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Fentanil

Durogesic, Effentora, Istanyl, Vellofent e altri


Indicazioni - Quali sono le indicazioni terapeutiche di Fentanil?

ll fentanil (parenterale) è indicato come analgesico in anestesia generale con intubazione e ventilazione del paziente. (leggi)

Posologia - Qual è la posologia di Fentanil?

Riportiamo di seguito la posologia del fentanil nelle diverse indicazioni terapeutiche. (leggi)

Controindicazioni - Quando non si deve usare Fentanil?

Il fentanil è controindicato in caso di ipersensibilità. (leggi)

Avvertenze - Quali informazioni conoscere prima di usare Fentanil?

Poiché il fentanil è un farmaco che se usato impropriamente può costituire un pericolo per la vita, deve essere conservato in un luogo sicuro e protetto, accessibile solo al paziente adulto e/o a chi se ne prende cura (caregiver). (leggi)

Interazioni - Quali sono le interazioni farmacologiche di Fentanil?

Buprenorfina, nalbufina, pentazocina possiedono affinità per i recettori degli oppioidi comportandosi come agonisti/antagonisti parziali. In associazione a fentanil possono in parte antagonizzarne gli effetti farmacologici. (leggi)

Effetti collaterali - Quali sono gli effetti collaterali di Fentanil?

Gli eventi avversi riflettono principalmente gli effetti farmacodinamici del fentanil. (leggi)

Tossicità - Qual è la tossicità di Fentanil?

In caso di sovradosaggio si verifica un potenziamento degli effetti farmacologici del fentanil; il rischio maggiore è rappresentato dalla depressione respiratoria. (leggi)

Farmacologia - Come agisce Fentanil?

Il fentanil è un oppioide sintetico (famiglia delle fenilpiperidine) ampiamente utilizzato come analgesico per il trattamento del dolore cronico e in anestesia. (leggi)

Farmacocinetica - Qual è il profilo farmacocinetico di Fentanil?

La farmacocinetica del fentanil presenta elevata variabilità tra un paziente e l’altro. (leggi)

Classificazione - Qual è la formula di struttura di Fentanil?

La formula bruta di fentanil è C22H28N2O. (leggi)

Bibliografia - Quali fonti bibliografiche per Fentanil?

Le informazioni contenute nella ricerca Pharmamedix dedicata al fentanil sono state analizzate dalla redazione scientifica con riferimento alle fonti seguenti. (leggi)

Specialità - Quali sono le specialità medicinali che contengono Fentanil?

Fentanil è prescrivibile nelle specialità commerciali Abstral, Alghedon, Dogetic, Durfenta, Durogesic, Effentora, FenPatch, Fenroo, Fentanest, Fentanil, Fenticer, Fenvel, Instanyl, Matrifen, Pecfent, Sublifen, Vellofent. (leggi)

 

Il fentanil è un analgesico oppioide sintetico ad elevata potenza, appartenente alla classe dei derivati fenilpiperidinici, ampiamente utilizzato nella pratica clinica per il trattamento del dolore severo, in particolare in ambito oncologico e perioperatorio. La sua elevata lipofilia e rapidità d’azione lo rendono uno dei farmaci più impiegati in anestesia e terapia del dolore.

Il fentanil trova indicazione nel trattamento del dolore severo, sia acuto sia cronico, quando altri analgesici risultano inefficaci o non tollerati. È largamente utilizzato in anestesia generale come agente analgesico intraoperatorio e come componente della sedoanalgesia. Nella terapia del dolore oncologico viene impiegato soprattutto nella formulazione transdermica per il controllo del dolore persistente, nonché nelle formulazioni transmucosali per il dolore episodico intenso (“breakthrough pain”). L’uso è generalmente riservato a pazienti già tolleranti agli oppioidi, in considerazione della sua potenza elevata.

La posologia del fentanil deve essere individualizzata in base alle caratteristiche del paziente, alla natura e all’intensità del dolore e alla precedente esposizione agli oppioidi. Nella somministrazione endovenosa, utilizzata prevalentemente in ambito anestesiologico, le dosi sono titolate con estrema attenzione per evitare depressione respiratoria. Nella terapia cronica, i cerotti transdermici rilasciano il farmaco in modo continuo per 72 ore e il dosaggio è espresso in microgrammi/ora; l’inizio della terapia richiede un’attenta conversione da altri oppioidi. Le formulazioni transmucosali hanno un rapido assorbimento e richiedono una titolazione graduale per individuare la dose efficace minima. Nei pazienti anziani o con compromissione epatica o renale, si raccomanda una riduzione della dose iniziale.

