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Enoxaparina

Clexane, Clexane T


         

Indicazioni - Quali sono le indicazioni terapeutiche di Enoxaparina?

L’enoxaparina è indicata nel trattamento della trombosi venosa profonda (TVP) in presenza o meno di embolia polmonare. (leggi)

Posologia - Qual è la posologia di Enoxaparina?

Riportiamo di seguito la posologia di enoxaparina nelle diverse indicazioni terapeutiche. (leggi)

Controindicazioni - Quando non si deve usare Enoxaparina?

L’enoxaparina è controindicata in caso di ipersensibilità al farmaco. (leggi)

Avvertenze - Quali informazioni conoscere prima di usare Enoxaparina?

Non iniettare l’enoxaparina per via intramuscolare. (leggi)

Interazioni - Quali sono le interazioni farmacologiche di Enoxaparina?

La somministrazione di FANS, salicilati ad alte dosi o altri antiaggreganti piastrinici come clopidogrel, dipiridamolo e sulfinpirazone congiuntamente all’enaxoparina porta a un rischio aumentato di emorragie. (leggi)

Effetti collaterali - Quali sono gli effetti collaterali di Enoxaparina?

L'avvenimento di episodi emorragici è l’effetto avverso più frequente cui i pazienti trattati con enoxaparina possono andare incontro. (leggi)

Tossicità - Qual è la tossicità di Enoxaparina?

A livello cardiovascolare è molto comune il rischio di incorrere in emorragie. (leggi)

Farmacologia - Come agisce Enoxaparina?

L’enoxaparina sodica è un farmaco anticoagulante e utilizzato per impedire la formazione di trombi venosi (azione antritrombotica). (leggi)

Farmacocinetica - Qual è il profilo farmacocinetico di Enoxaparina?

L’enoxaparina non è assunta oralmente, dato che il farmaco viene scarsamente assorbito a livello gastro-intestinale. (leggi)

Classificazione - Qual è la formula di struttura di Enoxaparina?

La formula bruta di enoxaparina è C26H42N2O37S5. (leggi)

Bibliografia - Quali fonti bibliografiche per Enoxaparina?

Le informazioni contenute nella ricerca Pharmamedix dedicata a enoxaparina sono state analizzate dalla redazione scientifica con riferimento alle fonti seguenti. (leggi)

Specialità - Quali sono le specialità medicinali che contengono Enoxaparina?

Enoxaparina è prescrivibile nelle specialità commerciali Clexane, Clexane T, Ghemaxan, Enoxaparina Rovi, Inhixa. (leggi)

 

L’enoxaparina è un farmaco ad azione antitrombotica, ottenuto attraverso un processo di riduzione dell’eparina in molecole più piccole (è un’eparina a basso peso molecolare). È una molecola di origine naturale, composta da glucosamina e acido glucuronico, che ha attività anticoagulante, in quanto inibisce i fattori Xa e IIa del processo di coagulazione del sangue.
L’enoxaparina viene usata nella profilassi e nel trattamento della trombosi venosa profonda (TVP), nel trattamento delle patologie cardiache angina instabile, infarto miocardico non-Q o con tratto ST sopraslivellato ed, infine, nella prevenzione della coagulazione durante l’emodialisi.

Mentre per determinare la dose di eparina da somministrare è necessario determinare il parametro aPTT (tempo di tromboplastina parziale attivata), per l’enoxaparina ciò non è necessario. Per il trattamento e la prevenzione della TVP e per il trattamento delle patologie cardiache l’enoxaparina viene somministrata per via sottocutanea. Nel trattamento della TVP, dell’angina instabile e dell’infarto del miocardio non-Q si somministrano dosi di 100 UI/kg, ogni 12 ore. Il trattamento dura 10 giorni per la TVP e 2-8 giorni negli altri casi.
Le dosi di profilassi della TVP possono variare tra 2000 UI/die e 4000 UI/die, in base al livello di rischio.
I pazienti sottoposti ad emodialisi ricevono una dose intravascolare di 100 UI/kg all’inizio della seduta, cui può essere aggiunta una seconda dose nel caso di formazione di aggregati di fibrina nel sangue.
I pazienti con infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST ricevono una dose endovenosa pari a 3000 UI in associazione a una dose sottocutanea di 100 UI/kg e proseguono con dosi sottocutanee di 100 UI/kg ogni 12 ore (le prime due dosi possono essere aumentate fino ad un massimo di 10000 UI/kg). La dose iniziale endovenosa non è somministrata ai pazienti in età geriatrica (>75 anni) o ai pazienti che hanno subito un intervento coronarico percutaneo e che iniziano la terapia dopo meno di 8 ore dall’intervento.

