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Otite

Prevenzione

Come prevenire l' Otite?

Non tutte le forme di otite possono essere prevenute completamente. La predisposizione individuale, l’età, l’anatomia dell’orecchio e della tuba di Eustachio, la frequenza delle infezioni respiratorie e alcune condizioni congenite o immunitarie possono favorire la comparsa della malattia indipendentemente dai comportamenti adottati. Esistono tuttavia misure in grado di ridurre significativamente il rischio di otite esterna, di otite media acuta e, soprattutto nei bambini predisposti, di episodi ricorrenti.

Le strategie preventive devono essere adattate alla sede dell’infiammazione. Nell’otite esterna è necessario proteggere la cute del condotto uditivo dall’umidità persistente e dai traumatismi. Nell’otite media la prevenzione si basa prevalentemente sulla riduzione delle infezioni respiratorie, sulla vaccinazione, sull’allattamento materno, sull’eliminazione del fumo passivo e sulla corretta gestione dei fattori predisponenti. Nei pazienti con episodi ripetuti possono essere considerate misure di prevenzione secondaria, comprese alcune procedure specialistiche, che non devono però essere applicate indiscriminatamente.

Proteggere il condotto uditivo dall’acqua e dai traumatismi

L’otite esterna, conosciuta anche come “otite del nuotatore”, si sviluppa più facilmente quando l’acqua permane nel condotto uditivo e altera la barriera protettiva della cute. L’umidità favorisce la macerazione dell’epitelio e modifica l’ambiente lievemente acido del condotto, facilitando la proliferazione di microrganismi, in particolare Pseudomonas aeruginosa e Staphylococcus aureus. La prevenzione consiste quindi nel mantenere l’orecchio asciutto e nel preservare l’integrità della cute del condotto (Jackson, Geer, 2023).

Dopo il bagno o il nuoto è opportuno lasciare defluire spontaneamente l’acqua inclinando il capo e asciugare delicatamente soltanto il padiglione auricolare e l’ingresso del condotto. Può essere utile utilizzare un asciugacapelli a bassa temperatura e a debita distanza, evitando di dirigere un getto caldo o molto intenso nell’orecchio. Nei soggetti che presentano episodi ricorrenti durante la stagione balneare possono essere valutati tappi auricolari morbidi e ben adattati oppure una cuffia da nuoto, purché non provochino irritazione o piccole lesioni cutanee.

Le soluzioni auricolari acidificanti o disidratanti, talvolta impiegate dopo il nuoto, non devono essere utilizzate automaticamente. Possono risultare utili in alcuni soggetti predisposti, ma devono essere consigliate dal medico o dal farmacista e sono controindicate quando non sia certa l’integrità della membrana timpanica, in presenza di drenaggi transtimpanici, secrezioni, dolore, precedenti interventi sull’orecchio o sospetta perforazione.

Evitare cotton fioc e manovre di pulizia aggressive

Il cerume non rappresenta semplicemente materiale da eliminare: svolge una funzione protettiva, lubrificante e antimicrobica. La rimozione frequente o aggressiva del cerume può danneggiare la cute, ridurre le difese naturali del condotto e aumentare il rischio di otite esterna.

Cotton fioc, forcine, tappi rigidi e altri oggetti introdotti nell’orecchio possono provocare abrasioni microscopiche, spingere il cerume in profondità e favorire la formazione di un tappo. Anche il grattamento dovuto a prurito, dermatite, eczema o uso prolungato di auricolari può compromettere la barriera cutanea. La pulizia ordinaria deve pertanto limitarsi alla parte esterna dell’orecchio. In presenza di tappo di cerume, prurito persistente o sensazione di orecchio chiuso, la rimozione deve essere effettuata con modalità appropriate, possibilmente dopo una valutazione sanitaria.

Nei pazienti con eczema, dermatite seborroica, psoriasi o allergia da contatto è importante trattare la patologia cutanea sottostante. Anche apparecchi acustici, auricolari e dispositivi di protezione devono essere puliti regolarmente e utilizzati in modo da non determinare pressione, occlusione prolungata o irritazione.