Il principale rischio associato all’uso del fentanil è la depressione respiratoria, che può essere grave e potenzialmente fatale, soprattutto in pazienti non tolleranti agli oppioidi. È necessario un attento monitoraggio clinico, in particolare nelle fasi iniziali della terapia o in caso di aumento del dosaggio. Il farmaco può indurre tolleranza e dipendenza fisica e psicologica; pertanto, il suo utilizzo deve essere limitato ai casi appropriati e sotto stretto controllo medico. Particolare cautela è richiesta nei pazienti con patologie respiratorie, tra cui broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), e nei soggetti con alterazioni dello stato di coscienza. Inoltre, l’uso concomitante con altri depressori del sistema nervoso centrale aumenta il rischio di sedazione profonda e arresto respiratorio.

Il fentanil è controindicato nei pazienti con ipersensibilità nota al principio attivo o ad altri oppioidi. Non deve essere utilizzato in soggetti con depressione respiratoria non controllata o in presenza di ileo paralitico. Le formulazioni a rilascio rapido non sono indicate nei pazienti non tolleranti agli oppioidi. Ulteriori controindicazioni includono condizioni di grave insufficienza respiratoria e situazioni in cui il monitoraggio clinico adeguato non sia possibile.

Il fentanil è metabolizzato principalmente dal citocromo P450 3A4 (CYP3A4); pertanto, farmaci inibitori di questo enzima, come alcuni antifungini azolici (es. ketoconazolo) o macrolidi (es. eritromicina), possono aumentare le concentrazioni plasmatiche del fentanil, incrementando il rischio di tossicità. Al contrario, induttori enzimatici come la rifampicina possono ridurne l’efficacia. L’associazione con altri depressori del sistema nervoso centrale, quali benzodiazepine, alcol e anestetici, può determinare un effetto sinergico sulla depressione respiratoria. L’uso concomitante con inibitori delle monoamino ossidasi (IMAO) è controindicato per il rischio di reazioni gravi, inclusa la sindrome serotoninergica.

Gli effetti indesiderati più comuni del fentanil sono sovrapponibili a quelli degli altri oppioidi e includono nausea, vomito, stipsi e sedazione. La depressione respiratoria rappresenta l’evento avverso più grave. Possono verificarsi inoltre bradicardia, ipotensione e rigidità muscolare, in particolare a carico della muscolatura toracica, che può compromettere la ventilazione. L’uso cronico può condurre a tolleranza e dipendenza, con possibile comparsa di sindrome da astinenza alla sospensione. In alcuni pazienti si osservano effetti neuropsichiatrici come confusione o allucinazioni.

La tossicità da fentanil si manifesta principalmente con una marcata depressione del sistema nervoso centrale e respiratorio. I segni clinici includono miosi (pupille puntiformi), riduzione dello stato di coscienza fino al coma e ipoventilazione. In caso di sovradosaggio, il trattamento prevede il supporto delle funzioni vitali e la somministrazione di antagonisti oppioidi, come il naloxone. Tuttavia, la durata d’azione del fentanil può superare quella del naloxone, rendendo necessario un monitoraggio prolungato e somministrazioni ripetute dell’antagonista. La tossicità è particolarmente elevata nei soggetti non tolleranti agli oppioidi e nei bambini.

Il fentanil agisce come agonista selettivo dei recettori μ (mu) degli oppioidi, localizzati principalmente nel sistema nervoso centrale. L’attivazione di questi recettori determina un’inibizione della trasmissione nocicettiva attraverso la riduzione del rilascio di neurotrasmettitori eccitatori e l’iperpolarizzazione delle membrane neuronali. Rispetto alla morfina, il fentanil presenta una potenza analgesica circa 100 volte superiore, con un rapido inizio d’azione. La sua elevata lipofilia consente un rapido attraversamento della barriera ematoencefalica, contribuendo alla velocità dell’effetto analgesico.

Il fentanil è caratterizzato da un’elevata liposolubilità, che ne determina un rapido assorbimento e distribuzione nei tessuti ricchi di lipidi, incluso il cervello. Dopo somministrazione endovenosa, l’effetto analgesico si manifesta entro pochi minuti. La biodisponibilità varia in base alla via di somministrazione: è elevata nelle formulazioni transmucosali e completa per via endovenosa. Il metabolismo avviene principalmente a livello epatico tramite CYP3A4, con formazione di metaboliti inattivi. L’eliminazione avviene prevalentemente per via urinaria. L’emivita terminale è relativamente lunga (3-12 ore), ma l’effetto clinico può essere più breve a causa della ridistribuzione tissutale. Nei cerotti transdermici, il rilascio continuo consente livelli plasmatici stabili, ma richiede tempo per raggiungere lo steady state.

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