L’enoxaparina non è assorbita a livello gastro-intestinale. Viene somministrata per via sottocutanea o endovenosa, ma mai per via intramuscolare.
La somministrazione endovenosa garantisce l’effetto immediato del farmaco, che, invece, dopo somministrazione sottocutanea, inizia a mostare attività in 20-60 minuti. Il picco di attività è dose-dipendente e viene raggiunto in 3-5 ore; se le somministrazioni sono ripetute al secondo giorno si instaura uno stato stazionario, con un’emivita di circa 7 ore.
Nel sangue l’enoxaparina circola per l’80% legata all’albumina e subisce una modificazione metabolica nel fegato, dove viene ridotta in molecole più piccole e meno attive. È escreta per via renale.

L’enoxaparina è controindicata nei pazienti che presentano ipersensibilità al principio attivo, che in passato hanno sviluppato trombocitopenia da enoxaparina, che sono a rischio di sviluppo di emorragie, che sono affetti da endocardite acuta o che devono essere sottoposti ad anestesia loco-regionale per interventi chirurgici. In caso di punture epidurali, infatti, la concomitante somministrazione di enoxaparina potrebbe provocare ematomi nella zona spinale, che esercitando una pressione sui neuroni possono indurre conseguenze anche molto gravi, fino alla paralisi degli arti.
La trombocitopenia è un effetto avverso della somministrazione di eparina o delle eparine a basso peso molecolare; può essere grave quando si generano anticorpi contro i complessi enoxaparina-fattore piastrinico, che possono provocare trombosi.
La somministrazione di enoxaparina è da effettuare con particolare attenzione nei pazienti portatori di valvole cardiache, soprattutto se si tratta di donne in gravidanza, perché sono stati segnalati dei casi di trombosi durante l’assunzione di enoxaparina.
La dose di enoxaparina è da aggiustare nel caso di pazienti con insufficienza renale, i quali possiedono un ridotto tasso di escrezione del farmaco, e nei pazienti a basso peso corporeo o obesi, per i quali però non esistono dei criteri di adeguamento della dose condivisi.
La somministrazione di enoxaparina è sconsigliata in associazione ai seguenti farmaci: salicilati (se somministrati ad alte dosi), FANS, ticlopidina, destrano, glucocorticoidi, anticoagulanti orali.

L’effetto avverso più comune in cui si può incorrere assumendo l’enoxaparina è il rischio emorragico. Inoltre si possono verificare trombocitopenia, eritemi o altre reazioni avverse nel sito di iniezione, aumento degli enzimi epatici e dei livelli di potassio nel sangue, osteoporosi e reazioni allergiche. Ci sono stati casi di reazioni avverse al sito di iniezione evolutosi in necrosi cutanea.

L’enoxaparina è poco tossica: i valori di DL50, calcolati su topi e ratti, sono molto elevati. Se si assume una dose di enoxaparina in eccesso rispetto a quella raccomandata il rischio di emorragie è considerevole, ma può essere limitato somministrando un’uguale dose di protamina, che agisce limitando l’attività anticoagulante dell’enoxaparina.

L’enoxaparina rientra nella categoria B di utilizzo in gravidanza, perché non sono stati indicati pericoli per il feto, ma le poche informazioni disponibili non permettono di stabilire la sicurezza del farmaco nell’utilizzo durante la gravidanza.