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Schizofrenia

Diagnosi


         

Come si diagnostica la Schizofrenia?

Gli esami disponibili per diagnosticare la schizofrenia comprendono:
• valutazione anamnestica
• colloquio clinico
• test psicopatologici

Per la diagnosi di schizofrenia conta sia la natura sia la durata dei sintomi. La diagnosi precoce di schizofrenia è d’importanza fondamentale nel determinare il relativo decorso della malattia ma purtroppo in molti casi i primi sintomi sono difficili da distinguere rispetto a una "normale" crisi adolescenziale. Spesso le persone colpite non sono in grado di riconoscersi come malate e la realtà in cui vivono è quella nella quale credono, seppur così diversa da quella dei loro simili.

La diagnosi psichiatrica si avvale di valutazioni anamnestiche, colloqui clinici, test e reattivi psicopatologici. I disturbi psichiatrici possono essere temporanei o cronici: alcuni pazienti psichiatrici richiedono cure solo per poco tempo, mentre altri necessitano di essere seguiti e curati per periodi molto lunghi o anche per tutta la vita, compromettendo in modo più o meno grave la qualità della vita propria e della famiglia.

Secondo il DSM-V (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorder, Fifth Edition) punto di riferimento internazionale per la valutazione delle malattie mentali, per porre diagnosi di schizofrenia devono essere soddisfatti i seguenti criteri (American Psychiatric Association, 2013):

(A) Presenza per un lasso di tempo significativo nell’arco di un mese di almeno due dei seguenti sintomi: delirio, allucinazione, disorganizzazione del linguaggio verbale, grave comportamento incoerente o catatonico, appiattimento affettivo o mancanza di motivazione. Almeno uno dei primi tre sintomi - delirio, allucinazione e disorganizzazione verbale - devono essere presenti.

(B) Per un periodo significativo di tempo dall’inizio dei sintomi uno o più degli ambiti fondamentali della vita di una persona, come il lavoro, la cura di se stessi, le relazioni interpersonali, devono risultare compromessi.

(C) I segni o sintomi del disturbo devono persistere per almeno 6 mesi. In questo periodo di tempo per almeno un mese (meno se i sintomi sono trattati con successo) devono essere presenti almeno due dei sintomi di riferimento per la diagnosi di schizofrenia (criterio A); la fase attiva della malattia può essere preceduta e/o seguita (fase prodromica e residuale) dai sintomi elencati nel criterio A che però si presentano in forma attenuata. Spesso la fase prodromica e residuale è caratterizzata da sintomi negativi che possono anche presentarsi in forma severa. In molti casi nelle persone molto attive da un punto di vista sociale il primo segnale di allarme è proprio il ritiro da tutte le attività sociali, di relazione.

(D) Deve essere esclusa la possibilità che si tratti di disturbo schizoaffettivo, depressivo o bipolare con caratteristiche psicotiche o che la schizofrenia sia secondaria all’uso di droghe o farmaci o dipenda da altra patologia.

Alcune condizioni patologiche possono dare un quadro sintomatico simile alla schizofrenia, ad esempio disturbi metabolici, infezioni sistemiche, sifilide, infezioni da HIV, epilessia o lesioni cerebrali.

I sintomi psicotici possono essere presenti in molti disturbi mentali. La diagnosi differenziale deve essere fatta per (American Psychiatric Association, 2013):
• Depressione maggiore o disturbo bipolare con caratteristiche psicotiche o catatoniche
• Disturbo schizoaffettivo
• Disturbo schizofreniforme e disturbo psicotico breve
• Disturbo delirante
• Disturbo schizotipico di personalità
• Disturbo ossessivo-compulsivo e disturbo di dismorfismo corporeo
• Disturbo post traumatico da stress
• Disturbo dello spettro autistico
• Altri disturbi mentali associati a episodi psicotici

Le persone con schizofrenia possono presentare disturbi associati all’uso di sostanze, come ad esempio il tabagismo, che interessa più della metà dei pazienti, o altre patologie come i disturbi d’ansia, incluso il disturbo da panico, o il disturbo ossessivo-compulsivo. Disturbi della personalità paranoide possono in alcuni casi precedere l’inizio della schizofrenia. Inoltre i pazienti con schizofrenia soffrono in percentuale maggiore rispetto alla popolazione generale di aumento di peso, diabete, sindrome metabolica, problemi cardiovascolari e/o respiratori anche perchè è più difficile per questa tipo di malato seguire dei comportamenti/stile di vita salutari con conseguenze negative per eventuali malattie croniche (American Psychiatric Association, 2013).
L’ultima revisione del DSM-V (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorder, Fifth Edition) ha eliminato la suddivisione, riportata nella precedente edizione DSM-IV, dei cinque sottotipi di schizofrenia: catatonico, disorganizzato, paranoide, residuo e indifferenziato.