoluzione per ciascun neo. Se il neo è caratterizzato da una forma asimmetrica, da bordi irregolari, da una pigmentazione non uniforme, da una dimensione superiore a 5-6 mm, e tende a mutare nel tempo, è possibile si tratti di melanoma ed è quindi indispensabile sottoporsi ad una visita dermatologica specialistica.

L’individuazione precoce di una lesione cutanea riconducibile a melanoma è strategica in termini di guarigione del paziente. La maggior parte dei melanomi ha infatti un’evoluzione lenta: il tumore si sviluppa nello strato superficiale della pelle e solo dopo un certo periodo di tempo inizia a penetrare in profondità. Se la lesione è individuata nella fase iniziale del tumore, quando questo si presenta ancora superficiale, la rimozione chirurgica garantisce tassi di guarigione vicino al 100%.

L’autoesame e il controllo periodico dermatologico, con cadenza annuale, se non diversamente indicato, sono raccomandati per le persone con fattori di rischio per melanoma (Ministero della Salute, 2018):

Le raccomandazioni per prevenire il rischio di melanoma sono indicate per tutte le persone che non hanno mai avuto diagnosi di melanoma (prevenzione primaria) e in particolare per chi ha già avuto una diagnosi di melanoma (prevenzione secondaria).