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Sifilide

Cause


         

Quali sono le cause della Sifilide?

La sifilide è causata da un batterio, il Treponema pallidum, appartenente alla famiglia delle Spirochetacae, ordine Spirochetales.

La specie Treponema pallidum include in realtà tre sottospecie: pallidum subspecie pallidum, agente causale della sifilide; pallidum subsp. endemicum, agente causale della malattia detta bejel e pallidum subsp. pertenue, agente causale della malattia detta framboesia. Queste tre infezioni – sifilide, bejel e framboesia – sono distinguibili su base clinica, ma non tramite i test sierologici di laboratorio (Centurion-Lara et al., 2006).

Isolato nel 1905, il Treponema pallidum presenta una forma allungata e spiraliforme, che ricorda quella di un cavatappi, da cui il nome “treponema” ovvero filo che gira; l’aggettivo “pallidum” si riferisce al fatto che il batterio risponde debolmente alla colorazione di Giemsa usata per distinguere i componenti di una cellula a seconda che abbiano una reazione basica (colorazione sul rosso) o acida (colorazione sul blu).

Il Treponema è un batterio mobile con progressione serpentiniforme, sensibile all’ambiente esterno. Risulta infatti labile al calore, all’essicamento, al pH, ai raggi ultravioletti e agli agenti chimici (antisettici), mentre è resistente al freddo. Classificato tra i batteri anaerobici (che vivono solo in assenza di ossigeno), recentemente è stato inserito tra i microrganismi microaerofili perché può ossidare i carboidrati (Varnier, Martini, Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia A.A. 2013-2014).

Il Treponema pallidum presenta una parete cellulare simile a quella dei batteri gram negativi, ma più flessibile. La parete cellulare è formata da uno strato sottile di peptidoglicano, che conferisce rigidità alla cellula e aderisce alla membrana citoplasmatica interna. Tra lo strato di peptidoglicano e la membrana esterna esiste uno spazio detto spazio periplasmatico. Sulla membrana cellulare interna si ancorano i filamenti (endoflagelli) responsabili del movimento della spirocheta. Questi filamenti attraversano lo strato di peptidoglicano e si inseriscono nello spazio periplasmatico per tutta la lunghezza del batterio, come una sorta di “cordone”. Tramite un moto di rotazione/traslocazione, i flagelli consentono alla spirocheta di muoversi (Varnier, Martini, Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia A.A. 2013-2014).

Il Treponema pallidum è difficilmente coltivabile in vitro, anche per via del lungo tempo di replicazione, pari a 30-33 ore nell’infezione in vivo. Comunque la possibilità di poter disporre di un sistema in vitro (grazie all’incubazione in presenza di piccole quantità di ossigeno) ha consentito di migliorare le conoscenza sulla virulenza dell’agente causale della sifilide (Varnier, Martini, Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia A.A. 2013-2014).

Il cromosoma del T. pallidum è stato sequenziato completamente nel 1998 e questo ha permesso di accertare che: 1) il batterio non produce tossine da rilasciare nell’ambiente esterno (esotossine); 2) non ci sono gli elementi genetici che sono comunemente associati al trasferimento di materiale genetico per via orizzontale (tra batteri); 3) la membrana esterna risulta priva di lipopolisaccaride (componente altamente antigenico). La scarsa antigenicità della parete esterna rende poco visibile il batterio al sistema immunitario (gli antigeni sono le sostanze che inducono una risposta immunitaria) (Stamm, 2016).

Il genoma batterico è invece ricco di geni che codificano per le lipoproteine della membrana esterna. Tali lipoproteine servono per far aderire il batterio alla cellula ospite e per utilizzare una proteina della matrice intercellulare della cellula ospite, la fibronectina. Il batterio usa la fibronectina come una sorta di “coperta” per nascondere i suoi antigeni di superficie ed essere, di conseguenza, meno identificabile dal sistema immunitario (mimetismo antigenico). L’abbondanza di copie di geni codificanti le lipoproteine servono alla cellula batterica per variare i propri antigeni di superficie in modo da eludere ulteriormente il sistema immunitario. E’ stato inoltre scoperto che il genoma batterico è in grado di produrre un enzima che idrolizza l’acido ialuronico e che pertanto favorisce lo scollamento tra le cellule favorndo la penetrazione del Treponema nei tessuti (Varnier, Martini, Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia A.A. 2013-2014).

Il sifiloma, la lesione cutanea iniziale causata dalla penetrazione della spirocheta nella pelle, è dovuta all’azione del batterio stesso e alla risposta immunitaria dell’organismo. In corrispondenza infatti della lesione si verifica l’infiltrazione e l’accumulo di cellule del sistema immunitario quali i leucociti polimorfonucleati e i macrofagi. Il sifiloma compare circa 10-20 giorno dopo la penetrazione del batterio nel tessuto.