Vaccinazioni e prevenzione dell’otite media

L’otite media acuta è spesso preceduta da un’infezione virale delle prime vie respiratorie. L’infiammazione del rinofaringe altera la ventilazione della tuba di Eustachio e facilita il passaggio di virus e batteri verso l’orecchio medio. La prevenzione delle infezioni respiratorie e di alcune infezioni batteriche riduce quindi anche il rischio di otite.

La vaccinazione pneumococcica con vaccini coniugati rappresenta una delle misure preventive più importanti nell’infanzia. Questi vaccini sono stati introdotti soprattutto per prevenire le infezioni pneumococciche invasive, ma hanno ridotto anche le otiti medie causate dai sierotipi di Streptococcus pneumoniae inclusi nelle formulazioni vaccinali. L’effetto sull’incidenza complessiva dell’otite è più contenuto, poiché la malattia può essere causata da numerosi altri pneumococchi, batteri e virus. Gli studi condotti dopo l’introduzione dei vaccini coniugati hanno comunque documentato una riduzione delle otiti pneumococciche da sierotipi vaccinali e, a livello di popolazione, degli accessi ambulatoriali e di alcune forme ricorrenti (Dagan et al., 2021).

Anche la vaccinazione antinfluenzale può contribuire alla prevenzione. L’influenza può provocare una marcata infiammazione della tuba di Eustachio e predisporre alla sovrainfezione batterica dell’orecchio medio. Le revisioni sistematiche mostrano che il vaccino antinfluenzale determina una riduzione modesta, ma reale, degli episodi di otite media acuta nei bambini, soprattutto durante i periodi di circolazione del virus influenzale (Norhayati et al., 2017). La vaccinazione deve essere effettuata secondo le indicazioni previste per l’età e le condizioni cliniche del bambino, non con il solo scopo di prevenire l’otite.

Allattamento materno

L’allattamento materno esercita un effetto protettivo nei confronti dell’otite media acuta, particolarmente evidente nei primi due anni di vita. Il beneficio dipende probabilmente dalla combinazione di fattori immunologici presenti nel latte materno, minore esposizione a contaminanti e diversa meccanica della suzione rispetto al biberon.

Una revisione sistematica con metanalisi ha rilevato che l’allattamento esclusivo per i primi sei mesi è associato a una riduzione di circa il 43% della probabilità di sviluppare almeno un episodio di otite media acuta nei primi due anni di vita. La protezione risulta maggiore con l’allattamento esclusivo e di durata più lunga, pur non eliminando completamente il rischio di malattia (Bowatte et al., 2015).

Quando si utilizza il biberon, è preferibile alimentare il bambino in posizione semiseduta e non completamente supina. Lasciare il bambino sdraiato con il biberon in bocca può favorire il reflusso di secrezioni verso il rinofaringe e non è raccomandato anche per altri motivi di sicurezza e salute orale.

Eliminare il fumo passivo

L’esposizione al fumo di tabacco irrita la mucosa delle vie respiratorie, compromette la clearance mucociliare, ossia il sistema che allontana muco e microrganismi dalle vie aeree, e può favorire l’infiammazione e la disfunzione della tuba di Eustachio. Queste alterazioni facilitano il ristagno di secrezioni nell’orecchio medio e possono aumentare il rischio di otite media, soprattutto nei bambini piccoli e nei soggetti predisposti.

Una revisione sistematica con metanalisi di 61 studi epidemiologici ha rilevato che la convivenza con un fumatore era associata a un aumento del rischio di patologie dell’orecchio medio nell’infanzia. L’associazione risultava particolarmente evidente per il fumo materno dopo la nascita e per le forme di malattia che richiedevano un trattamento chirurgico (Jones et al., 2012). Una precedente revisione quantitativa aveva inoltre riscontrato un aumento del rischio di otite media ricorrente e di otite media con effusione nei bambini esposti al fumo dei genitori (Strachan, Cook, 1998).

