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Oxaliplatino

Eloxatin e altri


         

Indicazioni - Quali sono le indicazioni terapeutiche di Oxaliplatino?

L’oxaliplatino è indicato (trattamento adiuvante) in associazione a 5-fluorouracile e acido folinico in caso di tumore al colon di stadio III dopo resezione completa di un tumore al colon primario. (leggi)

Posologia - Qual è la posologia di Oxaliplatino?

Riportiamo di seguito la posologia di oxaliplatino nelle diverse indicazioni terapeutiche. (leggi)

Controindicazioni - Quando non si deve usare Oxaliplatino?

L’oxaliplatino è controindicato in caso di ipersensibilità. (leggi)

Avvertenze - Quali informazioni conoscere prima di usare Oxaliplatino?

La somministrazione di oxaliplatino avviene per infusione endovenosa. In caso di stravaso la somministrazione parenterale deve essere immediatamente sospesa. (leggi)

Interazioni - Quali sono le interazioni farmacologiche di Oxaliplatino?

In vitro non è stata evidenziata competizione fra oxaliplatino e altri farmaci per il legame con le proteine plasmatiche. (leggi)

Effetti collaterali - Quali sono gli effetti collaterali di Oxaliplatino?

Gli effetti collaterali più comuni associati all’uso di oxaliplatino in combinazione con 5-fluorouracile e acido folinico sono di natura gastrointestinale (nausea, vomito, diarrea, mucosite), ematologica (neutropenia, trombocitopenia) e neurologica (neuropatia sensoriale periferica). (leggi)

Tossicit√† - Qual è la tossicità di Oxaliplatino?

Sono stati fatti diversi studi preclinici (cani, topi, ratti, scimmie) per evidenziare quali fossero gli organi bersaglio dell’oxaliplatino. (leggi)

Farmacologia - Come agisce Oxaliplatino?

L’oxaliplatino è un farmaco antitumorale appartenente al gruppo dei composti del platino (derivati del platino di terza generazione). (leggi)

Farmacocinetica - Qual è il profilo farmacocinetico di Oxaliplatino?

La farmacocinetica dell’oxaliplatino segue un modello a due compartimenti. (leggi)

Classificazione - Qual è la formula di struttura di Oxaliplatino?

La formula bruta di oxaliplatino è C8H14N2O4Pt. (leggi)

Bibliografia - Quali fonti bibliografiche per Oxaliplatino?

Le informazioni contenute nella ricerca Pharmamedix dedicata a oxaliplatino sono state analizzate dalla redazione scientifica con riferimento alle fonti seguenti. (leggi)

Specialit√† - Quali sono le specialità medicinali che contengono Oxaliplatino?

Oxaliplatino è prescrivibile nelle specialità commerciali Eloxatin e Oxaliplatino. (leggi)

 

L’oxaliplatino è un farmaco antitumorale indicato in combinazione con il 5-fluorouracile e l’acido folinico per il trattamento del tumore del colon di stadio III dopo resezione chirurgica e del tumore del colon-retto metastatico in pazienti adulti. É utilizzato nel trattamento anche di altri tumori solidi (uso off label) quali il carcinoma del pancreas e delle vie biliari, il carcinoma gastrico avanzato o metastatico, i tumori germinali testicolari ed extragonadici.

L’oxaliplatino è un derivato del platino di terza generazione e appartiene al gruppo di composti del platino in cui l’atomo di platino forma un complesso fra un gruppo ossalato e l’1,2-diaminocicloesano (DACH) a dare il cis-ossalato-(trans-1,2-DACH)-platino.

L’oxaliplatino è un farmaco antitumorale alchilante, forma cioè dei legami tra i due filamenti della doppia elica del DNA in modo da impedirne la replicazione e provocare la morte cellulare (morte cellulare programmata o apoptosi).

L’oxaliplatino è somministrato per infusione endovenosa lenta (2-6 ore) prima dell’infusione del 5-fluorouracile e contemporaneamente a quella di acido folinico. Negli adulti la dose raccomandata è di 85 mg/m2 di superficie corporea ogni 2 settimane. Il numero massimo di cicli è 12, circa 6 mesi di terapia.

Il farmaco è controindicato nei pazienti con ipersensibilità, in caso di mielodepressione (conta dei neutrofili e/o delle piastrine troppo bassa), neuropatia sensoriale periferica (formicolio alle mani e/o ai piedi; la neurotossicità associata al farmaco ne limita la dose), insufficienza renale grave (clearance della creatinina < 30 ml/min), allattamento. Il trattamento deve essere sospeso in caso di stravaso, se si manifestano reazioni allergiche durante l’infusione, se si manifestano effetti tossici a carico dell’apparato respiratorio. Durante la terapia deve essere monitorata la tossicità renale, la tossicità neurologica (comparsa di parestesia o disestesia, disestesia faringolaringea acuta) e la tossicità ematica. Può comparire tossicità gastrointestinale, che in caso di nausea e vomito può essere antagonizzata con una profilassi adeguata. Raramente sono stati osservati rabdomiolisi (importante danno al tessuto muscolare scheletrico), sindrome emolitico-uremica, coaguazione intravascolare disseminata, leucoencefalopatia posteriore reversibile. L’oxaliplatino induce immunosoppressione che in caso di vaccinazione, in particolare con vaccini vivi attenuati, può aumentare la sensibilità al vaccino (ridotta risposta anticorpale, rischio di infezione).

L’oxaliplatino è mutageno e clastogenico (altera la struttura dei cromosomi), quindi potenzialmente cancerogeno. Nei pazienti in età fertile devono essere adottate valide misure di contraccezione da protrarsi per alcuni mesi dopo la fine della terapia.

La farmacocinetica dell’oxaliplatino segue un modello a due compartimenti caratterizzato da una fase di distribuzione rapida e una più lenta di eliminazione plasmatica, con un’emivita superiore alle 24 ore. Dopo la somministrazione per infusione endovenosa, il farmaco si lega alle proteine plasmatiche in percentuale elevata (85-88%); dopo somministrazioni ripetute l’oxaliplatino tende ad accumularsi negli eritrociti. L’eliminazione avviene principalmente attraverso le vie urinarie (già dopo 48 ore si trova nelle urine circa la metà della dose somministrata). L’oxaliplatino viene degradato per vie metaboliche non enzimatiche. Nel sangue sono stati identificati metaboliti citotossici e derivati coniugati inattivi. Nei pazienti con ridotta funzionalità renale, l’oxaliplatino viene eliminato con difficoltà (riduzione della clearance renale di platino); nei pazienti con grave insufficienza renale, il farmaco è controindicato.