Per essere realmente efficace, la prevenzione deve prevedere ambienti completamente liberi dal fumo. Non è sufficiente fumare alla finestra o in un’altra stanza, poiché il fumo può diffondersi negli ambienti domestici e permanere nell’aria. La casa e l’automobile dovrebbero pertanto essere sempre smoke-free, soprattutto quando vi vivono o viaggiano bambini.

A sostegno della rilevanza preventiva di questa misura, uno studio statunitense ha osservato che l’aumento delle abitazioni nelle quali era vietato fumare si accompagnava, nel periodo 1993-2006, a una riduzione degli accessi ambulatoriali e dei ricoveri pediatrici per otite media. Trattandosi di uno studio ecologico, il risultato non dimostra da solo un rapporto causale, ma è coerente con le evidenze epidemiologiche sull’effetto sfavorevole del fumo passivo (Alpert et al., 2011).

Ridurre la trasmissione delle infezioni respiratorie

La frequenza delle infezioni respiratorie è uno dei principali determinanti dell’otite media nell’infanzia. La frequentazione di comunità numerose, in particolare degli asili nido, aumenta l’esposizione a virus respiratori e, di conseguenza, la probabilità di episodi di otite (Marchisio et al., 2019; Lubianca Neto et al., 2006). Ciò non significa che la socializzazione debba essere evitata, ma nei bambini con otiti ricorrenti può essere utile valutare, quando concretamente possibile, contesti con gruppi meno numerosi.

Il lavaggio regolare delle mani, la pulizia dei giochi condivisi, la corretta aerazione degli ambienti e l’abitudine a coprire naso e bocca durante tosse e starnuti contribuiscono a limitare la diffusione delle infezioni. Durante i periodi di intensa circolazione virale è opportuno ridurre, per quanto ragionevole, il contatto ravvicinato con persone sintomatiche.

Non sono attualmente raccomandati, come strategia preventiva di routine, spray antisettici nasali, antibiotici topici o immunostimolanti. Per questi interventi le evidenze disponibili sono limitate, eterogenee oppure insufficienti a dimostrarne un beneficio clinicamente rilevante nella prevenzione dell'otite media, e le principali linee guida internazionali non ne raccomandano l'impiego sistematico (Marchisio et al., 2019; Lieberthal et al., 2013).

Ciuccio e altri fattori modificabili

L’uso prolungato e frequente del ciuccio, soprattutto dopo i primi sei mesi di vita, è stato associato in diversi studi a un aumento del rischio di otite media acuta. Il meccanismo potrebbe dipendere dalle variazioni di pressione nel rinofaringe durante la suzione e dalla maggiore possibilità di trasporto di secrezioni verso la tuba di Eustachio. Nei bambini con episodi ricorrenti può pertanto essere utile limitarne l’impiego, evitando soprattutto l’uso continuo durante il giorno. L’eventuale riduzione deve comunque essere graduale e compatibile con le raccomandazioni pediatriche sulla sicurezza del sonno (Lubianca Neto et al., 2006).

Anche la corretta gestione della rinite allergica, dell’ipertrofia adenoidea e di eventuali disturbi respiratori nasali può essere importante nei bambini selezionati. Non è tuttavia dimostrato che antistaminici, decongestionanti o corticosteroidi nasali prevengano l’otite media nei bambini che non presentano una specifica indicazione allergologica o rinologica (Mulvaney et al., 2023; Griffin, Flynn, 2011; Rosenfeld et al., 2016).

Prevenire le recidive e la cronicizzazione

Un’otite media acuta diagnosticata e gestita correttamente ha minori probabilità di evolvere verso perforazione persistente, otorrea cronica o altre complicanze. È quindi importante rivalutare i bambini nei quali dolore, febbre o secrezioni non migliorano come previsto e controllare nel tempo l’eventuale persistenza di liquido nell’orecchio medio.

La prevenzione della forma suppurativa cronica dipende soprattutto dal riconoscimento precoce delle perforazioni timpaniche, dal trattamento dell’otorrea, dal mantenimento dell’orecchio asciutto e dal monitoraggio dell’udito. Una recente revisione sistematica ha sottolineato che le evidenze sui singoli fattori di rischio sono eterogenee, ma ha confermato l’importanza di intervenire precocemente sui fattori modificabili e sui primi segni di malattia persistente (Heward et al., 2024).

La profilassi antibiotica continuativa può ridurre temporaneamente la frequenza delle recidive, ma non è raccomandata come strategia preventiva ordinaria a causa del rischio di effetti indesiderati e, soprattutto, di selezione di batteri resistenti. Gli antibiotici non devono quindi essere somministrati ai primi sintomi di raffreddore né conservati per un impiego autonomo in occasione di episodi successivi.

Drenaggi transtimpanici e adenoidectomia

Nei bambini con otite media acuta ricorrente o con versamento persistente, i drenaggi transtimpanici possono essere presi in considerazione dopo valutazione otorinolaringoiatrica. Non costituiscono tuttavia una misura preventiva indicata per tutti i bambini che hanno avuto più episodi.

Le linee guida raccomandano di non inserire drenaggi per otite media acuta ricorrente quando, al momento della valutazione specialistica, non sia presente versamento nell’orecchio medio. I drenaggi possono invece essere proposti quando le recidive sono associate a versamento persistente, oppure in presenza di otite media effusiva cronica con documentata compromissione uditiva o con particolare rischio per lo sviluppo linguistico e cognitivo (Rosenfeld et al., 2022).

In uno studio randomizzato su bambini di età compresa tra 6 e 35 mesi con otite media acuta ricorrente, il posizionamento dei drenaggi non ha ridotto significativamente il numero complessivo di episodi nei due anni successivi rispetto alla gestione medica episodica. La decisione deve pertanto considerare non soltanto il numero di recidive, ma anche la loro gravità, la presenza di versamento, l’udito, l’età del bambino e le preferenze della famiglia (Hoberman et al., 2021).

L’adenoidectomia può essere associata ai drenaggi nei bambini di almeno quattro anni per ridurre il rischio di future recidive o della necessità di nuovi interventi, oppure anche nei bambini più piccoli quando esistano indicazioni autonome, come ostruzione nasale persistente o infezione adenoidea cronica. Non è invece raccomandata come prevenzione generalizzata dopo singoli episodi di otite.

Nei bambini portatori di drenaggi non sono generalmente necessarie protezioni sistematiche dall’acqua durante il bagno o il nuoto di superficie. Precauzioni selettive possono essere opportune in caso di immersioni profonde, acqua non pulita, fastidio durante il nuoto o episodi ricorrenti di otorrea.

Xilitolo, probiotici e integratori

Lo xilitolo è stato studiato soprattutto sotto forma di gomme da masticare, sciroppi o pastiglie. Alcuni studi hanno mostrato una riduzione degli episodi di otite nei bambini sani, ma il beneficio richiedeva somministrazioni molto frequenti durante la giornata e non è stato dimostrato in modo uniforme nei bambini con otiti ricorrenti. Per questi motivi non può essere considerato una misura preventiva di routine.

Anche i probiotici hanno fornito risultati interessanti ma non conclusivi. Una revisione Cochrane ha osservato un possibile beneficio nei bambini non particolarmente predisposti all’otite, senza un risultato altrettanto chiaro nei bambini “otitis-prone”. Inoltre, ceppi, dosi e durata del trattamento differivano notevolmente tra gli studi. Non è pertanto possibile raccomandare un probiotico specifico per la prevenzione dell’otite (Scott et al., 2019).

Non vi sono prove sufficienti per utilizzare sistematicamente vitamina D, zinco, vitamine, integratori o prodotti fitoterapici in bambini o adulti senza una carenza documentata. L’eventuale correzione di una carenza nutrizionale deve rispondere a un’indicazione clinica generale e non essere presentata come trattamento preventivo specifico dell’otite.

 

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